PISTOIA
Cumuli di eternit abbandonato
Michele Galardini
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Sessa presidente Legambiente e dietro il cumulo di lastre in amianto abbandonate sulla strada che porta al campo rom Vicino a questa zona sorgerà il parco verde a fianco del nuovo ospedaleSi torna a parlare del problema amianto a Pistoia. Dopo il caso della "cattedrale", il capannone ex Breda su via Pertini, ad attirare l'attenzione delle associazioni, Wwf e Legambiente su tutte, questa volta ci hanno pensato le lastre di eternit che da qualche giorno fanno capolino sulla strada che porta al campo rom presso l'ex campo di volo.
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PISTOIA. Si torna a parlare del problema amianto a Pistoia. Dopo il caso della "cattedrale", il capannone ex Breda su via Pertini, ad attirare l'attenzione delle associazioni, Wwf e Legambiente su tutte, questa volta ci hanno pensato le lastre di eternit che da qualche giorno fanno capolino sulla strada che porta al campo rom presso l'ex campo di volo.
Tre mesi fa, anche grazie a un'inchiesta del Tirreno, è stata nell'occhio del ciclone la "cattedrale", per il modo in cui venivano rimosse le lastre di eternit del tetto (secondo l'Asl, però, era tutto a posto). Ora l'amianto spunta in un'altra zona della città. E insieme arriva il timore per la sicurezza dei cittadini.
In questo caso la già nota pericolosità del materiale è accresciuta dal fatto che molte delle lastre sono in condizioni pessime, sbriciolate, accatastate a caso, rotte in malo modo. Senza contare la recinzione, che in teoria dovrebbe separarle dalla strada, formata da due transenne e quattro metri di nastro.
Antonio Sessa, presidente Legambiente Pistoia, non ha parole per descrivere lo scempio al quale è costretto ad assistere, soprattutto a seguito dell'iniziativa "Puliamo il mondo" che lo ha visto fra i promotori principali. «Pochi giorni fa - spiega - mi sono ritrovato qui con i ragazzi della scuola Martin Luther King e le lastre erano già presenti. I genitori erano sconcertati. Che insegnamento possiamo dare ai ragazzi che si impegnano al rispetto dell'ambiente e poi si trovano davanti ad una simile discarica a cielo aperto?».
In realtà la discarica c'è da molti anni e occupa tutto il ciglio della strada che porta al campo rom, con una lista di oggetti scaricati che va dai televisori, ai materassi, alla lana di vetro (tra l'altro pericolosissima), ai sanitari e addirittura ad un intero bancone da bar.
Circa due giorni fa però il presidente di Wwf Pistoia, Marco Beneforti, mentre stava fotografando la zona, ha assistito all'arrivo di un camion che ha scaricato una grossa quantità di materiale poco lontano da lui, per poi andarsene. Il tutto in pieno giorno, verso le 18,30. «Ho visto il camion - dice - che veniva bloccato da due macchine di grossa cilindrata. Evidentemente qualcuno voleva saperne di più. Infatti, dopo aver chiesto a mia volta cosa fosse successo, sono riuscito ad avere il numero di targa e il nome della ditta alla quale apparteneva il mezzo. Non posso andare in procura, non avendo assistito con i miei occhi allo scarico, ma spero che chi ha visto vada a depositare una denuncia il più presto possibile». Beneforti richiede l'immediato intervento del Comune, della polizia municipale e di tutti gli enti preposti al controllo del suolo urbano affinché venga bonificata la zona e, in futuro, venga attivato un controllo maggiore in tutta l'area soprattutto considerando che i cantieri per la costruzione del nuovo ospedale si trovano a due passi dalle lamiere di eternit.
I rifiuti, per la maggior parte detriti di piccola taglia che "spolverano" più facilmente particelle tossiche, dovranno essere tolti e smaltiti al più presto, entro una settimana auspica Di Sessa, e comunque non basterà a far tacere la polemica per una situazione divenuta ormai ingestibile e considerata come normale.
Tre mesi fa, anche grazie a un'inchiesta del Tirreno, è stata nell'occhio del ciclone la "cattedrale", per il modo in cui venivano rimosse le lastre di eternit del tetto (secondo l'Asl, però, era tutto a posto). Ora l'amianto spunta in un'altra zona della città. E insieme arriva il timore per la sicurezza dei cittadini.
In questo caso la già nota pericolosità del materiale è accresciuta dal fatto che molte delle lastre sono in condizioni pessime, sbriciolate, accatastate a caso, rotte in malo modo. Senza contare la recinzione, che in teoria dovrebbe separarle dalla strada, formata da due transenne e quattro metri di nastro.
Antonio Sessa, presidente Legambiente Pistoia, non ha parole per descrivere lo scempio al quale è costretto ad assistere, soprattutto a seguito dell'iniziativa "Puliamo il mondo" che lo ha visto fra i promotori principali. «Pochi giorni fa - spiega - mi sono ritrovato qui con i ragazzi della scuola Martin Luther King e le lastre erano già presenti. I genitori erano sconcertati. Che insegnamento possiamo dare ai ragazzi che si impegnano al rispetto dell'ambiente e poi si trovano davanti ad una simile discarica a cielo aperto?».
In realtà la discarica c'è da molti anni e occupa tutto il ciglio della strada che porta al campo rom, con una lista di oggetti scaricati che va dai televisori, ai materassi, alla lana di vetro (tra l'altro pericolosissima), ai sanitari e addirittura ad un intero bancone da bar.
Circa due giorni fa però il presidente di Wwf Pistoia, Marco Beneforti, mentre stava fotografando la zona, ha assistito all'arrivo di un camion che ha scaricato una grossa quantità di materiale poco lontano da lui, per poi andarsene. Il tutto in pieno giorno, verso le 18,30. «Ho visto il camion - dice - che veniva bloccato da due macchine di grossa cilindrata. Evidentemente qualcuno voleva saperne di più. Infatti, dopo aver chiesto a mia volta cosa fosse successo, sono riuscito ad avere il numero di targa e il nome della ditta alla quale apparteneva il mezzo. Non posso andare in procura, non avendo assistito con i miei occhi allo scarico, ma spero che chi ha visto vada a depositare una denuncia il più presto possibile». Beneforti richiede l'immediato intervento del Comune, della polizia municipale e di tutti gli enti preposti al controllo del suolo urbano affinché venga bonificata la zona e, in futuro, venga attivato un controllo maggiore in tutta l'area soprattutto considerando che i cantieri per la costruzione del nuovo ospedale si trovano a due passi dalle lamiere di eternit.
I rifiuti, per la maggior parte detriti di piccola taglia che "spolverano" più facilmente particelle tossiche, dovranno essere tolti e smaltiti al più presto, entro una settimana auspica Di Sessa, e comunque non basterà a far tacere la polemica per una situazione divenuta ormai ingestibile e considerata come normale.
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