Italia
pistoia
Prefettura, futuro incerto
Anna Cecchini
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Qui sopra l’attuale sede della prefettura in piazza del DuomoMentre all’ex Breda partono i lavori per la nuova sede, ci si interroga sul palazzo di piazza Duomo. Il grande immobile è di proprietà dell'Inarcassa. L'assessore: «Dobbiamo capire i loro progetti»
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PISTOIA. Con l'apertura dei cantieri per la realizzazione nelle aree ex Breda del nuovo edificio che servirà ad ospitare la nuova prefettura (insieme a questura e polizia stradale), si apre un importante interrogativo: cosa accadrà all'immobile in piazza del Duomo che tuttora ospita la prefettura? Due le ipotesi che al momento sembrano possibili. C'è quella, già avanzata tre anni fa dall'amministrazione comunale, di trasformare l'edificio in un albergo prestigioso.
Con l'apertura dei cantieri per la realizzazione nelle aree ex Breda del nuovo edificio che servirà ad ospitare la nuova prefettura (insieme a questura e polizia stradale), si apre un importante interrogativo: cosa accadrà all'immobile in piazza del Duomo che tuttora ospita la prefettura?
Due le ipotesi che al momento sembrano possibili. C'è quella, già avanzata tre anni fa dall'amministrazione comunale, di trasformare l'edificio in un albergo prestigioso. La seconda, che sarebbe più in linea con i dettami del piano per il centro storico, prevede l'utilizzo dell'edificio, venduto dall'Inps nel 2001 all'Inarcassa (l'istituto di previdenza di architetti e ingegneri liberi professionisti), per uffici pubblici, probabilmente quelli del Comune.
Interrogarsi sul destino del palazzo del Governo - sede attuale della prefettura - può apparire una domanda eccessivamente prematura, visto che gli interventi per la costruzione del nuovo immobile all'ex Breda dureranno almeno due anni, ma per decidere il futuro del palazzo in piazza del Duomo - che ha un'ampiezza di oltre 3.000 mila metri quadrati - il percorso burocratico non sarà certo veloce.
Eppure per il momento il percorso sulle ipotesi di riutilizzo sembra ancora in alto mare.
«Prima di tutto - spiega l'assessore all'urbanistica Silvia Ginanni - dobbiamo confrontarci con la proprietà, Inarcassa, per capire le loro intenzioni. Il piano del centro storico prevede due eventuali utilizzi, a scopo direzionale, quindi per uffici pubblici che potrebbero essere anche quelli del Comune».
Durante colloqui informali tra l'istituto di previdenza di ingegneri e architetti e il Comune, in particolare, pare sia emersa la possibilità di organizzare un trasferimento. L'attuale sede dell'ex pretura, adesso ospitata a palazzo San Mercuriale, potrebbe essere spostata nell'immobile dove per altri due anni sarà attiva la prefettura, in modo da liberare l'edificio dell'ex pretura pretura, che, di proprietà del Comune, potrebbe accogliere gli uffici dell'amministrazione.
Il fatto è, però, che di questi tempi l'amministrazione pistoiese deve stringere la cinghia - lo fa capire anche l'assessore Ginanni - e non si può certo permettere di acquistare da Inarcassa un edificio il cui valore si aggira su alcuni milioni di euro.
Oltre all'utilizzo direzionale, il palazzo del Governo potrebbe però averne un altro, a scopo turistico. «L'unica cosa esclusa - spiega Ginanni - è che venga trasformato in un complesso residenziale. Un'idea potrebbe essere quella di istallarci una struttura turistico ricettiva, un albergo o una sorta di foresteria. Ma è ancora tutto da vedere».
Il problema di trasformarelo in un edificio a vocazione turistica è quello legato alla sua stessa collocazione in centro storico: un albergo che non può garantire aree di sosta circostanti per gli ospiti e ha un'accessibilità estremamente ristretta può non rappresentare un'opportunità di investimento davvero importante per la città.
Si tratta in conclusione di ipotesi, congetture che dovranno essere vagliate dai proprietari dell'edificio insieme al Comune, responsabile della pianificazione urbanistica del territorio.
Con l'apertura dei cantieri per la realizzazione nelle aree ex Breda del nuovo edificio che servirà ad ospitare la nuova prefettura (insieme a questura e polizia stradale), si apre un importante interrogativo: cosa accadrà all'immobile in piazza del Duomo che tuttora ospita la prefettura?
Due le ipotesi che al momento sembrano possibili. C'è quella, già avanzata tre anni fa dall'amministrazione comunale, di trasformare l'edificio in un albergo prestigioso. La seconda, che sarebbe più in linea con i dettami del piano per il centro storico, prevede l'utilizzo dell'edificio, venduto dall'Inps nel 2001 all'Inarcassa (l'istituto di previdenza di architetti e ingegneri liberi professionisti), per uffici pubblici, probabilmente quelli del Comune.
Interrogarsi sul destino del palazzo del Governo - sede attuale della prefettura - può apparire una domanda eccessivamente prematura, visto che gli interventi per la costruzione del nuovo immobile all'ex Breda dureranno almeno due anni, ma per decidere il futuro del palazzo in piazza del Duomo - che ha un'ampiezza di oltre 3.000 mila metri quadrati - il percorso burocratico non sarà certo veloce.
Eppure per il momento il percorso sulle ipotesi di riutilizzo sembra ancora in alto mare.
«Prima di tutto - spiega l'assessore all'urbanistica Silvia Ginanni - dobbiamo confrontarci con la proprietà, Inarcassa, per capire le loro intenzioni. Il piano del centro storico prevede due eventuali utilizzi, a scopo direzionale, quindi per uffici pubblici che potrebbero essere anche quelli del Comune».
Durante colloqui informali tra l'istituto di previdenza di ingegneri e architetti e il Comune, in particolare, pare sia emersa la possibilità di organizzare un trasferimento. L'attuale sede dell'ex pretura, adesso ospitata a palazzo San Mercuriale, potrebbe essere spostata nell'immobile dove per altri due anni sarà attiva la prefettura, in modo da liberare l'edificio dell'ex pretura pretura, che, di proprietà del Comune, potrebbe accogliere gli uffici dell'amministrazione.
Il fatto è, però, che di questi tempi l'amministrazione pistoiese deve stringere la cinghia - lo fa capire anche l'assessore Ginanni - e non si può certo permettere di acquistare da Inarcassa un edificio il cui valore si aggira su alcuni milioni di euro.
Oltre all'utilizzo direzionale, il palazzo del Governo potrebbe però averne un altro, a scopo turistico. «L'unica cosa esclusa - spiega Ginanni - è che venga trasformato in un complesso residenziale. Un'idea potrebbe essere quella di istallarci una struttura turistico ricettiva, un albergo o una sorta di foresteria. Ma è ancora tutto da vedere».
Il problema di trasformarelo in un edificio a vocazione turistica è quello legato alla sua stessa collocazione in centro storico: un albergo che non può garantire aree di sosta circostanti per gli ospiti e ha un'accessibilità estremamente ristretta può non rappresentare un'opportunità di investimento davvero importante per la città.
Si tratta in conclusione di ipotesi, congetture che dovranno essere vagliate dai proprietari dell'edificio insieme al Comune, responsabile della pianificazione urbanistica del territorio.
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