In aggiornamento
Non vince ma è un signor Pisa: in tre parole-chiave ecco perché la prova con il Cagliar fa ben sperare
Con il pareggio a reti bianche col Cagliari scivola verso il confine della zona playoff. Ma prestazione, spirito e attitudine raccontano che questa è la strada per arrivarci
PISA. Non regala i tre punti, la Pasquetta dell’Arena, ma in dote porta qualcosa di altrettanto importante: un Pisa diverso, assai diverso, di quello caduto a Cosenza; un gran bel Pisa; un signor Pisa.
Che rischia di diventare bellissimo sui titoli di coda, all’ultimo secondo, quando Radunovic si esalta per strozzare in gola a Sibilli e al popolo del Pisa l’urlo di gioia ma che resta comunque una squadra gagliarda, tosta, attenta, bella a tratti e sempre maledettamente ben piantata dentro il match. Il pari a reti bianche col Cagliari, insomma, costerà pure posti in classifica (sorpassi di Reggina e Parma, ora è 8° posto) ma riporta tanta consapevolezza e un pizzico di fiducia. Questo Pisa, infatti, può dire la sua sempre e contro chiunque.
Con la truppa della vecchia volpe Ranieri, avversaria non esattamente banale, lo fa combattendo un’autentica battaglia sportiva. Fosse box sarebbe quella da cinema più che da ring. Alla Rocky Balboa, per intendersi, con i duellanti a scambiarsi colpi per tutto il tempo (minuti di recupero inclusi) e nessuno che cede o anche soltanto arretra. Se il duello d’alta quota finisce 0-0, insomma, è un caso. Inizia, invece, con Luca D’Angelo che ritrova Calabresi, Beruatto, Nagy e Torregrossa dal via. E riparte dal 4-3-1-2, stesso abito indossato dagli avversari. S’accende subito, il Pisa, tanto che dopo meno di 120 secondi è il portiere ospite ad entrare in scena per bloccare un secco sinistro di Moreo, imbeccato da Morutan. Ma, come detto, dall’altra parte non c’è un gruppo di scappati di casa e, infatti, al 6’ è Caracciolo a salvare su Prelec. La partita, insomma, è viva e vibrante. L’equilibrio è sottile ma nessuno rinuncia a provarci (zuccata di Moreo alta al 12’, spaccata di Lella larga al 26’). A metà frazione i nerazzurri provano anche a passare al 4-4-2 con Mastinu e Morutan (che galleggia ai margini della partita) esterni per proteggersi meglio ai fianchi. Un’incornata di Dossena alzata in angolo da Nicolas (36’) e un tiraccio di Mastinu da posizione interessante (43’) chiudono un frazione non bellissima sotto il profilo dello spettacolo ma piena di contenuti.
La ripresa si apre con il Pisa che torna al 4-3-1-2 ma con un variante: Marin stavolta è davvero il vice di Touré visto che parte da interno e si alza come esterno destro in fase di possesso palla. Cresce molto, il romeno, e la mossa frena lo sgroppate di Azzi. Così la battaglia (sportiva) riprende con tentativi da ambo le parti e nessuna delle contendi che riesce a prendere davvero il sopravvento. D’Angelo, al 16’, apre il valzer dei cambi con Gliozzi (per Torregrossa) e Zuelli (per Mastinu), subito dopo tocca a Sibilli (per Morutan) e dall’altra parte a Kourfalidis (per Lella). Al 25’ Sibilli chiude una combinazione Moreo-Gliozzi con un destro largo, al 27’ Lapadula risponde con un tiro al volo fuori bersaglio, al 36’ Obert salva su Moreo: i fuochi d’artificio, insomma, non sono finiti. Né si è esaurita la voglia di vincere delle due squadre. Che, anzi, provano a dare forza alle speranze con Hermannsson e Matteo Tramoni, dentro per Calabresi e Moreo al 36’, e con Luvumbo che in contemporanea rileva Prelec. Gua non solo a mollare, dunque, ma anche solo allentare la presa. E il finale scoppiettante ne è la prova provata. Lo apre il Cagliari, in questo caso, perché al 44’ va a centimetri dal gol quando, sugli sviluppi di un angolo, Azzi si trova tra i piedi la palla giusta ma la spedisce sul palo, Subito dopo ci prova anche Mancosu, con una punizione dal limite alta di poco, ma è la replica del Pisa ad aggiungere il pizzico di rammarico che resta in coda a questo pari. Allo scadere del recupero, infatti, Zuelli (ancora convincente) sfonda a destra e crossa, Matteo Tramoni finta e alle sue spalle Sibilli esplode un destro incrociato che sembra vincente. Già, sembra. Perché Radunovic con una prodezza dice no.
Facendo scivolare pericolosamente il Pisa verso il confine della zona playoff. Vero, ma con lo spirito, la voglia e l’attitudine viste coi sardi sarà difficile restarne fuori.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
