Il presidio
Ahi Pisa, sbaglia e si butta via: cosa lascia questo brutto stop
Subito avanti a Terni con lampi di bel gioco e un gran gol di Moreo, poi però si siede. E nella ripresa i rossoverdi aumentano la loro spinta e la ribaltano in appena tre minuti
TERNI. Poteva, doveva. Già, poteva essere la partita per blindare i playoff (visti i risultati del sabato) e doveva esserlo perché per i valori i n campo e per la storia dei primi 30 minuti. Il Pisa, però, la butta via, si butta via. E così al Libero Liberati incassa la terza sconfitta di fila in trasferta, resta in bilico (8° posto e, alle spalle, tre inseguitrici e tre punti) e disperde anche alcune delle certezze che il match coil Cagliari aveva riportato.
È un passo indietro sotto tutti i punti di vista, insomma. Anche perché, come accennato, l’avvio fa sperare in uno scenario ben diverso. I nerazzurri, infatti, indossano l’abito buono: 4-3-1-2 con Zuelli promosso titolare, in mezzo, per meriti acquisiti e gli assi Morutan e Torregrossa ancora dentro dal 1’ alla ricerca di brillantezza e tenuta perdute. Gli umbri rispondono con il 4-3-2-1 ma la partita, di fatto, non c’è. Il Pisa, infatti, dimostra subito una superiorità marcata e dopo meno di 360 secondi sta già esultando. Il gol, bello, nasce sull’asse mancino con Beruatto che imbuca una gran palla e Moreo che la sfrutta bruciando Sorensen sullo scatto e Iannarilli con un tocco esterno-punta in corsa che impallina il portiere sul primo palo. Tutto molto bello. Come bello continua a essere il Pisa, perché la Ternana fa solo confusione, condita da una quantità industriale di errori di misura, e la gara sembra indirizzata. Potrebbe esserlo definitivamente al 16’, quando è la premiata ditta Morutan & Torregrossa a creare l’occasionissima sventata dalla prodezza di Iannarilli sul bomber. Un peccato, ma la sensazione del momento è che proprio non ci sia partita. I nerazzurri, però, commettono un grave errore, quello di sedersi, lasciando troppo campo ai padroni di casa e, soprattutto, creando una frattura tra il reparto avanzato (trequartista e punte) e il resto della compagnia che rende impossibile battere la pista delle ripartenze.
In questo contesto, però, la Ternana fa ben poco. E sostanzialmente entra in scena al 30’ quando l’arbitro Miele di Nola fischia un rigore ai confini della realtà per un’uscita (perfetta) di Nicolas su Falletti. Fabbri e il Var ci mettono una pezza, ma l’episodio cambia comunque qualcosa. I giovanotti di Lucarelli, cioè, capiscono che tutto sommato possono venirne fuori e insistono mettendoci, d’ora in poi, più spirito e più voglia dei nerazzurri. E questo proprio non va bene. Non a caso il tempo si chiude con una sassata di Agazzi dal limite, dopo un corner, che quasi spacca in due la traversa. È un altro bel campanello d’allarme, ma purtroppo non viene e non verrà ascoltato. La ripresa, infatti, si apre con la Fere ancor più feroci (ora con il 4-3-3) e i nerazzurri ancor più colpevolmente timidi. Così già al 6’ serve la miglior versione di Nicolas per deviare sulla traversa (la seconda dei rossoverdi) un’inzuccata di Diakité su angolo di Falletti. Fatica, ora, il Pisa. D’Angelo prova ad aiutarlo con Gliozzi per Torregrossa e Gargiulo per Zuelli, ma cambia poco. Anche perché di sicuro non lo aiuta l’arbitro Miele che al 14’ grazia Di Tacchio, già ammonito, che travolge Marin. Niente giallo ed eloquente immediato cambio per l’ex con Partipilo dentro e Ternana con 4-2-3-1. La pressione si fa pesante, insomma, e al 22’ un cross dello stesso Partipilo finisce sul gomito di Caracciolo dopo un duello in quota con Favilli. Il gioco va avanti per 2 minuti, ma poi il Var richiama ancora il direttore di gara e le immagini dicono penalty. Proprio Favilli, al 27’, lo trasforma. Non esulta, il ragazzo di Pisa e tifoso del Pisa (passione ereditata dal nonno) ma purtroppo neanche si accontenta. Tre minuti dopo, infatti, dopo un mezzo pasticcio Barba-Beruatto-Gargiulo è proprio lui a ricevere palla in area e a lavorarla per Falletti che firma la rete del sorpasso.
Nel giorno della trasferta vietata ai pisani, dunque, decide tutto proprio l’unico pisano che sarebbe stato meglio non ci fosse. L’assalto finale, infatti, serve solo ad aumentare ancora i rimpianti. Già, perché poteva e doveva ma invece la panchina nerazzurro numero 200 di D’Angelo produce un altro brutto stop.
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