Baristi e ristoratori sul piede di guerra
Francesco Albonetti
Gli operatori: «Acqua, rifiuti e adesso anche l'aumento della Tosap»
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PISTOIA. Nonostante i quasi 5 milioni di disavanzo nelle casse comunali, non ci saranno nuovi ritocchi verso l’alto di tasse e imposte. Anzi sì, aumenterà la Tosap, la tassa sull’occupazione del suolo pubblico. E neppure di poco: dieci per cento. Un privilegio, quello di essere gli unici contribuenti a sacrificarsi per il bene comune con uno sforzo supplementare, al quale i commercianti, principalmente i gestori di bar e ristoranti, avrebbero fatto volentieri a meno. Non è tanto la cifra in sé, è il commento prevalente degli operatori, quanto il fatto che questo aumento si somma agli altri degli ultimi tempi, con spese sempre più esose, rifiuti e acqua in testa. L’annunciato aumento della Tosap è all’esame delle associazioni dei commercianti, che nei prossimi giorni dovrebbero farsi vive per contestare la scelta dell’amministrazione.
«Noi di Tosap paghiamo 2000 euro l’anno - dice Alessandro Olmi, titolare dell’enoteca-ristorante La Bottegaia in via del Lastrone - Sarebbero quindi 200 euro in più che non sono pochi. Ma la cosa che più mi colpisce è l’atteggiamento schizzofrenico di un Comune che, fino a pochi anni con la giunta Scarpetti, addirittura esonerava i titolari di bar e ristoranti dal pagamento Tosap per incentivare il turismo in centro. Così, dopo aver messo gli imprenditori in condizione di poter fare investimenti, si penalizzano con queste decisioni. Ci viene risposto che in realtà come Siena o Firenze la Tosap è più cara, ma i costi-benefici sono assai diversi rispetto a Pistoia». E non c’è soltanto la Tosap: «La tassa sui rifiuti è ben maggiore e noi dobbiamo pagare anche per l’esterno - incalza Olmi - cioé per tutta la superficie occupata. Non parliamo poi dell’acqua, che è aumentata in modo impressionante ed esponenziale. E per noi l’acqua è indispensabile, al limite potremmo fare a meno della luce.
Siamo arrivati al punto che ci converrebbe acquistare la verdura già lavata nei grandi magazzini pur di risparmiare sull’acqua». Nell’adiacente Caffè Battistero, segnalano un aumento per la Tosap di 150 euro: «Noi commercianti siamo preoccupati perché alle spese si sommano spese e non sempre riusciamo e reintegrarle col lavoro, per esempio in giornate di scarsa affluenza come questa. Paghiamo la Tosap e 900 euro di Tia, ma qui fuori dobbiamo spazzare e pulire da noi anche la strada, persino le scale del Battistero. Guai però a chiedere di metterci una piantina». La spesa per la Tosap dal fruttivendolo Sauro Signori di piazza della Sala si aggira intorno ai 900 euro: «Non siamo contenti di questo aumento ma va molto peggio coi rifiuti. La Tia si prende un bricco di soldi». moltoPeggio i rifiuti La spesa per occupare con tavolini e tendoni una porzione di piazza dell’Ortaggio, al ristorante Gargantuà costa 1500 euro.
«So che la nostra associazione si sta mobilitando - dice uno dei titolari - Posso dire che, a parte la tassa, questo assessorato è meno rigido rispetto al precedente». Spostandosi al Caffé San Giovanni in via Cavour, la Tosap pesarà per 90 euro in più l’anno. Ma ci fanno anche notare di aver pagato un acconto della bolletta dell’acqua di 900 euro. «Non importa tanto l’aumento - dice il titolare Marco Giannini - ma i servizi che riceviamo in cambio: manca la promozione, manca l’arredo urbano. Il centro è sempre più morto, altro che turisti in più: vengono a fare una visitina e scappano via, qui non è come Lucca. La gente non spende, ho sentito anche gli ambulanti che anche il mercato straordinario non è andato bene come speravano. E siamo sotto Natale».
«Noi di Tosap paghiamo 2000 euro l’anno - dice Alessandro Olmi, titolare dell’enoteca-ristorante La Bottegaia in via del Lastrone - Sarebbero quindi 200 euro in più che non sono pochi. Ma la cosa che più mi colpisce è l’atteggiamento schizzofrenico di un Comune che, fino a pochi anni con la giunta Scarpetti, addirittura esonerava i titolari di bar e ristoranti dal pagamento Tosap per incentivare il turismo in centro. Così, dopo aver messo gli imprenditori in condizione di poter fare investimenti, si penalizzano con queste decisioni. Ci viene risposto che in realtà come Siena o Firenze la Tosap è più cara, ma i costi-benefici sono assai diversi rispetto a Pistoia». E non c’è soltanto la Tosap: «La tassa sui rifiuti è ben maggiore e noi dobbiamo pagare anche per l’esterno - incalza Olmi - cioé per tutta la superficie occupata. Non parliamo poi dell’acqua, che è aumentata in modo impressionante ed esponenziale. E per noi l’acqua è indispensabile, al limite potremmo fare a meno della luce.
Siamo arrivati al punto che ci converrebbe acquistare la verdura già lavata nei grandi magazzini pur di risparmiare sull’acqua». Nell’adiacente Caffè Battistero, segnalano un aumento per la Tosap di 150 euro: «Noi commercianti siamo preoccupati perché alle spese si sommano spese e non sempre riusciamo e reintegrarle col lavoro, per esempio in giornate di scarsa affluenza come questa. Paghiamo la Tosap e 900 euro di Tia, ma qui fuori dobbiamo spazzare e pulire da noi anche la strada, persino le scale del Battistero. Guai però a chiedere di metterci una piantina». La spesa per la Tosap dal fruttivendolo Sauro Signori di piazza della Sala si aggira intorno ai 900 euro: «Non siamo contenti di questo aumento ma va molto peggio coi rifiuti. La Tia si prende un bricco di soldi». moltoPeggio i rifiuti La spesa per occupare con tavolini e tendoni una porzione di piazza dell’Ortaggio, al ristorante Gargantuà costa 1500 euro.
«So che la nostra associazione si sta mobilitando - dice uno dei titolari - Posso dire che, a parte la tassa, questo assessorato è meno rigido rispetto al precedente». Spostandosi al Caffé San Giovanni in via Cavour, la Tosap pesarà per 90 euro in più l’anno. Ma ci fanno anche notare di aver pagato un acconto della bolletta dell’acqua di 900 euro. «Non importa tanto l’aumento - dice il titolare Marco Giannini - ma i servizi che riceviamo in cambio: manca la promozione, manca l’arredo urbano. Il centro è sempre più morto, altro che turisti in più: vengono a fare una visitina e scappano via, qui non è come Lucca. La gente non spende, ho sentito anche gli ambulanti che anche il mercato straordinario non è andato bene come speravano. E siamo sotto Natale».
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