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Calcio: Serie B

Lo strano destino di Cissé: in pochi giorni da nerazzurro ad avversario del Pisa

di Andrea Chiavacci

	Cissè con la maglia del Pisa 
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Cissè con la maglia del Pisa 

Ha salutato a fine calciomercato la truppa di D’Angelo e ora torna all’Arena da ex con grandi motivazioni

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PISA. Raramente un calciatore cambia maglia e si ritrova subito a giocare da avversario. Invece è il caso di Moustapha Cissé, che sabato 4 febbraio alle 14 torna da fresco ex all’Arena dopo che a inizio settimana l’Atalanta lo ha ripreso per girarlo in prestito al SudTirol. L’ultima volta che si è verificato un caso del genere da queste parti risale al 31 gennaio 2015 quando Giuseppe Giovinco, da subentrato, giocò all’Arena con la maglia del Savona, squadra a cui era appena approdato pochi giorni prima dopo aver iniziato la stagione in nerazzurro. Finì 2-0 per il Pisa.

A Pisa per Cissé, classe 2003, originario della Guinea, non c’è stato molto spazio nonostante le premesse della vigilia e una storia da raccontare. L’Atalanta, grazie al lavoro dei propri osservatori, lo aveva scoperto in Salento nel Rinascita Refugees. Una squadra di Seconda categoria messa insieme da Niang Baye Hassane, senegalese e mediatore linguistico che cura i progetti di accoglienza, nel centro di accoglienza di Copertino. Cissé si mette in evidenza e l’Atalanta lo tessera. Segna in Primavera e Gian Piero Gasperini lo porta in prima squadra. Il 20 marzo del 2002 l’esordio in A in casa del Bologna, subentrando a Muriel al 65’, e nemmeno venti minuti dopo Cissé segna il gol vittoria. Sembra l’inizio di una favola. In estate l’Atalanta sceglie di farlo crescere a Pisa. Con Rolando Maran va subito in campo in Coppa Italia contro il Brescia, entrando insieme a Olimpiu Morutan nel finale di una gara persa per 4-1, e trova spazio in tutte le sei gare di campionato. Una sola partendo da titolare proprio contro il SudTirol, nella gara persa 2-1 a Bolzano, dove viene sostituito a fine primo tempo dopo che aveva rimediato un’ammonizione. In totale 184 minuti in campionato fino alla partita con il Venezia, l’ultima di Maran, tanta corsa e buona volontà, ma pochi lampi.

Con D’Angelo gioca solo quattro minuti nel finale contro il Parma, nello 0-0 del 7 ottobre scorso, e resta chiuso in un attacco dove viene considerato l’ultima delle alternative. Non gioca più ed ecco che a gennaio spunta il SudTirol. Probabilmente a Pierpaolo Bisoli l’attaccante è piaciuto in quei 45 minuti al Druso.

L’Atalanta lo riprende dal Pisa e lo gira alla sorprendente neopromossa altoatesina che sabato 4 febbraio giocherà per la prima volta nella sua storia all’Arena da quarta in classifica. Cissé potrebbe partire dalla panchina, Stefano Mazzocchi è favorito per iniziare da titolare, ma potrebbe entrare nella ripresa. Così come l’altro nuovo acquisto Joaquin Larrivey, 38 anni, che era con Bisoli al Cosenza e può fare da chioccia al giovane della Guinea.

Nel SudTirol ci sono anche altri ex. I centrocampisti Marco Pompetti, meteora con una presenza in campionato nel 2019-2020, Nicholas Siega, tre stagioni positive con D’Angelo, e infine Filippo Berra, autore del gol della grande illusione nella finale playoff di andata a Monza dello scorso 26 maggio. Fino a pochi giorni fa c’era anche Michele Marconi, 102 presenze e 43 gol in partite ufficiali con il Pisa, che è partito proprio dopo l’arrivo di Cissé. Con l’Avellino, sua nuova squadra in serie C, Marconi ha subito segnato una doppietta nel 4-2 di Potenza.

Sulla sponda nerazzurra c’è un ex che va alla ricerca di un gol che manca da quattro partite. Ettore Gliozzi, miglior marcatore nerazzurro con sette reti, infatti non segna dalla doppietta al Brescia dello scorso 17 gennaio. Con il SudTirol Gliozzi ha realizzato 25 reti in 69 partite tra il 2015 e il 2017 in serie C.


 

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