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Pisa

Serie B: i Nerazzurri

Da precario a perno della difesa. Il Pisa scopre un altro Canestrelli

di David Biuzzi
L’urlo (di goia) di Simone Canestrelli dopo uno dei due gol alla Sampdoria
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L’urlo (di goia) di Simone Canestrelli dopo uno dei due gol alla Sampdoria

Ecco come il centrale ha scalato le gerarchie ritagliandosi sempre più spazio

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PISA. Sgombriamo subito il campo da inutili (e pericolosi) equivoci: non siamo di fronte a un nuovo Franco Baresu o a un Franz Anton Beckenbauer 2.0. No, Simone Canestrelli ha una storia diversa, tutta sua.

Certo, se non altro in comune con il Kaiser del Bayern Monaco e della (fu) Germania Ovest non ha solo il ruolo, difensore centrale, ma anche il giorno di nascita, il tristemente (per ben altri motivi) noto 11 settembre. Ma cambia poco. Quello che emerge, oggi, del ragazzo di Montepulciano (classe 2000) è come in pochi mesi sia passato da cavallo di ritorno (dal prestito dei 6 mesi a Como) con un futuro tutto da scrivere, quasi un precario, a perno centrale del pacchetto arretrato del nuovo Pisa di Alberto Aquilani. Non la retroguardia più ermetica d’Italia (4 gol incassati in 3 turni di campionati consumati, 1 in Coppa Italia) ma un reparto che sta cercando la sua dimensione in un contesto poco agevole visti acciacchi (Caracciolo) e squalifiche (Leverba prima, Hermannsson ora) ma soprattutto la nuova filosofia (di gioco) figlia del pensiero del nuovo condottiero. Una rivoluzione capernicana. Che proprio in Canestrelli ha trovato forse il suo miglior interprete attuale.

Già dagli spifferi che filtravano dal ritiro di Rovetta, infatti, si era capito che il ragazzo stava scalando le (virtuali) gerarchie. Con l’arrivo degli impegni ufficiali, poi, eccolo titolare in tutti i 360 minuti (recuperi esclusi) spesi sui campi di Coppa Italia e Serie B. Con un rendimento decisamente diverso rispetto a quello di un anno fa. Certo non può ancora vantare uno limpido zero alla casella degli errori commessi, ma al di là degli episodi è l’interpretazione del ruolo a renderlo convincente. Più e meglio degli altri specialisti del ruolo, infatti, Canestrelli sembra incarnare il tipo di calcio che frulla nella testa di Aquilani. Già, perché difende quasi sistematicamente... attaccando e cioè spostandosi in avanti e non indietro. Mosse a volte rischiose, vedi l’azione del primo gol del Parma, ma comunque in linea con le richieste del tecnico. Di sicuro lo aiuta il fisico (oltre 190 centimetri di altezza per 85 chili di peso), ma anche il suo vissuto calcistico: nel vivaio dell’Empoli, dove si è formato, ha iniziato da rifinitore per proseguire da centrocampista e poi arretrare sulla linea difensiva.

L’interpretazione moderna del ruolo, insomma, ce l’ha nel sangue. E su questo sta puntando forte Aquilani che lo ha sempre gettato nella mischia nell’undici di partenza alternandogli accanto Leverbe, Hermannsson e Calabresi. Il senatore Caracciolo no, perché è ancora fuori dai giochi dopo l’infortunio accusato a Como nell’ultimo test della pre-stagione, ma non appena sarà il pronto potrebbe essere il prossimo. Nell’attesa è insieme a Leverbe alla prima di campionato, in casa della Sampdoria, che Canestrelli ha fatto vedere il meglio. Aggredendo gli avversari fino alle porte dell’area di rigore altrui. Certo lasciarsi tanto campo alle spalle è un rischio, me nel calcio di Aquilani evidentemente è di quelli che vale la pena prendersi.

Anche perché c’è Canestrelli, che non è rapido nel breve ma in progressione è tutt’altro che lento. È, insomma, una delle rivelazioni dell’avvio di stagione del nuovo Pisa e, come tutto il nuovo Pisa, ora può a deve crescere e migliorare. Intanto, però, il classe 2000 sta dimostrando che fra i nerazzurri può esserci spazio e gloria per tutti (in fondo basta meritarselo, guadagnarselo sul campo) e che i 2 milioni spesi per prenderlo dall’Empoli (in prestito nell’estate 2022 e a titolo definitivo nel gennaio scorso) erano e sono un investimento e non uno spreco. In pratica un altro di quei rischi che valgono la pena essere corsi.

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