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EFFETTO BRUNETTA
Ecco come l'Asl 3 paga i medici
Anna Cecchini
Il tabellare di partenza è per tutti i medici lo stesso e, in virtù della qualifica dirigenziale, ammonta a 44.004 euro (se la persona ha effettivamente lavorato per l'intero anno)
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PISTOIA.Il tabellare di partenza è per tutti i medici lo stesso e, in virtù della qualifica dirigenziale, ammonta a 44.004 euro (se la persona ha effettivamente lavorato per l'intero anno). Quello che fa la differenza, per arrivare al calcolo dello stipendio lordo sono le altre voci. L'azienda sanitaria locale, come richiesto dalla norma 69/2009 dello scorso luglio, meglio conosciuta come legge Brunetta, ha pubblicato sul sito internet gli stipendi per l'anno 2008 di tutti i suoi dirigenti medici, suddivisi per aree operative.
La retribuzione più alta di tutti è andata a Piero Paolini, direttore della centrale operativa del 118, che, con uno stipendio pari a 155.609 euro per l'anno 2008, supera anche il direttore generale dell'Asl 3 Alessandro Scarafuggi (155.479 euro). «Questo è dovuto - spiega Stefano Simonetti, direttore amministrativo dell'azienda sanitaria - al fatto che Paolini, oltre ad avere una qualifica manageriale elevata, dato che è il numero 5 all'interno dell'azienda, svolge molte prestazioni incrementali per il 118, dove coordina oltre venti persone. Partecipando direttamente a molte attività dell'emergenza, ha un guadagno elevato per le prestazioni effettivamente rese».
Il calcolo dello stipendio. Ma come è stata calcolata la retribuzione lorda annua dei mei medici dell'Asl pistoiese? Per formare ogni stipendio vengono cumulate cinque voci. «Prima di tutto - prosegue Simonetti - voglio dire che per la pubblicazione di questi dati abbiamo seguito rigorosamente la suddivisione in campi così come indicata dal ministro Brunetta, ciò ha implicato una certa difficoltà, visto che un'Asl non è l'Università o un Ministero ma ha un'organizzazione assai più complessa». Simonetti vuole precisare anche che «le cifre indicate nelle varie voci che formano lo stipendio lordo sono stabilite secondo un criterio di cassa, ossia indicano quello che il medico ha effettivamente percepito per il 2008 e non una somma teorica».
Dunque, lo stipendio totale lordo dei medici dell'Asl pistoiese è calcolato sommando 5 punti: tabellare, fisso, variabile, di risultato e altro.
Tabellare. «La voce tabellare è uguale per tutti - dice Simonetti - e ammonta a 44.004 euro. Chi ha una somma più bassa in questo campo è perché non ha risocsso tutte le mensilità, in quanto assunto o andato in pensione nel corso dell'anno». La seconda voce è il fisso, che Simonetti indica praticamente assimilabile al tabellare, nel senso che non varia sulla base dele effetive prestazioni, ma dipende dal grado raggiunto dal professionista all'interno della gerarchia aziendale.
Fisso. «Il fisso dipende dalla posizione - prosegue il direttore amministrativo Asl - che il medico ha all'interno dell'azienda. Esistono 4 gradi. Il più basso è l'incarico base, che ha una durata di cinque anni, poi si passa all'alta specializzazione. Successivamente si sale come dirigente di struttura semplice e poi di struttura complessa. Per 15 medici Asl la struttura complessa è ulteriormente maggiorata perché sono responsabili di dipartimento».
Variabile. La terza voce utile a formare lo stipendio lordo dei professionisti dell'Asl 3 è quella che va sotto il titolo di variabile. «Per questa voce si parte da una retribuzione base stabile - prosegue Simonetti - che di fatto c'è e muta con la grazine delle funzioni. Può cambiare sulla base della valutazione dell'operato del medico, fatta dall'azienda sanitaria tramite il parere di un collegio tecnico. È una valutazione professionale, ossia si va a vedere se quel professionista è stato bravo nella sua specifica attività di cardiologo, dermatologo o di qualsiasi altra specializzazione».
Non è ancora finita, perché nel calcolo della retribuzione annua dei medici Asl intervengono altri due punti, che poi sono quelli con un tasso di variabilità più elevato.
Di risultato. Questa voce implica una valutazione gestionale del professionista, vale a dire che l'azienda analizza se quel medico, nello svolgere la sua attività, ha raggiunto i risultati previsti per la gestione del determinato settore sanitario in cui è attivo. «Si tratta di una valutazione - spiega ancora Simonetti - aleatoria, nel senso che è molto variabile e viene calcolata a percentuale. Con questa voce si valuta se il singolo dirigente medico ha raggiunto gli obiettivi gestionali e di budget che si era data l'azienda e, allo stesso tempo, se sono stati raggiunti gli obiettivi previsti per l'intera equipe medica in cui la persona è inserita».
Altro. L'ultimo capitolo che va a sommarsi con i quattro precedenti per giungere al calcolo dello stipendio dei dirigenti medici dell'azienda sanitaria locale va sotto la voce "altro" ed ha una caratteristica assai soggettiva, dato che è il pagamento dell'azienda per le effettive prestazioni rese dal medico nell'arco dell'anno lavorativo. «Sotto questa voce - dice ancora il direttore amministrativo - si include una lunga serie di attività che variano da professionista a professionista. Ne fanno parte gli straordinari, tutte le indennità previste per lo svolgimento dell'attività professionale, come ad esempio l'indennità da rischio radiologico, ma anche le indennità dovute per il lavoro festivo o notturno».
Che delle cinque voci sommate per raggiunere lo stipendio lordo annuale dei medici quella indicata come "altro" sia la più variabile lo si vede dal fatto che, sulla base dei dati inerenti la trasparenza pubblicati dall'Asl 3 sul proprio sito internet, risultano professionisti che per queste effettive prestazioni sanitarie incassano poco più di 4.000 euro, mentre altri ben oltre i 70.000 euro. Questo va a spiegare casi analoghi a quello di Piero Paolini, dirigente del 118, che hanno un tabellare identico a moltri altri colleghi, ma poi di fatto guadagnano di più. «Questo avviene perché il professionista - conclude Simonetti - magari fa molti turni notturni o festivi, oppure, come nel caso di Paolini, è impegnato direttamente in numerose attività professionali che vanno oltre la sua retribuzione basata sul fatto di essere un dirigente dell'azienda».
La retribuzione più alta di tutti è andata a Piero Paolini, direttore della centrale operativa del 118, che, con uno stipendio pari a 155.609 euro per l'anno 2008, supera anche il direttore generale dell'Asl 3 Alessandro Scarafuggi (155.479 euro). «Questo è dovuto - spiega Stefano Simonetti, direttore amministrativo dell'azienda sanitaria - al fatto che Paolini, oltre ad avere una qualifica manageriale elevata, dato che è il numero 5 all'interno dell'azienda, svolge molte prestazioni incrementali per il 118, dove coordina oltre venti persone. Partecipando direttamente a molte attività dell'emergenza, ha un guadagno elevato per le prestazioni effettivamente rese».
Il calcolo dello stipendio. Ma come è stata calcolata la retribuzione lorda annua dei mei medici dell'Asl pistoiese? Per formare ogni stipendio vengono cumulate cinque voci. «Prima di tutto - prosegue Simonetti - voglio dire che per la pubblicazione di questi dati abbiamo seguito rigorosamente la suddivisione in campi così come indicata dal ministro Brunetta, ciò ha implicato una certa difficoltà, visto che un'Asl non è l'Università o un Ministero ma ha un'organizzazione assai più complessa». Simonetti vuole precisare anche che «le cifre indicate nelle varie voci che formano lo stipendio lordo sono stabilite secondo un criterio di cassa, ossia indicano quello che il medico ha effettivamente percepito per il 2008 e non una somma teorica».
Dunque, lo stipendio totale lordo dei medici dell'Asl pistoiese è calcolato sommando 5 punti: tabellare, fisso, variabile, di risultato e altro.
Tabellare. «La voce tabellare è uguale per tutti - dice Simonetti - e ammonta a 44.004 euro. Chi ha una somma più bassa in questo campo è perché non ha risocsso tutte le mensilità, in quanto assunto o andato in pensione nel corso dell'anno». La seconda voce è il fisso, che Simonetti indica praticamente assimilabile al tabellare, nel senso che non varia sulla base dele effetive prestazioni, ma dipende dal grado raggiunto dal professionista all'interno della gerarchia aziendale.
Fisso. «Il fisso dipende dalla posizione - prosegue il direttore amministrativo Asl - che il medico ha all'interno dell'azienda. Esistono 4 gradi. Il più basso è l'incarico base, che ha una durata di cinque anni, poi si passa all'alta specializzazione. Successivamente si sale come dirigente di struttura semplice e poi di struttura complessa. Per 15 medici Asl la struttura complessa è ulteriormente maggiorata perché sono responsabili di dipartimento».
Variabile. La terza voce utile a formare lo stipendio lordo dei professionisti dell'Asl 3 è quella che va sotto il titolo di variabile. «Per questa voce si parte da una retribuzione base stabile - prosegue Simonetti - che di fatto c'è e muta con la grazine delle funzioni. Può cambiare sulla base della valutazione dell'operato del medico, fatta dall'azienda sanitaria tramite il parere di un collegio tecnico. È una valutazione professionale, ossia si va a vedere se quel professionista è stato bravo nella sua specifica attività di cardiologo, dermatologo o di qualsiasi altra specializzazione».
Non è ancora finita, perché nel calcolo della retribuzione annua dei medici Asl intervengono altri due punti, che poi sono quelli con un tasso di variabilità più elevato.
Di risultato. Questa voce implica una valutazione gestionale del professionista, vale a dire che l'azienda analizza se quel medico, nello svolgere la sua attività, ha raggiunto i risultati previsti per la gestione del determinato settore sanitario in cui è attivo. «Si tratta di una valutazione - spiega ancora Simonetti - aleatoria, nel senso che è molto variabile e viene calcolata a percentuale. Con questa voce si valuta se il singolo dirigente medico ha raggiunto gli obiettivi gestionali e di budget che si era data l'azienda e, allo stesso tempo, se sono stati raggiunti gli obiettivi previsti per l'intera equipe medica in cui la persona è inserita».
Altro. L'ultimo capitolo che va a sommarsi con i quattro precedenti per giungere al calcolo dello stipendio dei dirigenti medici dell'azienda sanitaria locale va sotto la voce "altro" ed ha una caratteristica assai soggettiva, dato che è il pagamento dell'azienda per le effettive prestazioni rese dal medico nell'arco dell'anno lavorativo. «Sotto questa voce - dice ancora il direttore amministrativo - si include una lunga serie di attività che variano da professionista a professionista. Ne fanno parte gli straordinari, tutte le indennità previste per lo svolgimento dell'attività professionale, come ad esempio l'indennità da rischio radiologico, ma anche le indennità dovute per il lavoro festivo o notturno».
Che delle cinque voci sommate per raggiunere lo stipendio lordo annuale dei medici quella indicata come "altro" sia la più variabile lo si vede dal fatto che, sulla base dei dati inerenti la trasparenza pubblicati dall'Asl 3 sul proprio sito internet, risultano professionisti che per queste effettive prestazioni sanitarie incassano poco più di 4.000 euro, mentre altri ben oltre i 70.000 euro. Questo va a spiegare casi analoghi a quello di Piero Paolini, dirigente del 118, che hanno un tabellare identico a moltri altri colleghi, ma poi di fatto guadagnano di più. «Questo avviene perché il professionista - conclude Simonetti - magari fa molti turni notturni o festivi, oppure, come nel caso di Paolini, è impegnato direttamente in numerose attività professionali che vanno oltre la sua retribuzione basata sul fatto di essere un dirigente dell'azienda».
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