Il Pisa spende e pensa al futuro: costi e strategie del mercato nerazzurro
In un mercato povero – per gli altri – ha investito prendendo elementi che possono essere utili nel presente ma facendo anche alcuni passi dentro il futuro. Sibilli: ecco come stanno le cose
PISA. «Qui si vendono soldi». Così recitava il cartello che “Memmo er cravattaro”, al secolo Domenico Balducci, aveva esposto nel suo negozio in Campo de’ Fiori a Roma. Ufficialmente commerciava elettrodomestici, in realtà era uno dei “cassieri” della mafia nella Capitale (Pippo Calò) e della Banda della Magliana, che lo fecero fuori nell’estate del 1981. Il Pisa, comunque, no. I soldi non li vende, li investe.
E lo ha fatto anche in questa sessione di mercato. Povero sì, ma solo per gli altri visto che il club del patron Alexander Knaster ci ha messo circa 9 milioni. Almeno 8,5 (su alcune cifre non ci sono certezze) tra i riscatti di Simone Canestrelli (1,8) ed Ernesto Torregrossa (circa lo stesso assegno) più gli acquisti definitivi di Stefano Moreo (intorno ai 2,2 milioni), Emanuele Zuelli (sugli 1,5, ma è un’ipotesi) ed Edgaras Dubickas (più o meno scambio alla pari con Robert Gucher). Investire non vuol dire vendere, ma neanche buttare via i soldi.
Ed è qui, infatti, che viene il bello. Già, perché i direttori Giovanni Corrado e Claudio Chiellini, in sostanza, si sono mossi su due fronti: emergenza e lungimiranza. Nel primo, che proprio emergenza non era, hanno coronato una rincorsa lunga anni portando finalmente in nerazzurro Stefano Moreo. Uno che là davanti può giocare ovunque. E, quindi, un’assicurazione soprattutto per le condizioni di Ernesto Torregrossa che dopo il grave infortunio patito ai tempi della Samp è spesso soggetto a noie muscolari. Insomma, serviva chi può sostituirlo o giocarci insieme (un po’ come Gliozzi) e Moreo ha le caratteristiche giuste. Ma ancora più emblematiche sono le operazioni Canestrelli e Zuelli. Perché raccontano la nuova dimensione della società nerazzurra. Capace, ora, di intervenire sul presente ma anche sul futuro.
Anticipare il riscatto del difensore classe 2000, infatti, è servito soprattutto a cancellare il diritto di contro-riscatto che l’Empoli aveva. E, considerata l’attenzione quasi maniacale del club azzurro per i giovani prodotti nel suo vivaio, non è cosa da poco. Invece Canestrelli ora è del Pisa, tutto del Pisa. E per accelerare il percorso di crescita ecco il prestito al Como dove potrebbe mettere insieme più minuti e più esperienza. Il centrocampista prelevato a titolo definitivo dalla Juventus, invece, è un classe 2001 con oltre presenze in B (Chievo) e C (Juventus Next Gen). Può giocare da play o da interno, ha talento e un margine di crescita enorme. Con Canestrelli e Zuelli, insomma, il Pisa ha già fatto due passi dentro il futuro. Intelligente anche lo scambio di prestiti con Mario Gargiulo in nerazzurro e Artur Ionita al Modena (l’ex Pontedera è più giovane: 26 anni contro 30). Due giocatori che non hanno convinto del tutto, ma riprovarci cambiando aria può essere, per entrambi, la scossa.
In questo panorama, però, c’è anche l’incompiuta. Ovvero la cessione di Giuseppe Sibilli (“attaccato” da Cellino per il no al Brescia, mentre al Frosinone il rifiuto è arrivato dal Pisa), che ha fatto la fine della Sora Camilla (tutti la vogliono nessuno la piglia). Ma alla fine è rimasto un giocatore forte, mica uno scappato di casa. Ha un contratto fino al giugno 2024 e dunque il tempo di parlarsi e parlarne c’è. Soprattutto a mercato chiuso. La società, almeno ufficialmente, non ha fatto sapere di avere preso provvedimenti per lui che è tornato ad allenarsi in gruppo. E chissà che alla fine non possa essere proprio Giuseppe Sibilli da Napoli il vero colpo del (buon) mercato del Pisa.
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