Il Tirreno

Pisa

I Nerazzurri

Arena, l’idea del Comune è di riaprire il “curvino” per avere più capienza

di Francesco Paletti

	Lavori all’Arena: un’immagine “vintage” ma lo stadio ha un costante bisogno di manutenzione (foto Muzzi)
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Lavori all’Arena: un’immagine “vintage” ma lo stadio ha un costante bisogno di manutenzione (foto Muzzi)

In questo modo si riguadagnerebbero 570 posti

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PISA. Il cosiddetto "Curvino della Vecchia Guardia", lo spicchio della Curva Nord più vicino alla tribuna coperta potrebbe presto tornare alla piena agibilità. Condizionale d’obbligo per uno spicchio di stadio formalmente inagibile ormai dal 2015. Ma la nuova "Arena", quella che prevede l’abbattimento dell’intero settore e la realizzazione della nuova curva ridosso del rettangolo verde, non arriverà domani e nemmeno a brevissimo dato che il club nerazzurro ha dato la priorità alla realizzazione del centro sportivo a Gagno. Dunque l’amministrazione comunale si è rimessa al lavoro per realizzare gli interventi necessari per riportare la capienza del cuore pulsane della tifoseria nerazzurra, attualmente ferma a 2. 500 spettatori, ad un livello almeno decoroso, per la categoria e per la passione della piazza: già rimettendo a posto il "curvino", infatti, si salirebbe di almeno altri 570 posti.

Per farlo sono in via definizione due interventi: il primo riguarda la realizzazione di una scala d’acciaio che consentirebbe di ripristinare l’agibilità nel lembo più esterno del settore, quello affacciato sulla tribuna per un totale di 270 posti. Il secondo, invece, riguarda lo spazio un po’più interno: lì l’ipotesi è di rafforzare la sottostruttura con una lavorazione in acciaio: rendendo agibile anche questa porzione della Nord, si otterrebbero altri 300 posti. Il totale, appunto, fa 570, con i quali la Curva supererebbe "quota tre mila". Almeno per la progettazione e non c’è da attendere molto, questione di giorni. Pochissimi. Poi beninteso, occorrerà il via libera del Genio Civile per quanto riguarda gli interventi strutturali e quello dei Vigili del Fuoco per le vie d’esodo. Poi, ovviamente, servirà anche il via libera della commissione prefettizia.

E non finisce qui. «Ho chiesto agli uffici un secondo progetto conoscitivo per capire quanto costa l’eventuale demolizione degli ultimi gradoni in basso e la sostituzione con una eventuale tribunetta in tubi e giunti» scrive sul suo profilo facebook il vicesindaco, con delega ai lavori pubblici, Raffaele Latrofa. È tutta la fascia al di sotto della balaustra: qualcosa del genere è già stato fatto ad Empoli e anche a Cagliari. È a quegli stadi che guarda l’amministrazione comunale, una volta appurato che per la "nuova Arena" ci sarà da attendere. In questo caso siamo un po’più indietro: prima di tutto, infatti, occorre un’idea precisa dei costi. Ma l’intenzione è di fare presto. «Per il futuro - conclude infatti, Latrofa - faremo ulteriori valutazioni con la volontà chiara che abbiamo sempre espresso di fare la nostra parte sempre e in tempi certi».

Lo "sciopero dallo stadio" annunciato a inizio settimana dai gruppi organizzati della Curva Nord, dunque, potrebbe essere più breve di quanto temuto. «Non pretendiamo che la nostra decisione sia condivisa da tutti e sappiamo che in molti chiederanno di entrare per stare vicini alla squadra. Speriamo almeno che chi ci conosce, o che ha vissuto con noi gli ultimi eventi, capisca quali motivazioni ci sono alla base. Non abbiamo volontà di danneggiare nessuno ma pensiamo sia il momento di passare dai discorsi ai fatti, in modo radicale» avevano scritto alcuni giorni fa. E ora qualcosa di concreto ha cominciato a muoversi.

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