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Pisa, la pista Lapadula è sempre aperta: perché il colpo potrebbe riuscire

Pisa, la pista Lapadula è sempre aperta: perché il colpo potrebbe riuscire

Il test di lusso con l’Inter tra ospiti vip, ricordi e i tifosi dalla parte di Knaster

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PISA. È una festa. Una grande festa nerazzurra quella che va in scena all’Arena Garibaldi-Anconetani. Che non era ancora Cetilar, come adesso, quando nel lontano 1991 salutò per l’ultima volta il massimo palcoscenico calcistico, ma che con l’amichevole Pisa-Inter torna a respirare l’aria del calcio che conta. Lo fa accendendosi, come al solito, e confermando che di fronte all’entusiasmo della gente, di una città e non solo, le categorie non contano. Lo dicono le quasi 10mila anime (circa 9.850 i paganti) presenti, lo dicono i loro cori e il loro entusiasmo. E sì, Pisa era ed è la casa del calcio.

La partita

Poco importa, dunque, se i campioni d’Italia hanno qualche big in infermeria (Taremi) o in vacanza (Lautaro), se il ritmo è da calcio d’inizio agosto. Anche la partita, infatti, dice Pisa. Ok, finisce pari, ma solo all’ultimo secondo. Nel derby degli Inzaghi, infatti, Pippo sta davanti a Simone quasi sempre. Dal recupero del primo tempo, quando Piccinini rompe l’equilibrio dopo un clamoroso palo (tacco al volo) di Moreo, al 5’ di extra-time della ripresa (eppure era un’amichevole) quando Bissek impatta in mischia. Fa di tutto, nel finale, l’Inter per non perdere (anche qualche fallo di troppo) confermando il valore della prova del Pisa. Sottolineato anche dagli applausi del pubblico a fine gara.

Passato e futuro

I colori nerazzurri (che il Pisa cortesemente concede agli illustri ospiti) e i fratelli Inzaghi (Pippo e Simone) sulle panchine non sono i soli aspetti ad unire le due anime della festa. No, ad esempio c’è il ricordo di un grande, Gigi Simoni, che viene onorato prima del via con premi e ricordi alla famiglia del compianto mister. Scambio di doni (targhe) anche tra le due dirigenze, con i presidenti Giuseppe Corrado e Giuseppe Marotta. Ma c’è anche il patron Alexander Knaster, con la Curva che poi appoggia anche lo sfogo affidato in settimana dal magnate alle colonne del Tirreno: “Politici, tecnici, istituzioni: o iniziano i lavori o Pisa si ribella” recita un grande striscione esposto dalla Nord; “Non ostacolate chi ha voglia di investire”, ribadisce la Gradinata. E a proposito di politici e istituzioni in tribuna ce ne sono tanti e importanti. a partire dal presidente del Senato, Ignazio La Russa. Ma anche tanti personaggi del calcio, come l’ex Roberto Gemmi (ora dell’Empoli) e Gabriele Cioffi (già allenatore dell’Udinese). Prima del via c’è anche tempo della presentazione della nuova terza maglia, poi sfoggiats nel corso del match: è rossa, come nella stagione 2007/2008, e a mostrarla per primo ai tifosi è Nicholas Bonfanti.

Il mercato

L’altro Bonfanti, il difensore Giovanni, invece ancora non c’è. Per ora, verrebbe da aggiungere, visto che per l’arrivo del difensore dall’Atalanta manca solo l’ultimo via libera di Gasperini. Questioni di giorni. Come del resto per l’arrivo di Leris, visto che l’accordo con l’ex di Brescia e Sampdoria c’è da tempo e da pochi giorni anche quello con lo Stoke City. Solo tempi burocratici, insomma: a metà settimana l’esterno dovrebbe esserci. A proposito di esterni ieri è rimbalzata anche la voce di un possibile interessamento per Partipilo del Parma, ma al momento non trova conferme (né smentite). Di sicuro resta aperta la pista per Lapadula del Cagliari. I direttori Giovanni Corrado e Davide Vaira mantengono i contatti sia con il giocatore che con il Cagliari. C’è ancora un po’ di distanza, ma con un po’ di pazienza il colpo potrebbe riuscire. E di sicuro una serata come quella di ieri aiuta anche in questo senso. Perché per Pisa una giornata di grande calcio deve diventare un’abitudine. La piazza è già pronta (e non da oggi) e alla squadra forse non manca neanche molto.

D.B.-A.C.

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