Il Tirreno

Pisa

Calcio

Pisa lo stadio mobile in 600 con la squadra sognando una svolta

di Andrea Chiavacci

	Una mischia nell’area lombarda durante la gara d’andata (foto Muzzi)
◗
Una mischia nell’area lombarda durante la gara d’andata (foto Muzzi)

Quello con il Lecco al momento è uno scontro diretto ma con tre punti i nerazzurri potrebbero rilanciarsi

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Con circa seicento tifosi al seguito il Pisa vuole dare una svolta alla sua stagione sul campo in sintetico di Lecco (fischio d’inizio alle 16, 15).

La squadra di Alberto Aquilani non dovrà superare solo questa insidia visto che i blucelesti dopo la vittoria all’Arena del 24 ottobre scorso, la prima in campionato, hanno tenuto un ritmo quasi da playoff. Ma sono quint’ultimi con 20 punti, tre in meno dei nerazzurri.

Partita chiave

La classifica dice che al momento questo è uno scontro salvezza, ma un successo oggi può aprire anche prospettive più interessanti. Visto che siamo solo alla seconda giornata di ritorno. Il Pisa dovrà affrontare una squadra che presenta otto volti nuovi dal calcio mercato di gennaio, cinque sono arrivati giovedì, ma Aquilani è convinto che molto dipende dalla testa dei propri giocatori: «È vero che le incognite di questa partita sono tante, compreso il campo piccolo, ed è vero che il Lecco ha buoni elementi, ma il focus deve essere su noi stessi. Dobbiamo stare più attenti e giocare meno con il freno a mano tirato. Bisogna iniziare ad adattarci agli avversari nel corso della gara, senza snaturare i nostri principi di gioco».

Valoti assente

Il centrocampista Mattia Valoti, capocannoniere della squadra con 7 reti, non è stato convocato. Era in dubbio fino alla rifinitura a causa di un’infiammazione al ginocchio che non gli permetterà di essere della partita. «Valoti non si è mai allenato con il gruppo», aveva anticipato Aquilani in conferenza stampa.

Tra i convocati non c’è Leverbe, già in tribuna con la Reggiana, e invece c’è Toure. Due giocatori che hanno anche richieste di mercato. Per questa sfida Aquilani dovrebbe comunque puntare sul 4-2-3-1. In difesa, davanti a Nicolas, Calabresi è favorito su Barbieri a destra, poi i dubbi riguardano soprattutto il centrocampo e la fase offensiva.

Al fianco di Marin potrebbe esserci Veloso, ha smaltito l’influenza, ma sono in lizza anche Nagy e Piccinini. Sulla trequarti, nella posizione occupata da Valoti, potrebbe giocare dal primo minuto Arena. Invece D’Alessandro potrebbe partire titolare a destra, con Mlakar a sinistra. Ma un possibile impiego di Moreo non è da scartare. Bonfanti è pronto a partire dal primo minuto. Torregrossa pronto a giocare qualche minuto in più dopo esser stato decisivo in quei pochi minuti contro la Reggiana. «Dopo il gol all’esordio Bonfanti è in fiducia. Schierarlo dall’inizio è una soluzione ma ne abbiamo tante – sottolinea Aquilani. Torregrossa è forte. Spero possa essere un’arma in più nel girone di ritorno perché purtroppo lo abbiamo visto poco a causa degli infortuni». Restano indisponibili, oltre a Matteo Tramoni che rientrerà a fine febbraio, Jureskin, Barberis e Beruatto (di cui parliamo a parte) .

Qui Lecco

Dei cinque giocatori ufficializzati dal Lecco giovedì scorso (il portiere Dalmasso, l’attaccante Beretta e il centrocampista Frigerio dal Foggia, l’esterno offensivo Listkowski e il difensore Smajiovic dal Lecce) nessuno dovrebbe partire titolare. Probabilmente qualcuno potrebbe essere lanciato nella ripresa. La coppia Bonazzoli-Malgrati dovrebbe insistere sul 4-3-3. Pochi i dubbi. L’ex Ionita sarà titolare a centrocampo con Sersanti e Crociata. Giocatore che spesso mette in difficoltà il Pisa come la punta centrale Novakovich. Nel tridente con l’americano Di Stefano, che è pienamente recuperato, e Buso. Anche gli altri nuovi arrivi di gennaio come Salcedo, Salomaa e Louakima vanno in panchina. Dove ci sarà anche l’ex nerazzurro Eusepi che sembrava a un passo dal Foggia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino