PISTOIA
Sacchetti biodegradabiliper i rifiuti organicima solo ritoccando la Tia
Francesco Albonetti
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Enrico Innocenti e Mario Tuci Sopra rifiuti organici contenuti in vari sacchettiConsentire l'utilizzo di sacchetti di plastica per la raccolta dei rifiuti organici oppure introdurre quelli di materiale non biodegradabile ma scaricarne il costo sulla tariffa dei rifiuti? E' il dubbio amletico che affligge il Comune, alle prese con la stesura del nuovo contratto di servizio con Publiambiente. Un rompicapo che dovrà essere sciolto entro poche settimane
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PISTOIA. Consentire l'utilizzo di sacchetti di plastica per la raccolta dei rifiuti organici oppure introdurre quelli di materiale non biodegradabile ma scaricarne il costo sulla tariffa dei rifiuti? E' il dubbio amletico che affligge il Comune, alle prese con la stesura del nuovo contratto di servizio con Publiambiente. Un rompicapo che dovrà essere sciolto entro poche settimane.
La questione è nata con la legge Finanziaria dello scorso anno, che vietò ai Comuni l'uso di sacchetti di politilene per la raccolta differenzata. Una scelta ecologica, visto che è poco coerente costringere i cittadini a separare i rifiuti in nome del risparmio e dell'ambiente e poi consegnare loro sacchetti "eterni" di plastica, in particolare per la spazzatura umida e organica. In attesa di input dai Comuni, Publiambiente nel 2009 ha bloccato la distribuzione, cosicché le famiglie devono provvedere per conto loro con quel che hanno.
«Il problema è che i sacchetti biodegradabili costano dieci volte più di quelli di politilene - spiega Enrico Innocenti, direttore di Publiambiente - Ed è un costo supplementare che si scarica sulla Tia, cioè la tariffa dei rifiuti a carico delle famiglie. Probabilmente ritorneremo a consegnare i sacchetti, di quelli non biodegradabili, nel centro storico dove vige il sistema porta a porta. Invece, nelle altre zone è probabile che per l'organico sperimenteremo i bidoncini, in quanto le abitazioni periferiche generalmente hanno meno problemi di spazio».
Per ora non si parla di aumento della Tia, l'assessore all'ambiente Mario Tuci si limita a dire che «il Comune in questi giorni sta facendo una valutazione economica per capire quale ricaduta avrà il costo di questi sacchetti ecologici. Fa parte della stesura del contratto di servizio che stiamo preparando con Publiambiente. E' probabile che i sacchetti verrano concessi nelle zone dove c'è il porta a porta».
Ma dove vanno a finire i sacchetti di plastica che contengono i rifiuti organici? A Montespertoli. «Quelli del porta a porta in centro fanno un passaggio dalla stazione di trasferimento del Dano, a Pistoia - spiega Innocenti - Questo perché i camioncini che passano nel centro storico sono piccoli. Poi però, insieme a tutti gli altri, finiscono nell'impianto di compostaggio di Montespertoli, dove la plastica viene separata dall'organico con un procedimento meccanico».
L'altro materiale separato (plastica, vetro e così via), finisce nell'impianto Revet di Pontedera, simile a quello che funzionava alla Recoplast, è in grado di ricciclare materiale di qualità, compreso il compost.
Qualcuno si è lamentato anche dell'esiguo numero di sacchetti per la raccolta della carta. «La distribuzione segue la logica della raccolta che avviene ogni quindici giorni - dice Innocenti - per cui vengono consegnati in genere 30-35 sacchetti a inizio anno. Se qualcuno, famiglie o ditte, produce più carta, può andare a prendere altri sacchetti gratuitamente ai cantieri comunali».
La questione è nata con la legge Finanziaria dello scorso anno, che vietò ai Comuni l'uso di sacchetti di politilene per la raccolta differenzata. Una scelta ecologica, visto che è poco coerente costringere i cittadini a separare i rifiuti in nome del risparmio e dell'ambiente e poi consegnare loro sacchetti "eterni" di plastica, in particolare per la spazzatura umida e organica. In attesa di input dai Comuni, Publiambiente nel 2009 ha bloccato la distribuzione, cosicché le famiglie devono provvedere per conto loro con quel che hanno.
«Il problema è che i sacchetti biodegradabili costano dieci volte più di quelli di politilene - spiega Enrico Innocenti, direttore di Publiambiente - Ed è un costo supplementare che si scarica sulla Tia, cioè la tariffa dei rifiuti a carico delle famiglie. Probabilmente ritorneremo a consegnare i sacchetti, di quelli non biodegradabili, nel centro storico dove vige il sistema porta a porta. Invece, nelle altre zone è probabile che per l'organico sperimenteremo i bidoncini, in quanto le abitazioni periferiche generalmente hanno meno problemi di spazio».
Per ora non si parla di aumento della Tia, l'assessore all'ambiente Mario Tuci si limita a dire che «il Comune in questi giorni sta facendo una valutazione economica per capire quale ricaduta avrà il costo di questi sacchetti ecologici. Fa parte della stesura del contratto di servizio che stiamo preparando con Publiambiente. E' probabile che i sacchetti verrano concessi nelle zone dove c'è il porta a porta».
Ma dove vanno a finire i sacchetti di plastica che contengono i rifiuti organici? A Montespertoli. «Quelli del porta a porta in centro fanno un passaggio dalla stazione di trasferimento del Dano, a Pistoia - spiega Innocenti - Questo perché i camioncini che passano nel centro storico sono piccoli. Poi però, insieme a tutti gli altri, finiscono nell'impianto di compostaggio di Montespertoli, dove la plastica viene separata dall'organico con un procedimento meccanico».
L'altro materiale separato (plastica, vetro e così via), finisce nell'impianto Revet di Pontedera, simile a quello che funzionava alla Recoplast, è in grado di ricciclare materiale di qualità, compreso il compost.
Qualcuno si è lamentato anche dell'esiguo numero di sacchetti per la raccolta della carta. «La distribuzione segue la logica della raccolta che avviene ogni quindici giorni - dice Innocenti - per cui vengono consegnati in genere 30-35 sacchetti a inizio anno. Se qualcuno, famiglie o ditte, produce più carta, può andare a prendere altri sacchetti gratuitamente ai cantieri comunali».
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