Il Tirreno

Pistoia

Sulla malattia bonus di otto giorni

Mario Lancisi
Sulla malattia bonus di otto giorni

Fino a otto giorni di malattia (annui) i 4.500 dipendenti regionali non subiranno alcuna decurtazione dello stipendio. Che scatterà invece a partire dal nono giorno. Salvo che per alcune tipologie di malati.

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Fino a otto giorni di malattia (annui) i 4.500 dipendenti regionali non subiranno alcuna decurtazione dello stipendio. Che scatterà invece a partire dal nono giorno. Salvo che per alcune tipologie di malati.
Si tratta dei malati oncologici, dei ricoverati in ospedale, degli gli infortunati sul lavoro. E' quanto prevede la proposta di legge della Regione Toscana, annunciata il 22 aprile scorso dal Tirreno e che ieri il vice presidente dela giunta Federico Gelli ha presentato alla stampa.
A settembre in aula. E' la cosidetta legge anti-Brunetta che si propone di cancellare o quantomeno attenuare gli effetti giudicati negativi del decreto del ministro della Pubblica Amministrazione. La proposta di legge andrà in consiglio probabilmente a settembre, anche se una volta approvata il governo la impugnerà sicuramente alla Corte Costituzionale. Se dovesse avere l'ok della Corte succederebbe un terremoto politico perché Brunetta sarebbe costretto a rivedere il suo decreto.
Bonus 8 giorni. Ma in cosa si differenzia la proposta della Regione (che non riguarda tutti i 100mila dipendenti pubblici, ma solo quelli regionali) dal decreto Brunetta? Tre le differenze più importanti. Primo: Brunetta prevede la decurtazione delle voci variabili dello stipendio (produttività, indennità di posizione ecc.) nei primi 10 giorni di malattia. La Regione invece concede ai suoi dipendenti un bonus di 8 giorni di malattia in un anno. Dopodiché - dal nono giorno - scattano i tagli, peraltro più ridotti perché riguardano solo su due voci: la produttività e le indennità di risultato.
Malattie esenti. Secondo: la proposta Gelli prevede anche diverse eccezioni. Se anche uno si ammala anche più di otto giorni ha diritto all'intero stipendio se è affetto da patologie croniche o invalidanti (per esempio quelle oncologiche), se è ricoverato in ospedale o se si è infortunato sul lavoro. Se un dipendente ad esempio si rompe una gamba mentre sta lavorando, per Brunetta nei primi dieci giorni di malattia si vede tagliato lo stipendio. Per la Regione no: «E' vergognoso che uno che si infortunia sul lavoro o è malato di un tumore debba vedersi decurtato lo stipendio. Un conto è la lotta all'assenteismo, è un'altra sono queste norme assurde del ministro Brunetta».
I permessi ripristinati. Terzo punto: i permessi. Brunetta decurta i giorni di assenza per donare il sangue, per fare attività politica (riguarda sindaci, consiglieri e assessori), per l'attività sindacale, per il congedo di maternità e le malattie dei figli piccoli. Gelli invece nella sua proposta di legge ripristina tutti questi permessi: «Sono andato due volte a donare il sangue e mi sono visto lo stipendio decurtato di 40 euro», spiega Andrea Orlandi, autista di Gelli.
Brunetta ha già fatto sapere che, appena approvata, la legge regionale verrà impugnata presso la Corte. La Regione replica che è competente ad intervenire «in nome del principio dell'autonomia dell'organizzazione del personale, che è competenza della Regione», spiega Gelli. Il fatto che dall'annuncio della proposta di legge alla sua presentazione siano passati oltre due mesi indica l'attenzione giuridica prestata nell'elaborazione del testo. Chissà se basterà...

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