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Aquilani, ecco i motivi dello sbarco in casa Pisa
Il nuovo mister potrebbe portare con sé Cristian Agnelli
PISA. Sicuramente è una rivoluzione, la speranza è che sia anche una libidine, parafrasando una vecchia canzone di Jovanotti e strizzando l’occhio al gioco di Gian Piero Ventura nel primo anno all’ombra della Torre pendente. La scelta di affidare la panchina ad Alberto Aquilani è sicuramente un taglio netto rispetto al recente passato. Ovviamente il campo resta quel giudice inappellabile di sempre ma la scelta rappresenta davvero un punto di rottura. Esattamente dodici mesi fa per il dopo D’Angelo il Pisa aveva puntato su Rolando Maran, uomo dalla grande esperienza e in cerca di rivincite. Come è andata lo sappiamo tutti. Due punti in sei partite, l’esonero e il ritorno di Luca D’Angelo. Idee nuove La scelta di questa stagione è arrivata dopo tanti colloqui esattamente come un anno fa ma è stata fatta per vie decisamente diverse. Ed anche se i candidati erano tanti, l’idea del Pisa era comunque quella di affidarsi a un tecnico emergente e con idee di calcio chiare. Si va in campo per fare noi la partita e non giocare uomo contro uomo e ripartire in contropiede. Non sono stati sentiti solo profili alla Aquilani ma l’idea della proprietà era quella. Infatti non è un caso che Aquilani l’abbia spuntata nel testa a testa finale su Andrea Pirlo. Entrambi giovani, entrambi ex centrocampisti. La zona del campo dove si vede meglio il gioco e dove si verticalizza. Da calciatore più dotato tecnicamente Pirlo, non solo di Aquilani ma di una generazione intera di play, ma estremamente combattivo Aquilani. Da allenatori entrambi sono alle prime battute. Pirlo due stagioni con i grandi, con una Coppa Italia e una Supercoppa in bacheca con la Juventus, Aquilani che ha fatto esperienza nella Primavera della Fiorentina e portato a casa cinque coppe in tre anni. È un esordiente nel calcio dei grandi. Ma questo non deve ingannare. Rocco Commisso lo stima tantissimo e pochi mesi fa voleva dargli la panchina della prima squadra quando Vincenzo Italiano era in bilico. Giocarsela sempre ma senza essere integralista Alla fine il Pisa ha deciso di puntare sul tecnico romano proprio per il suo modo di intendere il calcio. Quello che la proprietà ha chiesto ad Aquilani, oltre a portare a casa l’obiettivo dei playoff per la prossima stagione e di crescere ancora nella seconda, è proprio quella di un calcio divertente e spettacolare. Potrebbe essere un’azzardo? Sì, ma quando si cambia c’è sempre un rischio minimo. Altrimenti si resta sempre fermi alla situazione precedente. I concetti di gioco di Aquilani sono quelli che piacciono alla proprietà: palla a terra, pochi lanci lunghi, difesa alta e anche la capacità di saper cambiare in corsa più moduli. Perché sì, ad Aquilani piace il 4-3-3 ma sa anche apportare modifiche in corsa e non è integralista del modulo. Un po’ come i suoi maestri Vincenzo Montella e Jorge Jesus. Ma la visione di gioco deve essere quella. È chiaro che la serie B sarà un grande banco di prova per lui. Anche con la Primavera è passato per un percorso non semplice ma con il tempo ad esempio è migliorato in difesa. Nell’ultima stagione la Fiorentina Primavera è stata la seconda miglior difesa del campionato e ha chiuso la stagione regolar al secondo posto dietro al Lecce. Il vice potrebbe essere Agnelli Aquilani potrebbe portare con sé Cristian Agnelli. Arrivato un anno fa nello staff della Primavera viola. Altro centrocampista che è stato allenato da un altro tecnico che fa del bel gioco, e del 4-3-3, il suo marchio di fabbrica. Ovvero Roberto De Zerbi, in quel Foggia che sfidò il Pisa di Gattuso nella finale playoff di C nel 2016. Agnelli era un punto fermo di quella squadra che venne sconfitta dal Pisa. Ma questi dettagli li conosceremo una volta che Aquilani avrà rescisso con la Fiorentina e sarà ufficializzato dal Pisa.
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