Il monte ingaggi della serie B. Spendere tanto non sempre bast
Il Pisa è l’ottava squadra della cadetteria nella classifica degli emolumenti ma è arrivato tredicesimo. E c’è chi ha fatto molto peggio, come Spezia e Bari
PISA. Chi spende di più spesso ottiene risultati ma non sempre è così. Anche nella stagione attuale di B c’è chi spende tanto e sta in alto e chi fa fatica. E chi con un budget modesto arriva ad agguantare la zona playoff.
Il Pisa è l’ottava squadra nella classifica del monte ingaggi (report fornito ai club dalla Lega B) ad emolumenti fissi , era settima a inizio stagione, con 17.529.229 milioni di euro dopo l’aggiornamento del mercato di gennaio. Mancano però i bonus che saranno aggiunti a fine stagione.
Sampdoria regina, ma…
In testa alla classifica del monte ingaggi c’è la Sampdoria, unica a sfondare il muro dei 25 milioni di euro, che in campionato ha conquistato in rimonta il settimo posto ma si è fermata al primo turno playoff. Dal secondo al quinto posto troviamo quelle che sono le prime quattro della classifica reale. Il Como, secondo grazie anche agli sforzi di gennaio, è promosso in serie A assieme al Parma (terzo nel monte ingaggi e primo in campionato). La Cremonese, quarta in entrambe le classifiche, e il Venezia, terzo in campionato e quinto nel monte ingaggi, hanno iniziato i playoff direttamente dalle semifinali. I veneti sono l’ultima delle cinque squadre ad andare sopra i 20 milioni di euro nel monte ingaggi. Lo Spezia invece, sesto con i suoi 19 milioni di monte ingaggi, è andato al di sotto delle aspettative nonostante la salvezza in rimonta ottenuta all’ultima giornata. Il Palermo è in linea, sesto in campionato e settimo nel monte ingaggi, il Pisa no. Visto che nella classifica reale la squadra di Aquilani scende al tredicesimo posto.
Differenze non viste
Il dato più eclatante è che il Pisa ha un monte ingaggi superiore di oltre dieci milioni a Brescia e Catanzaro, tredicesima e quattordicesima, che però hanno centrato l’obiettivo playoff. I giallorossi addirittura con un quinto posto da neopromossa facendo il salto più importante: ben nove posizioni guadagnate. Se è vero che sei delle prime otto le ritroviamo le ritroviamo in entrambe le classifiche, è altrettanto vero che lombardi e calabresi hanno un tetto molto inferiore rispetto ai nerazzurri e allo Spezia. Differenze che non si sono viste sul rettangolo verde.Altro dato interessante è quello del Bari. I pugliesi si sono salvati solo ai playout nonostante un monte ingaggi superiore ai dieci milioni. Ternana e Ascoli non avevano un monte ingaggi da retrocessione mentre Sudtirol e Lecco sì. Molto buono il dato del Cosenza, da sedicesimo a nono, del Sudtirol e del Cittadella che guadagnano entrambe sei posizioni. I veneti sono ultimi nel monte ingaggi ma come sempre si sono salvati. Anche se va detto che alla fine del girone d’andata i granata erano in piena zona playoff.
Il confronto
Se guardiamo al passato recente possiamo notare che la miglior stagione in B del Pisa, terzo posto nel 2021-22, è arrivata nonostante un monte ingaggi decisamente inferiore a quello attuale. Il Pisa della prima stagione intera del patron Knaster chiuse con un monte ingaggi di 9 milioni di euro. Quasi la metà di quello attuale. I nerazzurri erano la 12ª squadra nella classifica del monte ingaggi. Guadagnando ben nove posizioni sul campo e raggiungendo la finale per la A. Nel 2022-23 il Pisa, in proporzione al monte ingaggi, si è comportato come nella stagione appena conclusa perdendo cinque posizioni. Sesti nel monte ingaggi con 16.563.533 milioni chiusero solamente all’11° posto con 47 punti, uno in più del 2023-24.
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