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Calcio: Serie B

È già Pisa-Cagliari. Mister D’Angelo carica l’Arena: «Tifosi, trascinateci». Torregrossa scalpita

di Andrea Chiavacci

	Il tecnico nerazzurro Luca D'Angelo (Foto di Fabio Muzzi)
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Il tecnico nerazzurro Luca D'Angelo (Foto di Fabio Muzzi)

Il tecnico detta la linea in vista del big match di Pasquetta: «Ho visto grande sgomento per la sconfitta con il Cosenza. Poi sono andato a vedere il ruolino di marcia del Cosenza che nel girone di ritorno ha battuto squadre come Parma, Reggina e Frosinone. Potevamo perderci anche noi, così come poi è accaduto»

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PISA. Quando senti parlare Luca D'Angelo ti rendi conto che ha tanto voglia di spingere il suo Pisa a ritrovare quel ritmo e quella concretezza che avevano portato ben 29 punti nelle sue prime 13 partite della sua seconda esperienza pisana.

Poi qualcosa si è inceppato in questo 2023 ma il tecnico pescarese lunedì 10 aprile (inizio alle 18 all’Arena) col Cagliari vuole vedere una squadra pronta a dare battaglia a uno degli organici più importanti del campionato. «Dobbiamo giocare con più libertà mentale e affrontare le partite, a cominciare dal match col Cagliari, con spirito battagliero e farci trascinare dal pubblico. Gli stimoli ce li abbiamo – sottolinea – per il valore degli avversari e per il fatto che ci sarà tanta gente. Dobbiamo spingere sul fattore emozionale. Il Cagliari è forte ma siamo forti pure noi».

È questo il messaggio che lancia l'allenatore nerazzurro che nel match di Pasquetta potrebbe avere un asso in più nella manica dal primo minuto. «Torregrossa sta bene – annuncia il tecnico – può giocare dall'inizio o subentrare. Siamo felici di averlo in ottima condizione atletica. Insieme a Coda e Lapadula per me è il centravanti più forte del campionato». Guai, però, a parlare di un antipasto di playoff. «Il Cagliari è una squadra molto forte e che fino alla passata stagione giocava nella categoria superiore. Dispone di giocatori che per un niente non sono andati al Mondiale e in più ha un allenatore molto importante per il calcio italiano, e di conseguenza anche per la Serie B, come Claudio Ranieri. Detto questo, non è una partita da playoff anticipati. Non c'entra niente. Noi dobbiamo solo pensare a fare più punti possibile per il campionato. E basta. Ho visto grande sgomento per la sconfitta con il Cosenza. Poi sono andato a vedere il ruolino di marcia del Cosenza che nel girone di ritorno ha battuto squadre come Parma, Reggina e Frosinone. Potevamo perderci anche noi, così come poi è accaduto. Ho detto che non meritavamo di perdere, alla fine di quella partita, ma non che abbiamo giocato bene. Con il Palermo, 1-1 in casa, meritavamo la sconfitta e l'ho ammesso. Capisco che spesso si valuta tutto solo in base al risultato e non quello che succede in campo. È così dappertutto, non solo qui».

Lunedì 10 aprile ci sarà anche la sfida tra Sudtirol e Bari, quarta contro terza, che può interessare il Pisa stesso, ma il tecnico rafforza il concetto. «Non serve assolutamente a niente fare tabelle – sentenzia – penso solo ed esclusivamente ad affrontare il Cagliari». Ma, rispondendo a una domanda, non c'è nessuna resa da parte del condottiero nerazzurro in ottica alta classifica: «Io non abbandono mai niente, neanche l'idea di arrivare secondo».

Il punto, però, ora è ritrovare entusiasmo. «Siamo ripartiti benissimo a ottobre – ricorda – poi la squadra ha perso un po' di tranquillità con risultati altalenanti nel girone di ritorno. Abbiamo perso un po' di freschezza a livello mentale. Adesso la squadra è più preoccupata».

Il leader nerazzurro non teme poi il confronto contro una squadra che nel girone di ritorno ha perso solo una volta. «Penso che una certa dose di euforia dovremmo averla anche noi. E invece ci manca. Purtroppo la totale mancanza di memoria, non solo del calcio, fa circoscrivere tutto all'attualità e il Cagliari sta effettivamente attraversando un momento migliore del nostro. Eppure – aggiunge – credo che se a inizio stagione ci avessero detto di essere a un solo di distanza al Cagliari a sette giornate dalla fine lo avremmo sottoscritto. Noi siamo qui a giocarcela dopo una partenza che non è stata delle migliori. Dovremmo avere grande euforia e invece vedo che c'è perplessità nei confronti della squadra. I ragazzi non se lo meritano. Non mi riferisco ai tifosi che sono spettacolari, anche quelli che ogni tanto criticano, dico solo che in generale non si valuta adeguatamente il fatto che siamo in corsa per un traguardo importante. Questo vale anche per la squadra che a livello emotivo è quasi preoccupata di non riuscire a ricambiare il tanto amore che riceve dai tifosi. Vorrei vedere più gioia e passione – conclude l’allenatore – dobbiamo toglierci un po' di ruggine e tenere in mente da dove siamo partiti e che ci sono sette partite per giocarci qualcosa di molto importante».

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