PRONTI GLI OLIVICOLTORI
Olio, metà raccoltoma di buona qualità e senza trattamenti
Marta Quilici
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Pretelli alla raccolta delle olive e sopra, la frangituraOlio, poco ma buono: si prevede la metà del raccolto rispetto all'anno scorso, ma le olive, quelle che hanno resistito al caldo secco dell'estate, sono prevalentemente sane. Il clima secco che ha caratterizzato i mesi estivi ha dimezzato il numero di olive sugli alberi. Dopo l'abbondante fioritura, infatti, i frutti non sono stati altrettanto copiosi
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QUARRATA. Olio, poco ma buono: si prevede la metà del raccolto rispetto all'anno scorso, ma le olive, quelle che hanno resistito al caldo secco dell'estate, sono prevalentemente sane. Il clima secco che ha caratterizzato i mesi estivi ha dimezzato il numero di olive sugli alberi. Dopo l'abbondante fioritura, infatti, i frutti non sono stati altrettanto copiosi.
La mosca per adesso non si è fatta viva e, nei casi in cui se n'è vista traccia, non ha causato forti danni perché, grazie al clima secco e alla durezza delle olive, non è riuscita a depositare le uova. Quindi si prevede un raccolto per lo più sano e senza necessità di trattamenti.
Ma la mosca è in agguato fino a tutto ottobre: molti olivicoltori, quindi, per non ricorrere all'utilizzo di trattamenti di alcun tipo, anticiperanno il raccolto: «abbiamo ricevuto richieste per la frangitura delle olive - spiega Riccardo Pretelli, presidente del consorzio Produttori agricoli del Montalbano - già per il 12 ottobre. Ciò significa che alcuni inizieranno il raccolto già a metà della prossima settimana.
Comunque si tratta solamente di una parte dei produttori, prevalentemente quelli delle colline montalesi che sono stati più interessati dalle piogge nell'arco dell'estate e che hanno, quindi, le olive già più mature. Loro, infatti, preferiscono iniziare a raccogliere tra poco, per sfuggire alla mosca, attiva fino a tutto ottobre».
Le aziende più grandi, invece, potrebbero utilizzare qualche trattamento: avendo un raccolto più abbondante, potrebbero decidere di trattare metà piante, quelle cioè che raccoglieranno per ultime, in modo da proteggerle dalla mosca. In generale, comunque il raccolto sarà inferiore a quello dell'anno scorso del 40% - 50%. Ma niente di allarmante: il raccolto dell'anno scorso fu particolarmente ricco e quello di quest'autunno sarà soltanto leggermente inferiore alla media.
Niente di paragonabile, quindi alla penuria di raccolti del 2003, quando il clima secco non lasciò scampo ai produttori, e a quello di due anni fa, anche allora molto scarso. Agli inizi di settembre le previsioni erano delle peggiori e il timore più forte tra i produttori del Montalbano era che si ripresentasse la stessa situazione dell'annata nera del 2003. Invece le piogge della scorsa settimana hanno rifocillato gli uliveti.
Il problema che affligge i produttori è invece un altro: quello del costo dell'olio. «Costa più la manodopera e i costi della lavorazione, che il prodotto finito - spiega l'agronomo Roberto Mastrodicasa - Per cui è chiaro che molti preferiscono lasciare le olive sugli alberi, piuttosto che produrre l'olio e non riuscire a venderlo, se non a prezzi stracciati in cui non rientrano neppure i costi di produzione. Un olio per essere genuino dovrebbe costare 15 euro al chilo, invece il prezzo dell'olio Ipg toscano ruota intorno ai 6-7 euro al chilo: a queste condizioni molti produttori raccoglieranno le olive per produrre l'olio soltanto per sé e per chi gliel'ha già prenotato, anche perché molti in cantina hanno ancora l'olio dello scorso anno».
La mosca per adesso non si è fatta viva e, nei casi in cui se n'è vista traccia, non ha causato forti danni perché, grazie al clima secco e alla durezza delle olive, non è riuscita a depositare le uova. Quindi si prevede un raccolto per lo più sano e senza necessità di trattamenti.
Ma la mosca è in agguato fino a tutto ottobre: molti olivicoltori, quindi, per non ricorrere all'utilizzo di trattamenti di alcun tipo, anticiperanno il raccolto: «abbiamo ricevuto richieste per la frangitura delle olive - spiega Riccardo Pretelli, presidente del consorzio Produttori agricoli del Montalbano - già per il 12 ottobre. Ciò significa che alcuni inizieranno il raccolto già a metà della prossima settimana.
Comunque si tratta solamente di una parte dei produttori, prevalentemente quelli delle colline montalesi che sono stati più interessati dalle piogge nell'arco dell'estate e che hanno, quindi, le olive già più mature. Loro, infatti, preferiscono iniziare a raccogliere tra poco, per sfuggire alla mosca, attiva fino a tutto ottobre».
Le aziende più grandi, invece, potrebbero utilizzare qualche trattamento: avendo un raccolto più abbondante, potrebbero decidere di trattare metà piante, quelle cioè che raccoglieranno per ultime, in modo da proteggerle dalla mosca. In generale, comunque il raccolto sarà inferiore a quello dell'anno scorso del 40% - 50%. Ma niente di allarmante: il raccolto dell'anno scorso fu particolarmente ricco e quello di quest'autunno sarà soltanto leggermente inferiore alla media.
Niente di paragonabile, quindi alla penuria di raccolti del 2003, quando il clima secco non lasciò scampo ai produttori, e a quello di due anni fa, anche allora molto scarso. Agli inizi di settembre le previsioni erano delle peggiori e il timore più forte tra i produttori del Montalbano era che si ripresentasse la stessa situazione dell'annata nera del 2003. Invece le piogge della scorsa settimana hanno rifocillato gli uliveti.
Il problema che affligge i produttori è invece un altro: quello del costo dell'olio. «Costa più la manodopera e i costi della lavorazione, che il prodotto finito - spiega l'agronomo Roberto Mastrodicasa - Per cui è chiaro che molti preferiscono lasciare le olive sugli alberi, piuttosto che produrre l'olio e non riuscire a venderlo, se non a prezzi stracciati in cui non rientrano neppure i costi di produzione. Un olio per essere genuino dovrebbe costare 15 euro al chilo, invece il prezzo dell'olio Ipg toscano ruota intorno ai 6-7 euro al chilo: a queste condizioni molti produttori raccoglieranno le olive per produrre l'olio soltanto per sé e per chi gliel'ha già prenotato, anche perché molti in cantina hanno ancora l'olio dello scorso anno».
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