Il Tirreno

Pistoia

STAR BENE

Un'arma molecolare contro l'artrite reumatoide

Gian Ugo Berti

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 PISTOIA. Settantamila toscani ne soffrono, ma il 75% sono donne. Alla base ci sono più spesso fattori ormonali. Parliamo di artrite reumatoide, una poliartrite infiammatoria cronica anchilosante progressiva che interessa la membrana di rivestimento delle articolazioni.  Doppiamente coinvolta- lavoro e famiglia - la donna può risentirne quindi in modo ancor più massiccio, con peggiore conseguenze. Grosso, inoltre, è l'impatto nella sfera individuale e di coppia, accanto a costi economici non di poco rilievo. Inoltre può modificare in generale il tono dell'umore, aumentare lo stress,ridurre la capacità lavorativa.  La maggiore possibilità di presentarla - spiega Magda Scarpellini, direttore dell'Unità Operativa di Reumatologia all'ospedale di Magenta - è legata a fattori ormonali e gli estrogeni contenuti nei contraccettivi orali incrementano il rischio.  Dal punto di vista ambientale, poi, il fumo di sigaretta è fra i più noti motivi causali, senza escludere alcuni virus e batteri. Non vi sono comunque controindicazioni per la gravidanza in sé, sia ai fini del decorso sia per un eventuale danno al nascituro. L'artrite rimane infatti stazionaria, anzi la futura madre si sente addirittura meglio. Occorre in ogni modo stabilire un programma specialistico per sospendere i farmaci potenzialmente lesivi per il bambino.  Circa le molecole, positivi i riscontri per quelle biologiche di prima linea, dopo l'eventuale fallimento o mancata risposta al metotrexate, che rimane pietra miliare.  Una di queste è abatacept. Ha senz'altro modificato, come altri del gruppo, la qualità di vita delle donne e degli uomini colpiti dalla malattia. Il loro uso precoce, in seguito ad una sollecita diagnosi, può determinare una remissione, cioè una fase di acquiescenza, una specie di guarigione, pur con la necessità di cure di mantenimento ed uno stretto monitoraggio clinico e di laboratorio.

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