Pisa, Scuffet si è preso la porta e punta a una nuova salvezza
Ribaltate le gerarchie come 12 anni fa a Udine e due stagioni fa a Cagliari Scalzato Semper, ora sogna una notte magica a San Siro come agli esordi
PISA. Due delle doti principali di un portiere devono essere la pazienza e la prontezza. Ci sono partite dove non subisci un tiro e all’improvviso sei chiamato a dover fare la parata importante. Ci sono stagioni dove parti come riserva e poi sei chiamato in causa. E ti devi giocare tutto. Simone Scuffet, classe 1996, sa bene cosa vuol dire.
La fiducia di Gilardino
«Ho due bravi portieri ma adesso Scuffet mi dà maggiore fiducia», aveva detto Alberto Gilardino prima della partita con l’Atalanta. Una di quelle partite dove di parate non ne ha dovuto farne tante. Solo una, ma decisiva, su Scalvini. Krstovic andrà in gol, ma alla fine per il Pisa arriva un punto. Il secondo di fila anche per Scuffet che era tornato titolare proprio nella sua città natale: Udine. Con qualche fischio da parte dei tifosi dell’Udinese. A quanto pare già ai tempi del Cagliari venne fischiato dopo un mancato saluto. Ma quello che conta è che a Udine Scuffet ha convinto Gilardino in maniera, probabilmente definitiva, dopo che era già stato titolare nelle sconfitte con Inter e Parma. Non arrivarono punti, ma il portiere friulano si fece apprezzare soprattutto per una certa sicurezza nelle uscite nel giocare con i piedi. Adesso le gerarchie iniziali sono cambiate. Semper resta un portiere importante, è stato tra i protagonisti della promozione in A, ma adesso è il momento di questo ragazzo che è abituato spesso a salire e scendere dalla giostra a volte pazzesca del calcio.
Baby boom al Meazza
Scuffet esordisce in A che non ha ancora compiuto 18 anni: l’1 febbraio 2014. Lo lancia il tecnico Francesco Guidolin nella gara dell’Udinese sul campo del Bologna. Bella prestazione e vittoria per 2-0. Il 27 marzo dello stesso anno gioca al Meazza contro l’Inter, stesso stadio e stesso avversario di venerdì prossimo con il Pisa, e gioca una gara perfetta. L’Udinese inchioda l’Inter di Walter Mazzarri sullo 0-0 e lui si guadagna tutte le prime pagine dei giornali. “Scuffet strega l’Inter”, titola la Gazzetta dello Sport. Si sprecano i paragoni, il più scontato con Gigi Buffon e si parla addirittura di convocazione ai mondiali in Brasile come terzo portiere. Ma si parla anche della maturità che lo attende nel 2015. Che prenderà, come svelato dallo stesso Scuffet in un’intervista di due anni fa al Corriere della Sera, con 72/100esimi.
Il rifiuto
C’era il rischio di montarsi la testa. Cosa molto difficile visto il carattere già maturo di Scuffet. L’Atletico Madrid si fa avanti con un’offerta economica importante ma lui preferisce crescere nell’Udinese. Però nella stagione successiva, con Stramaccioni allenatore, non è più titolare. Gioca solo due partite e nel 2015-2016 va in prestito in B a Como. L’arrivo della famiglia Artono è ancora lontana e i lariani scendono in Serie C.
Il rilancio
Torna a Udine, gioca anche da titolare, ma poi gira l’Italia (conquista la promozione in A a Spezia nel 2019-2020) e l’Europa con esperienze all’Apoel e al Cluj. Nel 2023-2024 approda al Cagliari. Il titolare all’inizio è Radunovic ma poi Ranieri punta su di lui che diventa uno dei protagonisti della salvezza con 31 presenze. Nel 2024-2025 riparte titolare (13 presenze), ma poi Nicola gli preferisce incomprensibilmente Sherry e a gennaio va a Napoli in cambio di Caprile. Fu Meret, portiere friulano del Napoli, a consigliarlo. I due sono amici da una vita, giocavano alla scuola calcio Donatello di Udine, e fanno parte di una grande nidiata di numeri uno nati in Friuli nella seconda metà degli anni ’90 assieme a Perisan e Vicario. In azzurro Scuffet gioca solo una volta ma vince lo scudetto. La scorsa estate la scelta di Pisa. E ora la missione salvezza da centrare. l
© RIPRODUZIONE RISERVATA
