Tolto l'amianto dal tetto
Tiziana Gori
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Un operaio toglie una lastra di eternitSono ripresi, dopo una settimana di interruzione, i lavori di bonifica del tetto in eternit che ricopre la "cattedrale", il capannone ex Breda lungo via Pertini. L'intervento sarà completato entro 20 giorni, ma intanto riprendono le polemiche sulle procedure seguite per effettuare la rimozione delle lastre di amianto.
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PISTOIA. Sono ripresi, dopo una settimana di interruzione, i lavori di bonifica del tetto in eternit che ricopre la "cattedrale", il capannone ex Breda lungo via Pertini. L'intervento sarà completato entro 20 giorni, ma intanto riprendono le polemiche sulle procedure seguite per effettuare la rimozione delle lastre di amianto.
Da parte sua l'Asl, chiamata a vigilare sulle operazioni di bonifica, afferma che tutto sta avvenendo nel rispetto delle norme e a tutela della salute dei lavoratori e della popolazione circostante.
Le normative vigenti, lo ricordiamo, richiedono che le operazioni siano condotte salvaguardando l'integrità del materiale in tutte le fasi dell'intervento. Ciò comporta la produzione di notevoli quantità di rifiuti contenenti amianto, che devono essere correttamente smaltiti; comporta anche la necessità di installare una nuova copertura in sostituzione del materiale rimosso.
Per la rimozione delle lastre di copertura occorre effettuare sostanzialmente le seguenti operazioni: rimozione dei chiodi di fissaggio (evitando la rottura delle lastre), palettizzazione delle lastre e disposizione delle stesse su bancali in zona appartata (non transitabile per gli automezzi). Le lastre devono poi essere avvolte in pellicole di polietilene e conferite in discarica.
«Tutto sta procedendo regolarmente - risponde la Asl, quando facciamo presente che molte persone che abitano nella zona dell'ex Breda o che vi passano quotidianamente manifestano perplessità sulle modalità di esecuzione -. Sull'intervento vigilano sia i tecnici Asl del servizio Igiene e sanità pubblica che quelli del comparto igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro».
Vengono effettuati sopralluoghi giornalieri, afferma l'azienda sanitaria, e tranne qualche giorno di sospensione per rimuovere dei residui di materiale dal pavimento del capannone, risulta che la ditta Antea (che sta eseguendo i lavori, ndr) abbia operato nel rispetto del programma, secondo le regole previste dalla legge e sulla base del piano preventivato».
Il piano di bonifica è stato predisposto da Uniser, a cui fa capo il progetto di riorganizzazione del polo universitario, che sorge appunto nelle vicinanze. La copertura della "cattedrale" ha una superficie superiore ai 3mila metri quadrati. Il capannone dell'ex Breda, infatti, è lungo 130 metri e largo 21, per una superficie calpestabile di 2mila e 700 metri quadrati. Il tetto della "cattedrale" è una delle più grandi superfici di eternit esistenti al momento in Europa.
Durante la rimozione i pannelli in eternit vengono spruzzati con un composto a base vinilica, per limitare lo spolvero. Poi il materiale, che deve essere spostato a mano senza causare fratture che potrebbero provocare la fuoriuscita di pulviscolo, viene impacchettato in teli specifici e particolarmente robusti. Infine l'eternit è consegnato a una ditta autorizzata al trattamento.
Da parte sua l'Asl, chiamata a vigilare sulle operazioni di bonifica, afferma che tutto sta avvenendo nel rispetto delle norme e a tutela della salute dei lavoratori e della popolazione circostante.
Le normative vigenti, lo ricordiamo, richiedono che le operazioni siano condotte salvaguardando l'integrità del materiale in tutte le fasi dell'intervento. Ciò comporta la produzione di notevoli quantità di rifiuti contenenti amianto, che devono essere correttamente smaltiti; comporta anche la necessità di installare una nuova copertura in sostituzione del materiale rimosso.
Per la rimozione delle lastre di copertura occorre effettuare sostanzialmente le seguenti operazioni: rimozione dei chiodi di fissaggio (evitando la rottura delle lastre), palettizzazione delle lastre e disposizione delle stesse su bancali in zona appartata (non transitabile per gli automezzi). Le lastre devono poi essere avvolte in pellicole di polietilene e conferite in discarica.
«Tutto sta procedendo regolarmente - risponde la Asl, quando facciamo presente che molte persone che abitano nella zona dell'ex Breda o che vi passano quotidianamente manifestano perplessità sulle modalità di esecuzione -. Sull'intervento vigilano sia i tecnici Asl del servizio Igiene e sanità pubblica che quelli del comparto igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro».
Vengono effettuati sopralluoghi giornalieri, afferma l'azienda sanitaria, e tranne qualche giorno di sospensione per rimuovere dei residui di materiale dal pavimento del capannone, risulta che la ditta Antea (che sta eseguendo i lavori, ndr) abbia operato nel rispetto del programma, secondo le regole previste dalla legge e sulla base del piano preventivato».
Il piano di bonifica è stato predisposto da Uniser, a cui fa capo il progetto di riorganizzazione del polo universitario, che sorge appunto nelle vicinanze. La copertura della "cattedrale" ha una superficie superiore ai 3mila metri quadrati. Il capannone dell'ex Breda, infatti, è lungo 130 metri e largo 21, per una superficie calpestabile di 2mila e 700 metri quadrati. Il tetto della "cattedrale" è una delle più grandi superfici di eternit esistenti al momento in Europa.
Durante la rimozione i pannelli in eternit vengono spruzzati con un composto a base vinilica, per limitare lo spolvero. Poi il materiale, che deve essere spostato a mano senza causare fratture che potrebbero provocare la fuoriuscita di pulviscolo, viene impacchettato in teli specifici e particolarmente robusti. Infine l'eternit è consegnato a una ditta autorizzata al trattamento.
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