Il Tirreno

Pistoia

In viale Europa il record di tombini rotti

Alberto Vivarelli

Quindici su quindici: staccati dalla struttura, senza bitume attorno

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PISTOIA. Il record negativo spetta a viale Europa. Nonostante sia una delle strade più “giovani”, è sicuramente quella meno sicura. Non è un problema di velocità (anche se in realtà auto e moto sfrecciano con una certa fretta) quanto di tombini, quelli tondi o quadrati, di ghisa che dopo qualche anno diventano vere e proprie trappole per ammortizzatori, moto e biciclette. In viale Europa, nel tratto tra via Dalmazia e viale Adua ce ne sono 15, un po' di tutte le “marche”: gas, acqua, telefonia. Bene, tutti e 15 sono rotti, scassati, staccati dal manto stradale con buche e buchette intorno al metallo, alcuni addirittura smurati dal manufatto di mattoni che li sorregge. Quando ci passi sopra senti il clangore del metallo e, soprattutto, una bella scossa che dalle ruote finisce alla schiena. In viale Europa i tombini sono quasi tutti sul lato ovest-est e nel bel mezzo dell'incrocio con via Dalmazia ce n'è uno bello grosso, quando ci si passa sopra balla. Certo, a chi viene da via Gora e Barbatole, il largo e accogliente viale Europa sembrerà il paradiso ritrovato. Sì, perché i due tratti di strada che congiungono la frazione di Ponte alle Tavole a Porta al Borgo, sono un inferno in cui è difficile trovare un tratto di manto stradale intatto più ampio di tre-quattro metri e via via che ci si avvicina al centro la situazione diventa peggiore; dal passaggio a livello ferroviario a Porta al Borgo è davvero difficile transitare a bordo di un ciclomotore o in bicicletta. Alla critica situazione del manto stradale si aggiungono i tombini e le griglie per lo scarico delle acque piovane.

Dal ponte sull'Ombrone all'incrocio con viale Adua ci sono 10 tombini, cinque sono rotti o incassati nella strada. Ma i veri pericoli sono all'inizio. Subito dopo la discesa del ponte troviamo - in fila - tre griglie di metallo ormai al di sotto del livello stradale di diversi centimetri: chi ci passa sopra rischia di essere sbalzato da moto o bici; colpi comunque durissimi anche per le auto. Per evitarli si è costretti a portarsi nel mezzo della strada che in quel punto è stretta. Si prosegue con tutta una serie di tombini smossi e buche varie.
Dopo l'incrocio inizia lo slalom. In questo tratto abbiamo contato 76 tombini, anche qui di ogni tipo: tondi, quadrati, rettangolari, di varie dimensioni e materiali ma con un'unica caratteristica: non stanno fermi. Sono 39 quelli smossi o che presentano profonde buche attorno al metallo o che sono infossati. La strada, come abbiamo accennato, è a pezzi, se si cerca di evitare un tombino si finisce in una buca o su un dosso, risultati di rattoppi all'asfalto.

Proseguiamo verso viale Marini. Un anno fa denunciammo la presenza di lunghi tagli longitudinali nell'asfalto, sono ancora lì come serpenti ad aspettare un ciclomotore o una bicicletta. Nella strada intitolata al grande scultore pistoiese ci sono 15 tombini, quasi tutti coperti col bitume. Il passare degli anni e delle auto ha crepato le coperture di otto che presentano anche infossamenti non piacevoli.
In viale Italia le cose vanno ancora peggio. La strada ci accoglie con una bella griglia tre-quattro centimetri al di sotto del manto stradale. Da lì a viale Matteotti i tombini sono 43, 20 sono staccati dalla struttura portante. Nel tratto troviamo un'altra griglia di qualche centimetro più bassa della strada. Anche le altre sono così ma si trovano più spostate verso l'esterno. Le condizioni generali della strada non sono buone: avvallamenti, buche, dossi, il frutto di lavori di riparazione del manto o di ripristino dopo scavi, mal fatti.
E questa è un po' la caratteristica di tutte le strade pistoiesi: si scava per portare i servizi alle abitazioni ma i lavori di ripristino non vengono mai fatti - come si suol dire - a regola d'arte. E nessuno controlla. Così dopo appena pochi mesi si creano avvallamenti e buche e nessuno viene chiamato a rispondere del lavoro fatto male.

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