Il presidio
Parma-Pisa, il derby del doppio ex Cuoghi: «Niente di scontato, ecco perché»
È stato un protagonista in campo su entrambi i fronti «Sono i miei luoghi del cuore, tiferò per un pareggio»
PISA. Quella di sabato prossimo al Tardini sarà un po' la sfida della verità per il Pisa. Non solo per la posta in palio e una classifica che inizia a farsi interessante ma anche per misurarsi contro chi è già grande. Il Parma capolista con 51 punti, imbattuto in casa e macchina da gol con 45 reti realizzate ma anche 23 subite. Quasi una a partita.
Secondo il pensiero di un grande doppio ex come Stefano Cuoghi i 21 punti di differenza in classifica, però, non avranno un peso determinante. Due promozioni in A e una Mitropa Cup con il Pisa, di cui è stato anche capitano, dal 1986 al 1990; a Parma tre stagioni in A dal 1990 al 1993 con un terzo posto nel 1992/93 e due trofei pesanti: una Coppa Italia e una Coppa delle Coppe. Con tanto di gol in finale a Wembley nel 3-1 all'Anversa dove, con la squadra belga, andò a segno anche un ex compagno di Cuoghi in nerazzurro come Severeyns. A Pisa anche un campionato vinto come allenatore in Serie D nel 2009/2010. Insomma, Parma-Pisa è davvero la sua partita.
Che incontro si aspetta?
«È una partita molto interessante. In B i valori non sono cristallizzati come in Serie A. Può succedere che l'ultima sconfigga la prima. È successo proprio con il Lecco che ha battuto il Parma. Figuriamoci se non se la può giocare il Pisa che è una squadra in cui le partite, nel bene e nel male, restano sempre in equilibrio fino all'ultimo istante. Il Pisa può fare risultato se sarà bravo ad approfittare di quello che il Parma concede. Perché pur essendo la squadra che gioca meglio di tutte in Serie B qualche errore in difesa lo commette sempre».
Quale può essere la chiave delmatch?
«Se il Pisa proverà a comandare il gioco rischia di dare un grande vantaggio al Parma che è micidiale nelle ripartenze. La squadra di Aquilani, ovviamente, non deve snaturare le proprie idee ma a volte adattarsi al gioco dell'avversario può fare la differenza. La lettura della partita e delle varie situazioni di gioco sarà fondamentale. Vince chi trova l'equilibrio giusto. Il Parma gioca peggio quando deve fare la partita. Fatica a sfruttare l'enorme potenziale offensivo quando è "obbligata" a comandare le operazioni».
Qualcuno ha paragonato il Parma di oggi a quello della promozione in A nel 1989/90, lei arrivò l'anno seguente; trova il paragone corretto?
« Io con il mio Pisa sono arrivato davanti a quel Parma (ride, nda) ed entrambe abbiamo centrato la promozione. È davvero difficile confrontare il calcio di oltre trent'anni fa con quello di oggi. Un punto di contatto tra il Parma di Scala e quello di Pecchia è che sono entrambe squadre con tanti giovani emergenti. E che sanno esprimere un bel calcio e tanti talenti in rampa di lancio. Dei giocatori di oggi mi vengono in mente Mihaila e Bernabé, che in gialloblù sono cresciuti in maniera esponenziale. Il Parma di oggi è lassù grazie a una proprietà che non ha mollato anche in momenti difficili e ha messo sul piatto un budget importante. Parma è una piazza che ti lascia lavorare bene e adesso raccoglie i frutti degli investimenti fatti negli ultimi anni».
Il successo con la Sampdoria apre nuove prospettive per il Pisa?
«È una vittoria importante che mette la squadra per lo meno in una zona tranquilla. Il campionato dei nerazzurri fino a questo momento è a mio di vedere sotto le attese ma il tempo per recuperare c'è. E' importante aver ritrovato giocatori dell'esperienza di Caracciolo e Torregrossa. E qualcosa in più possono dare anche i rientri di Matteo Tramoni e D'Alessandro. Uno che sposta gli equilibri in B e che ha vinto tanti campionati. Come Valoti. Il ritorno da titolare di Touré sta dando quella fisicità che alla squadra mancava. E pensare che poteva partire. La qualità anche centrocampo è superiore a quella passata stagione, penso a Veloso, e per questo arrivare in zona playoff per me rappresenta il minimo sindacale. Soprattutto quando fai investimenti importanti come quelli fatti dalla società nerazzurra. Anche se gli infortuni hanno inciso».
Che idea si è fatto del mercato dei nerazzurri?
«Il Pisa doveva soprattutto cedere e lo ha fatto anche se numericamente ha ancora una rosa molto numerosa per la Serie B. Bonfanti ha avuto un buon impatto ed è un centravanti valido per la categoria. Nella sua giovane carriera, però, non ha mostrato ancora i numeri del bomber da doppia cifra. In generale credo sia stato un mercato, non solo per il Pisa, che non sposterà troppo gli equilibri».
Ma Cuoghi per chi tiferà sabato?
« Insieme al Modena, la formazione della città dove sono nato, Parma e Pisa sono le squadre e i posti a cui sono più legato. I tifosi nerazzurri sono eccezionali e stanno dimostrando una grande maturità. Avessi una preferenza non farei fatica ad ammetterlo, ma davvero non ce l’ho. Spero in un pareggio, anche se tutte e due vorranno vincere. Il Parma per consolidare il primo posto, il Pisa per avvicinarsi alla zona playoff».
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