Il Tirreno

Pistoia

Incarichi per quasi 2 milioni all’Asl

Francesco Albonetti
Incarichi per quasi 2 milioni all’Asl

Prestazioni mediche in testa, poi le spese legali e la progettazione

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PISTOIA. Sono 201 gli incarichi che l’Asl 3 ha affidato nel corso del 2006 per consulenze di vario tipo, per una spesa complessiva di 1 milione 961mila 373 euro. Si tratta di studi legali per cause pendenti e difesa nei ricorsi amministrativi, ingegneri e professionisti vari per lavori di progettazione e collaudi sulla sicurezza degli impianti, ma soprattutto medici specialisti da affiancare al personale ospedaliero nei reparti. Il lungo elenco fa parte di quelli resi disponibili di recente sul sito del ministero della Funzione pubblica per la trasparenza degli atti amministrativi. A fare la parte del leone sono proprio le consulenze mediche, con una spesa totale superiore al milione e 100mila euro. Seguono gli incarichi legali, con 642.499 euro. Terza voce, le spese che riguardano la progettazione e i collaudi sugli impianti: circa 217mila euro. Dall’esterno, viene da chiedersi come mai l’azienda sanitaria abbia un così massiccio bisogno di medici specialisti per i reparti: pneumologi, medici di pronto soccorso, pediatri, psicologi. Non bastano i medici dipendenti? E se li deve prendere da fuori, perché non ne assume altri? Si tratta nella stragrande maggioranza dei casi di contratti a termine, generalmente della durata di dodici mesi, che successivamente vengono rinnovati o meno.

La formula è quella del lavoro precario in qualunque pubblica amministrazione, con la differenza che un consulente medico “costa” all’azienda generalmente più di un impiegato, essendo uno specialista professionista. Ma costa meno di un medico dipendente, visto che ci risparmia in contributi e assicurazione. «Proprio su questo fronte ci siamo battuti per arrivare all’accordo siglato con l’azienda e con l’assessore regionale Rossi - dice Fabrizio Baldi, responsabile della Cgil sanità - che prevede l’assunzione a tempo indeterminato di 45 nuovi medici, in pratica una stabilizzazione del personale a cui venivano fatti contratti a termine e poi rinnovati. Noi confidiamo vivamente che l’accordo si possa realizzare, perché coi provvedimenti varati dal nuovo governo si va verso nuovi blocchi delle assunzioni, quindi c’è il rischio serio di tornare alle consulenze del 2006». La cifra destinata alle spese legali, è circa la metà di quella per le consulenze mediche, ma ugualmente consistente. Soprattutto se si vanno a guardare le voci nel dettaglio. L’ufficio legale non sembra in grado di far fronte alla mole di cause pendenti che arrivano dai pazienti per prestazioni ritenute sbagliate, alle cause di lavoro intentate dai dipendenti, ma neppure a quelle economicamente più consistenti per resistere in giudizio di fronte ai ricorsi al Tar.

Un esempio eclatante è quello del noto ricorso sulla realizzazione del nuovo ospedale al’ex Campo di volo. E’ vero che, alla fine, all’azienda sanitaria è andata bene, ma dopo una spesa record che nel 2006 si attestava sui 262mila 548 euro, pari a circa un terzo di tutte le spese per cause legali. Gli studi di avvocati a cui l’Asl 3 si è rivolta nel 2006 sono più o meno sempre gli stessi: lo studio legale Carneluti, soprattutto per difndere l’azienda nelle cause di lavoro e, per lo stesso motivo, l’avvocato Andrea Ghelli. Poi lo studio legale Niccolai, per cause in materia ereditaria e contenziosi sugli immobili e lo studio Toscano-Merusi. Consulenze a tutto tondo, ma per spese inferiori, sono quelle per la progettazione e l’impiantistica. Spiccano fra i tanti gli 88.640 euro per due incarichi di progettazione a Gianfranco Biagini.

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