Artista in campo e fuori: le opere di Dolcetti in mostra al circolo Mumu
È la prima volta che l’ex espone nella città che sente sua
SAN GIULIANO TERME. Oltre 30 anni fa disegnava assist per Piovanelli, Incocciati e Padovano nel Pisa di Romeo Anconetani, ora dipinge tele con altrettanta maestria, nei ritagli di tempo concessi dalla sua preziosa collaborazione con Massimiliano Allegri nello staff della Juve.
Aldo Dolcetti, pisano d'adozione, espone in questi giorni le proprie opere in una mostra collettiva al neonato circolo culturale Mumu, in via Lenin 155/D a San Martino Ulmiano. A fianco dell'ex nerazzurro gli altri artisti Cristina Gardumi, Giovanni Possenti, Tommaso Santucci ed Emila Sirakova. I lavori di Dolcetti rientrano nel progetto “Radici nel cassetto”, che ha come tema la memoria quale strumento per la ricerca della propria identità. «Per la prima volta – spiega l'allenatore lasciando il posto al pittore – mi affaccio in una città che mi è rimasta nel cuore, indossando una nuova veste. Lo faccio grazie a Mumu. Mi piacerebbe che aprissero altri spazi culturali come questo».
La prima volta a Pisa, dopo le esposizioni a Torino, Reggio Emilia,Vercelli e Cesena, altra città in cui il tecnico ha lasciato il segno come giocatore. E il calcio riaffiora nell'identità di un uomo che ha dedicato la propria vita a questo sport. In un'opera è protagonista la maglia nerazzurra, evidenziata da uno storico sponsor, riconoscibile sebbene quasi nascosto da una palla. A sovrastarla l'immagine di una pianta e il diramarsi delle sue radici. Dolcetti illustra la propria tecnica: «Ognuno di noi è legato alle fotografie analogiche. Io ne ho prese alcune, le ho stampate su tela e le ho rielaborate nell'acrilico. In particolare ho usato una mia foto nel riscaldamento prima di una gara giocata all'Arena. Noi calciatori siamo in giro fin da piccoli e abbiamo la sensazione di non avere radici. Nel mio caso ho voluto esprimere il fatto che a Pisa ho trovato le mie, usando una maglia che forse pochi ricorderanno». Pochi? Quella casacca e chi la vestì non potrà essere dimenticato, soprattutto finché, come Dolcetti, rimarranno gli ultimi ad aver regalato la A alla città, con la promozione del 1989/90. «Lo scorso anno – ricorda il grande ex – il Pisa ci è andato vicino nella finale col Monza. Purtroppo era difficile ripetersi».
A proposito di radici, si presenterà nella prossima Serie B la FeralpiSalò, squadra della città natale di Aldo, che quindi nei due scontri diretti tiferà contro il suo Pisa? «Sono nato a Salò, ma Pisa per me è una radice più forte». Sotto la torre pendente anche la conoscenza con Massimiliano Allegri (compagno nel 1988/89), alla base dell'attuale sodalizio. Tornando all'arte, un'altra opera suggestiva ritrae l'artista da bambino e in sovrapposizione una lista di nomi e cognomi: «È una mia foto a 9-10 anni, con il grembiule nero riservato ai maschietti. I nomi sono quelli di compagni di classe e insegnanti». Trentacinque piccoli quadri rappresentano una collezione nella collezione: «Sono le Pratonelle, mattonelle di prato, tratte dalla mia casa a Fauglia. Soprattutto nel periodo del Covid ho conosciuto meglio il luogo in cui ho scelto di abitare».
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