Il Tirreno

Pisa

L’intervista

Piovanelli punta ancora sul Pisa. «Può dire la sua»

di Andrea Chiavacci
Piovanelli punta ancora sul Pisa. «Può dire la sua»

Il periodo opaco analizzato dal bomber dell’ultima promozione in A 

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PISA. Sul campo di gol ne ha segnati a caterve e soprattutto con la maglia del Pisa: ne mise a segno 19 gol nella stagione dell'ultima promozione in Serie A, ha detenuto per quasi vent'anni il record di gol in una stagione coi nerazzurra in Serie B (18 nell'annata 1989/1990). Ma non solo. Già, perché il Pisa lo ha sempre nel cuore, tanto da seguirne partite e sorti costantemente. Per questo motivo Lamberto Piovanelli soffre un po', oggi, nel vedere la squadra nerazzurra in difficoltà - a fare il pieno di punti ma anche a trovare la via della rete - nel corso delle ultime giornate, ma è anche convinto che ci siano i mezzi per risollevarsi e conquistare i playoff. E poi provare a vincerli.

Piovanelli, come si riparte dopo una sconfitta come quella di Terni e un ruolino non entusiasmante di un solo punto conquistato nelle ultime tre giornate dei campionato?

«Bisogna fare gruppo e ascoltare l'allenatore che in momenti così sicuramente sa quali sono i tasti giusti da toccare. Devo dire la verità, io non sempre sono d'accordo con le scelte di D'Angelo ma credo che, come ha fatto tante volte in questi anni, sia in grado di trovare la ricetta giusta per ricaricare la squadra. Quella di domenica pomeriggio, contro il Bari, è la prima di cinque gare decisive e sono convinto che anche grazie alla passione e alla spinta del pubblico dell’Arena la squadra possa ritrovare la carica giusta. Non ci sono più prove d'appello, o almeno ce ne sono sempre meno, e il margine d'errore diventa minimo».

Come fotografa questo momento?

«La squadra, soprattutto nelle ultime trasferte, ha creato poco gioco e ha fatto fatica a tirare in porta. Purtroppo quello che è mancato rispetto al periodo dei 13 risultati utili di fila è anche un po' di fisicità e di corsa. La squadra era brillante e proponeva anche un bel gioco fino alla fine del girone d'andata. È fuori dubbio che ci sia stata un'involuzione dopo la sosta invernale. A Terni, a parte il bellissimo gol di Moreo, ho visto un solo tiro in porta. Davvero un po’ troppo poco, contro una squadra non certo irresistibile come quella umbra ma che almeno ci ha messo più grinta. Credo che domenica scorsa sia mancato anche un po' di carattere. Però ripeto, se la squadra ritrova la migliore condizione di alcuni uomini chiave può ancora dire la sua. La rosa nel complesso resta di alto livello».

Il problema del gol è emerso soprattutto nel girone di ritorno, come mai secondo lei la squadra fa così tanta fatica a segnare?

«Sicuramente gli attaccanti sono poco serviti ma per me si dovevano cercare giocatori con altre caratteristiche nel corso del mercato estivo. Non solo a centrocampo ma anche in attacco. La qualità delle punte in generale è buona ma serviva un uomo d'area di rigore, un elemento da 15-20 gol da affiancare a Torregrossa che è quello che più di tutti ha il senso del gol e sa anche prendere in mano il reparto. Purtroppo da troppo tempo fa i conti con tanti guai fisici. Insomma, manca un vero bomber».

Lei su chi avrebbe puntato?

«Su giocatori tipo Coda o Lapadula. Ma per caratteristiche fisiche avrei cercato anche di trattenere Puscas. Faccio un esempio: Matteo Tramoni a Brescia mi aveva impressionato molto ed è un ottimo giocatore ma se in rosa c'è Sibilli ed è stato già preso Morutan è normale che rischi di ritrovarti con troppi "doppioni" tra i trequartisti. Moreo e Gliozzi sono sicuramente due buoni attaccanti ma come ho detto prima secondo me serviva anche un giocatore con caratteristiche diverse per completare meglio il reparto».

Chi è, secondo lei, che in questo momento può prendere per mano la squadra?

«Bisogna ritrovare alcuni leader a centrocampo. L'assenza di Touré pesa ma mi aspetto qualcosa in più da un giocatore come Marin, che a me piace davvero tanto. Anche Nagy è uno di quelli che se ritrova un po' di ritmo può fare la differenza. Rispetto allo scorso anno mancano molto la corsa e i cross di Beruatto. Se la squadra ritrova la sua spinta e i suoi rifornimenti con continuità può sicuramente svoltare. Purtroppo o per fortuna, e stavolta parlo anche da tifoso, ci eravamo abituati troppo bene nl corso della passata stagione. Dopo essere arrivati a un passo dalla Serie A è normale attendersi qualcosa in più, però non è questo il momento dei giudizi definitivi».

Lei crede ancora che la squadra possa lottare per la promozione in caso di playoff?

«Sì, certo che ci credo. Perché se riesci ad entrare nei playoff, e in questo momento il Pisa è dentro, poi te la giochi. Aanche se agli spareggi ci arrivi da ottavo in classifica. A quel punto, infatti, praticamente inizia un altro campionato. Un torneo dirotto dove farà la differenza la condizione fisica, la brillantezza e le energie mentali e il fatto di limitare gli infortuni. Oltre, ovviamente, a un pizzico di fortuna. Tutti fattori che purtroppo sono mancati negli spareggi dell'anno scorso. Se chiudi bene in queste cinque partite il morale fa presto anche a tornare alto. Quindi sì, a mio avviso c’è ancora tempo e modo di costruire qualcosa di importante».


 

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