Ustica, 31 anni di misteri
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I resti del Dc9 Itavia precipitato il 27 giugno 1980 Sabato al Classico incontro con il giudice Rosario Priore
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PISTOIA. È una sera di inizio estate del 1980, 81 persone sono a bordo del DC9 Itavia prossimo ad atterrare allo scalo di Palermo Punta Raisi, quando all'improvviso si inabissa nelle acque vicino all'isola di Ustica. I parenti e i familiari che sono attenderli, inizialmente pensano ad un "normale" ritardo. Ma alle cinque del mattino l'aereo viene dato per disperso mentre nelle ore successive cominciano ad affiorare i primi corpi degli 81 passeggeri, ne saranno recuperati 39, gli altri 42 non saranno mai più restituiti ai loro cari. Ma che cosa è accaduto? Un incidente? Un attentato? Oppure l'aereo si è trovato nel "posto sbagliato" al "momento sbagliato"? Queste sono le domande a cui si cerca di dare risposta da quel 27 giugno di 31 anni fa, in un percorso particolarmente "accidentato" caratterizzato da una lunga vicenda giudiziaria non ancora conclusa, ma anche da misteri, reticenze, "non ricordo", strani suicidi. Per commemorare la giornata delle vittime del terrorismo e delle stragi e la stessa ricorrenza del 27 giugno, l'Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea, ha organizzato per sabato alle 10,30 presso l'aula magna del Liceo classico Forteguerri, un incontro con Elisabetta Lachina, figlia di vittime della strage, e con Rosario Priore, giudice istruttore dell'inchiesta su Ustica.
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