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Calcio/Serie B: l’analisi

Il Pisa e la “malattia” del primo tempo: i numeri dicono che i nerazzurri spesso partono male

di Andrea Chiavacci

	Le gioie del Pisa arrivano quasi sempre nel secondo tempo 
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Le gioie del Pisa arrivano quasi sempre nel secondo tempo 

Quintultimo posto nella classifica stilata considerando i soli primi 45 minuti di gioco. Nella ripresa le cose cambiano quasi sempre, ma quello dell’approccio rimane un problema da risolvere per mister D’Angelo

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PISA. Una delle tante frasi scontate nel modo del calcio, quando si sbaglia l'approccio alla partita, è quello di dire abbiamo regalato un tempo agli avversari. Purtroppo il Pisa di questa stagione tende, contrariamente a quanto accadeva nel 2021/2022, ad andare proprio in questa direzione.

Premesso che le ultime due sconfitte in trasferta per 1-0 con Modena e Cosenza, maturate entrambe nei primi 45 minuti, arrivano in modo diverso è decisamente una costante chiudere i primi tempi in affanno. Nella (virtuale) classifica dei primi 45 minuti il Pisa è quintultimo con appena 33 punti, al 90' fa registrare un eloquente +12, assieme al Perugia che anche nella classifica reale è in zona in zona playout. Da notare come le prime due della B sono anche le migliori nei primi tempi, però al contrario. Il Genoa va all'intervallo con 58 punti e il Frosinone con 48 assieme a SudTirol, quarto nella generale, e Parma che però nei secondi tempi non concretizza e al momento si deve accontentare del settimo posto nella classifica reale. Anche il Cagliari, prossimo avversario del Pisa, non è irresistibile nella prima parte di gara con 38 punti mentre recupera nel complesso otto punti al novantesimo. Se consideriamo invece solo i secondi tempi, quindi facendo finta di partire dallo 0-0 dopo l'intervallo, in testa c'è il Frosinone con 65 punti, seguito dal Bari con 56 (biancorossi quinti nei primi tempi con 45) e proprio dal Pisa terzo con 55.

Il Cagliari è quarto con 44, poi SudTirol con 44, il Cosenza (ultimo nella classifica dei primi tempi) con 43 e il Genoa con 42. Se il Frosinone, fatta eccezione per l'ultimo periodo, è forte in avvio e diventa inarrestabile nella ripresa, il Grifone chiude spesso la partita nel primo tempo e poco importa se con il passare dei minuti allenta un po' la presa.

Un po' come capitava al Pisa dell'anno scorso che se contavano solo i primi tempi avrebbe chiuso al primo posto con 70 punti a fine campionato. Un gap di tre punti sui 67 della classifica reale al novantesimo che videro scivolare la squadra al terzo posto. Punti che influirono in maniera decisiva per la mancata promozione ma che comunque fotografano una realtà simile a quella di quest'anno: per fare i campionati di vertice bisogna indirizzare subito le partite. Lo scorso anno, infatti, il Pisa nonostante chiuse dodicesimo nella classifica dei soli secondi tempi, 49 punti, è stato per tutto l'anno in lotta per la promozione diretta grazie proprio all'approccio deciso nel girone d'andata chiuso da campione d'inverno con 38 punti. Quando nel girone di ritorno c'è stato un calo anche sotto il profilo dell'approccio (vengono alla mente Reggio Calabria, Ascoli, Benevento e Lecce) la squadra ha fatto decisamente maggior fatica.

Anche il Cagliari e il Pisa crescono nella ripresa come Frosinone e Bari ma questo non è bastato a rossoblù e nerazzurri per poter restare più vicini alle prime 4. Nel girone di ritorno il Pisa ha fatto appena 7 punti alla fine del primo tempo(16 al 90'). Anche se la classifica al momento resta positiva non sono bastati alcuni recuperi prodigiosi, su tutti quello col Perugia, per poter fare il definitivo salto in avanti dopo aver chiuso in crescita il girone d'andata (5° posto con 29 punti) dopo la partenza opaca con Rolando Maran.

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