Il Tirreno

Pistoia

Torna il Teatro del Carretto con "Biancaneve"

Michele Galardini
Il centro culturale Il Funaro dedicato al teatro
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Il centro culturale Il Funaro dedicato al teatro

Al Funaro la celebre fiaba dei fratelli Grimm rivisitata dalla compagnia

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 PISTOIA. Dopo il successo del primo spettacolo di ieri, torna alle 17 e alle 21 di stasera al centro culturale il Funaro, il Teatro del Carretto col suo primo, celebratissimo, spettacolo, ovvero quella rivisitazione della fiaba "Biancaneve" dei fratelli Grimm. Si tratta, ad oggi, del loro lavoro più rappresentativo e complesso.  Un'opera trasversale che accoglie il teatro, la scena, come involucro prediletto ma che sa aprirsi a mille altre fascinazioni, a tal punto che il compianto Lele Luzzati (che nel 1988 illustrò per le Edizioni Olivetti proprio "Le fiabe scelte dei fratelli Grimm") lo descrisse come "lo spettacolo più ambiguo che abbia visto negli ultimi anni". Un'ambiguità che nasce da un intento primario fortemente autoriale e dall'originalità che questa fiaba si è portata dietro per tutto il Novecento, se si pensa che, oltre ad essere il primo spettacolo del Teatro del Carretto, è stato anche il primo film d'animazione realizzato da Walt Disney e il primo lungometraggio a colori della storia del cinema nel 1937. Pensate ad un mondo dove le dimensioni perdono il loro valore universalmente accettato e diventano metafora delle anime dei personaggi, dove i nani entrano dal fondo della scena a grandezza naturale per poi diventare piccolissimi, dove la Matrigna, impersonata da un'attrice vera, può liberamente mettere le mani dentro una struttura minuscola che accoglie una scena danzante di Biancaneve, per poi venire a sua volta schiacciata da una mela gigantesca che sembra uscita da uno dei sogni ad occhi aperti di Magritte. Pensate ad una scatola magica dove attori e marionette condividono la medesima storia, ad un armadio che si apre su di una realtà inimmaginabile dove forme diverse dello stesso oggetto danno vita ad un teatro visivo ma anche emotivo, ad un "contrasto di universi che nasce dal rapporto tra attori e creature in cartapesta, personaggi veri ed oggetti smisurati o lillipuziani, verità della materia e finzione del corpo" (parole della regista). Pensate ad uno spettacolo per ragazzi che ha il respiro di un'opera critica, dove la magia con cui si modellano i corpi veri e di cartapesta permette a tutti di assistere allo spettacolo a livelli sempre diversi. Provate a pensare a questo e avrete una prima idea del lavoro messo in scena dalla regista e attrice Maria Grazie Cipriani assieme allo scenografo Graziano Gregori e agli attori Elena Nenè Barini, Giacomo Pecchia, Giacomo Vezzani e Jonathan Bertolai, che dal 1983 portano avanti un'idea innovativa di teatro riconosciuta in tutto il mondo, come dimostrano le molte fortunatissime tournee che gli hanno visto protagonisti in ogni angolo del mondo, dall'Egitto al Giappone, da Israele alla Russia.

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