Il presidio
STASERA ALLE 21
I riti del tè, l'arte e le antiche stampe giapponesi
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Stasera alla biblioteca Forteguerriana la cerimonia del tè 3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. "La cerimonia del tè" è un appuntamento collaterale alla mostra di antiche stampe giapponesi, che si svolge stasera alle 21 alla biblioteca Forteguerriana (piazzetta della Sapienza). La diffusione del tè è universale, ma in nessun altro luogo al mondo questa bevanda ha fornito un apporto così sostanziale alla cultura come in Giappone, dove l'atto di preparare e bere il tè (la cerimonia del tè, appunto, o cha no yu, che alla lettera significa semplicemente "acqua calda e tè") ha acquisito un alto significato estetico, artistico e filosofico. Non è un semplice passatempo per conversare di frivoli pettegolezzi o un modo raffinato di dissetarsi. Esprime piuttosto una filosofia di vita. Gli ospiti che intervengono alla cerimonia devono trovare in essa un'oasi di pace e di tranquillità dalle ansie del mondo, dove la mente possa aprirsi a una serena riflessione o meditazione. La cerimonia del tè incarna la ricerca della bellezza del popolo giapponese, la cui raffinatezza si esprime tramite la semplicità e la povertà delle cose. Una tazza di tè per soddisfare l'umano bisogno di serenità. Le varie scuole differiscono le une dalle altre per i dettagli e le regole, ma mantengono intatta l'essenza della cerimonia che il grande maestro Sen no Soeki detto Rikyu (1522-91) aveva istituito. Quest'essenza è arrivata fino a noi incontestata e il rispetto per il fondatore è uno degli elementi che tutte le scuole hanno in comune. Egli ha raccolto i principi fondamentali (o virtù) della cerimonia del tè in quattro semplici parole: Wa, armonia tra le persone e con la natura, armonia degli utensili e la maniera in cui essi vengono usati; kei, rispetto verso tutte le cose e sincera gratitudine per la loro esistenza; sei, purezza interiore, ma anche nitore e pulizia delle cose che ci circondano; jaku, tranquillità e pace della mente, conseguente alla realizzazione dei primi tre principi. La base della filosofia della cerimonia del tè è quindi l'armonia con la natura. La cerimonia si svolge solitamente in piccole costruzioni in legno che sorgono all'interno di meravigliosi giardini di aspetto totalmente naturale, con piante fresche, acque e rocce. Gli utensili, le tazze sono in materiale naturale e variano durante i diversi mesi dell'anno per essere sempre in accordo con la stagione. La cerimonia è caratterizzata da un'estrema semplicità: la casa del tè è quasi spoglia nella sua totale mancanza di arredi e nel suo rigore. Gli utensili, solitamente poco decorati, hanno forme estremamente semplici e funzionali, in linea con il gusto dei giapponesi, che ammirano più il garbato riserbo della vistosa ostentazione. Tutto è semplice, umile, frugale. La casa del tè è solitamente costruita in legno, bambù e paglia, con finestre e porte costituite da pannelli scorrevoli in legno e carta di riso; il pavimento è ricoperto da tatami, le stuoie in paglia sono quelle delle tipiche abitazioni tradizionali. Un vero e proprio rituale guida non solo l'abile tecnica del maestro di cerimonia, che ha studiato per anni e anni, ma anche i gesti degli ospiti intervenuti, che sorbiranno il loro tè seguendo precise regole. Il Comune di Pistoia ha deciso di offrirne un assaggio come iniziativa collaterale alla mostra di antiche stampe giapponesi allestita presso la biblioteca Forteguerriana che per l'occasione effettuerà un'apertura straordinaria. Sotto il loggiato della Biblioteca sarà ricreato un angolo di giardino giapponese con bambù, nandine, camelie, erbacee asiatiche e aceri giapponesi a cura del cantiere giardini del Comune sotto la guida di Stefano Baroni. L'Associazione Culturale Italo Giapponese Lailac di Firenze si farà carico ell'organizzazione della cerimonia. Chi ha voglia di passare una serata diversa può farlo liberamente. La partecipazione è gratuita.
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