Italia
PERSONAGGI
Luca, liutaio per amore di un'arte antica
Luca Giuntini
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Luca Branchetti, liutaio quarratino 3 MINUTI DI LETTURA
QUARRATA. «Mio nonno era un fabbro molto conosciuto in città. Avrei potuto continuare la tradizione, lavorando il ferro. Invece...». Invece Luca Branchetti, 25 anni, di Quarrata, ha scelto di costruire violini. «È stato un percorso naturale, qualcosa che è sempre stato dentro di me - afferma - Qualche anno fa ho cominciato a costruire chitarre. Poi sono passato ai violini. Sono strumenti molto diversi tra loro, ma l'esperienza accumulata nel costruire le chitarre mi è servita». Luca ha ricavato un piccolo laboratorio nel garage accanto casa. Il primo violino l'ha costruito quando aveva 20 anni. È una copia del "Cannone", il violino che Niccolò Paganini chiamò così per il suo suono possente. L'ultimo invece, finito di costruire ad aprile, Luca è riuscito anche a venderlo: «Il problema è stato riuscire a capire a che prezzo - racconta - perché non ne avevo la più pallida idea. Per fortuna uno dei miei maestri liutai mi ha aiutato. È stato lui a fissare il prezzo. Mi ha detto "Non chiedere meno di 2mila euro". Sul mercato un violino può costare anche otto volte di più. Ma essendo alle prime armi mi è sembrato un buon compromesso (sorride, ndr). La vendita poi è andata a buon fine». Tra i maestri liutai ai quali Luca chiede consiglio ci sono anche i pistoiesi Gabriele Natali e Luigi Ercoli: «Tutto quello che ho imparato sui violini lo devo a loro - afferma Luca -. Mi hanno dato molti consigli e si sono dimostrati sempre disponibili. Cerco di apprendere da ognuno le cose più importanti. Per poi rielaborarle e svilupparle in un percorso tutto mio. Inoltre studio la costruzione dei violini sui libri. La maggior parte sono in inglese, difficili da trovare in Italia. Quindi li compro su internet». I libri non sono l'unica cosa che Luca compra sul web: «Anche il legno per costruire i violini lo compro via internet - spiega - Dal sito di una ditta della Val di Fiemme, in Trentino, che vende casse armoniche in tutta Italia. Mi faccio mandare due o tre pezzi che poi taglio e lavoro nel mio laboratorio. Altrimenti, quando vado in vacanza, passo direttamente a scegliere il legno di persona». La scelta del legno è molto importante. Due le qualità più utilizzate nella costruzione dei violini: l'acero dei Balcani e l'abete rosso delle Alpi. «Questi sono i legni standard - spiega Luca -. L'acero, data la sua resistenza e elasticità, viene utilizzato per la parte posteriore del violino, per le fasce e il manico. L'abete invece, più leggero e capace di trasmettere meglio le vibrazioni, per la parte anteriore dello strumento». Nonostante i molti progressi fatti, costruire un violino è molto difficile. Operazione ancora più complicata se sei un autodidatta come Luca: «Nel corso degli anni ho fatto dei progressi - afferma -. Per costruire il primo violino ci ho messo un anno. Per il secondo, invece, sei mesi. In genere però, a un liutaio esperto basta un mese. Il passaggio più difficile nella costruzione di un violino è la messa a punto del manico e del ponticello, ovvero l'asticella che tiene sollevate le corde e trasmette le vibrazioni alla cassa armonica. Deve essere tutto in equilibrio perfetto per venire in contro alle esigenze del musicista». Tra gli esperti ai quali Luca chiede consigli c'è anche un violinista: «È Lando Cianchi di Prato, ora in pensione ma ex primo violino dell'orchestra di Cagliari - racconta -. Quando ho finito di costruire un violino glielo porto per avere un consiglio sul suono. Dopodiché il mio violino è pronto per essere venduto».
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