Il presidio
La Società di storia patria ha pubblicato i Ricordi di Luigi Melani
Fatti e misfatti della Pistoia a cavallo del '700
2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Per la collana "Testi pistoiesi di letteratura e storia", la Società pistoiese di storia patria ha pubblicato i "Ricordi" di Luigi Melani, concittadino di spicco tra il Sei e Settecento. Il volume è stato voluto e finanziato dal socio David Niccoli, in memoria della sorella Sara ed è a cura di Tommaso Braccini. Luigi Melani racconta fatti e misfatti della Pistoia tra il 1696 e il 1715. Li aveva descritti e semplicemente riposti nel palazzo di famiglia, da cui solo oggi sono stati tratti. Ma eccoli, finalmente stampati, con l'effetto di un sipario che svela venti anni di storia privata e pubblica. Ovviamente, la famiglia Melani occupa, a pieno titolo, la scena centrale, anche per la curiosità della propria storia ed ascesa. Il padre del nostro autore, Jacinto, era l'umile campanaro della cattedrale, ma di fatto era ricco ed aveva voce in capitolo. Luigi aggiunse l'ambizione allo studio e, divenuto cavaliere di Santo Stefano, ottenne di elevare la propria famiglia al patriziato. I Ricordi li scrisse in segreto e chissà con quali intenti: certo che non evitò né dettagli scabrosi, né bui episodi. Triste la storia di un'impiccata; "d'allegrezza straordinaria" la nomina a cardinale di Agostino Fabroni, inusitata la vicenda delle zittelle rinchiuse a tesser la lana. Tra i familiari, tale Atto fu il più famoso: castrato e cantante; incantevole fin nei palazzi dei Medici e perfino a alla corte di Re Sole. Atto aggiunse ricchezza a ricchezza, ammantando i denari con il potere; il tutto mentre i Melani mettevano piede a Roma, Firenze e Parigi e mentre a Pistoia facevan gli onori di casa a principi e cardinali. Ebbene, i "Ricordi" sono il riflesso di questa scalata, astuta e senza badare al sottile, calcolata e, inevitabilmente, intelligente. P.G.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google