Italia
PISTOIA
Mina scoppia sotto il blindatoferiti in Afghanistan4 parà della Caserma Marini
Massimo Donati
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Un momento della cerimonia di ieri mattina alla Caserma MariniIeri in viale Italia cerimonia per i soldati rientrati dalla missione
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PISTOIA. Ieri mattina, la notizia, alla caserma "Marini", è arrivata quasi subito, poche ore prima dell'inizio della cerimonia programmata per rendere omaggio ai commiltoni rientrati dall'Afghanistan ad ottobre e rinviata a suo tempo in seguito all'uccisione a Kabul, tre settimane prima, di quattro parà, uno dei quali di stanza proprio a Pistoia: un 'altra bomba; coinvolti altri militari del 183º reggimento Nembo; quattro feriti, per fortuna, non gravi.
L'attentato si è verificato poco dopo le 7 (le 3 e mezzo di notte in Italia) mentre una pattuglia era impegnata in una "ricognizione operativa" nell'area della Zeerko Valley, una zona sperduta nell'ovest dell'Afghanistan. I quattro parà del Nembo si trovavano a bordo di un blindato e l'esplosione è avvenuta quando sono passati sopra una mina. I quattro devono la vita alla particolare robustezza del mezzo corazzato, il Lince, proprio per questa sua caratteristica ribattezzato dai soldati italiani San Lince. Nessuno di loro è grave, solo qualche graffio. Il primo caporal maggiore Luca Telesca, 26 anni, calabrese, ha riportato la sospetta frattura di un gomito. Solo un trauma da scoppio per gli altri tre: i caporal maggiori Francesco Catania, 29 anni, Francesco Munafò, 25, e Vincenzo Crispo, 26, siciliani i primi due e campano il terzo.
I quattro sono stati subito soccorsi e trasportati con due elicotteri all'ospedale da campo di Herat. Da lì hanno telefonato a casa per tranquillizzare i familiari prima che la notizia venisse diffusa dalle televisioni.
«Stanno bene - ha confermato ieri mattina a Pistoia il colonnello Marco Tuzzolino, comandante del reggimento Nembo - Fortunatamente l'esplosione ha danneggiato solo il mezzo».
I quattro facevano parte degli ultimi parà pistoiesi rimasti in Afghanistan, una ventina, per garantire la sicurezza in occasione del ballottaggio elettorale (lo scorso 21 ottobre la brigata Sassari era subentrata alla Folgore al Regional Command West, vale a dire il comando della regione occidentale della missione Isaf della Nato), e sarebbero dovuti tornare tra pochi giorni.
Ieri mattina, nel piazzale della caserma "Marini" si è svolta comunque la cerimonia prevista per il rientro dei circa 400 parà del nembo dall'Afghanistan. «Non una festa, non una celebrazione - ha spiegato il colonnello Tuzzolino - ma un riconoscimento del valore di coloro che hanno dato la vita in questa missione, che non possono essere qui con noi in questo momento ma che rimarranno sempre nei nostri cuori».
Oltre alle varie autorità cittadine, tra cui il prefetto e la presidente della Provincia, era presente anche il generale Rosario Castellano, comandante della brigata Folgore, di cui il Nembo fa parte, che ha ringraziato gli uomini del reggimento per aver svolto con coraggio, dedizione e sopportazione quotidiani la difficile missione di pace loro affidata.
L'attentato si è verificato poco dopo le 7 (le 3 e mezzo di notte in Italia) mentre una pattuglia era impegnata in una "ricognizione operativa" nell'area della Zeerko Valley, una zona sperduta nell'ovest dell'Afghanistan. I quattro parà del Nembo si trovavano a bordo di un blindato e l'esplosione è avvenuta quando sono passati sopra una mina. I quattro devono la vita alla particolare robustezza del mezzo corazzato, il Lince, proprio per questa sua caratteristica ribattezzato dai soldati italiani San Lince. Nessuno di loro è grave, solo qualche graffio. Il primo caporal maggiore Luca Telesca, 26 anni, calabrese, ha riportato la sospetta frattura di un gomito. Solo un trauma da scoppio per gli altri tre: i caporal maggiori Francesco Catania, 29 anni, Francesco Munafò, 25, e Vincenzo Crispo, 26, siciliani i primi due e campano il terzo.
I quattro sono stati subito soccorsi e trasportati con due elicotteri all'ospedale da campo di Herat. Da lì hanno telefonato a casa per tranquillizzare i familiari prima che la notizia venisse diffusa dalle televisioni.
«Stanno bene - ha confermato ieri mattina a Pistoia il colonnello Marco Tuzzolino, comandante del reggimento Nembo - Fortunatamente l'esplosione ha danneggiato solo il mezzo».
I quattro facevano parte degli ultimi parà pistoiesi rimasti in Afghanistan, una ventina, per garantire la sicurezza in occasione del ballottaggio elettorale (lo scorso 21 ottobre la brigata Sassari era subentrata alla Folgore al Regional Command West, vale a dire il comando della regione occidentale della missione Isaf della Nato), e sarebbero dovuti tornare tra pochi giorni.
Ieri mattina, nel piazzale della caserma "Marini" si è svolta comunque la cerimonia prevista per il rientro dei circa 400 parà del nembo dall'Afghanistan. «Non una festa, non una celebrazione - ha spiegato il colonnello Tuzzolino - ma un riconoscimento del valore di coloro che hanno dato la vita in questa missione, che non possono essere qui con noi in questo momento ma che rimarranno sempre nei nostri cuori».
Oltre alle varie autorità cittadine, tra cui il prefetto e la presidente della Provincia, era presente anche il generale Rosario Castellano, comandante della brigata Folgore, di cui il Nembo fa parte, che ha ringraziato gli uomini del reggimento per aver svolto con coraggio, dedizione e sopportazione quotidiani la difficile missione di pace loro affidata.
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