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Oriana lancia il «Progetto Pistoia»
Fabio Calamati
Formazione, cultura, infrastrutture: lavoriamoci tutti insieme
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PISTOIA. Un “Progetto per Pistoia” che ridia slancio e smalto non solo all’economia ma alla vita sociale della provincia. Un progetto su cui scommettere tutti insieme, mettendo da parte divisioni e polemiche. L’aveva anticipato al Tirreno dell’8 giugno, il nuovo presidente degli industriali Giuseppe Oriana, che sarebbe stato questo il fulcro della sua prima relazione all’assemblea annuale degli industriali. E così ha fatto. Un intervento breve ma denso, quello del presidente della Montalbano spa, di cui molti in sala hanno colto la netta soluzione di continuità rispetto al passato, anche recente. Basta recriminazioni e lamentele, gli industriali pistoiesi si candidano ad essere classe dirigente di una provincia che vuol crescere. Prima novità dell’intervento di Giuseppe Oriana, lo stop alle polemiche, soprattutto di stampo politico. «Anche quando fossero giustificate - ha detto - non creano quasi mai le condizioni per superare i problemi».
Secondo punto, il “Progetto Pistoia”. Che vuol essere innanzitutto un progetto di politica industriale, un’idea di sviluppo condivisa tra tutti gli attori in campo. Oriana ha indicato questo progetto come la condizione essenziale per risvegliare l’economia pistoiese e strapparla al declino. Come deve essere il “Progetto”? Oriana ha indicato tre contenuti fondamentali, tre priorità. La prima è l’“education”, vale a dire istruzione formazione e ricerca, quindi scuola e università prima di tutto, con una particolare attenzione al vivaismo e alla tecnologia collegata all’industria ferroviaria. Secondo punto, il rilancio culturale. «Pistoia - ha detto Oriana - ha ben di cui essere indipendente e orgogliosa: la storia della musica è passata da Pistoia e Pistoia è nella storia della musica. Così come lo è nella storia dell’arte e in quella della cultura letteraria, anche moderna e contemporanea. Deve pertanto ambire a rientrare con pieno titolo in ogni circuito di eccellenza». Ovviamente tutto ciò sarebbe da collegare al turismo e al suo sviluppo. Con un’altra idea-provocazione: dare vita a «un grande evento culturale» come potrebbe essere la candidatura di Pistoia a città della cultura.
Terzo punto (ma solo terzo: anche questa una novità significativa) le infrastrutture che non ci sono. E che viceversa potrebbero segnare il rilancio di Pistoia, che prosperò quando era passaggio obbligato della via Francigena o della via Longobarda. Per tutto questo e per altro Oriana ha fatto riferimento più di una volta alle possibilità che possono venire da un adeguato sfruttamento dei fondi europei a disposizione. Tante suggestioni, ovviamente affascinanti, nel discorso di Giuseppe Oriana. Resta da vedere se e come sarà possibile calarlo nella realtà di una provincia in cui le associazioni imprenditoriali hanno brillato soprattutto per la loro capacità di dividersi e litigare (ad esempio sul controllo della Camera di commercio, due anni fa). Apprezzamenti intanto sono venuti dal presidente dell’ente camerale Rinaldo Incerpi (che ha ricordato l’esperienza, già in piedi da due anni e mezzo, dell’Osservatorio per la programmazione strategica), dal sindaco Renzo Berti e dal presidente della Provincia Gianfranco Venturi. Oriana ha concluso con un invito eloquente: «Da domani, al lavoro».
Secondo punto, il “Progetto Pistoia”. Che vuol essere innanzitutto un progetto di politica industriale, un’idea di sviluppo condivisa tra tutti gli attori in campo. Oriana ha indicato questo progetto come la condizione essenziale per risvegliare l’economia pistoiese e strapparla al declino. Come deve essere il “Progetto”? Oriana ha indicato tre contenuti fondamentali, tre priorità. La prima è l’“education”, vale a dire istruzione formazione e ricerca, quindi scuola e università prima di tutto, con una particolare attenzione al vivaismo e alla tecnologia collegata all’industria ferroviaria. Secondo punto, il rilancio culturale. «Pistoia - ha detto Oriana - ha ben di cui essere indipendente e orgogliosa: la storia della musica è passata da Pistoia e Pistoia è nella storia della musica. Così come lo è nella storia dell’arte e in quella della cultura letteraria, anche moderna e contemporanea. Deve pertanto ambire a rientrare con pieno titolo in ogni circuito di eccellenza». Ovviamente tutto ciò sarebbe da collegare al turismo e al suo sviluppo. Con un’altra idea-provocazione: dare vita a «un grande evento culturale» come potrebbe essere la candidatura di Pistoia a città della cultura.
Terzo punto (ma solo terzo: anche questa una novità significativa) le infrastrutture che non ci sono. E che viceversa potrebbero segnare il rilancio di Pistoia, che prosperò quando era passaggio obbligato della via Francigena o della via Longobarda. Per tutto questo e per altro Oriana ha fatto riferimento più di una volta alle possibilità che possono venire da un adeguato sfruttamento dei fondi europei a disposizione. Tante suggestioni, ovviamente affascinanti, nel discorso di Giuseppe Oriana. Resta da vedere se e come sarà possibile calarlo nella realtà di una provincia in cui le associazioni imprenditoriali hanno brillato soprattutto per la loro capacità di dividersi e litigare (ad esempio sul controllo della Camera di commercio, due anni fa). Apprezzamenti intanto sono venuti dal presidente dell’ente camerale Rinaldo Incerpi (che ha ricordato l’esperienza, già in piedi da due anni e mezzo, dell’Osservatorio per la programmazione strategica), dal sindaco Renzo Berti e dal presidente della Provincia Gianfranco Venturi. Oriana ha concluso con un invito eloquente: «Da domani, al lavoro».
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