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Calcio: Serie B

Lacrime, paura e speranza: Pisa, 2023 motivi per sognare

di Andrea Chiavacci

	Il bilancio del 2022 e le speranze del 2023 del Pisa 
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Il bilancio del 2022 e le speranze del 2023 del Pisa 

La finale playoff persa in un’Arena stracolma e il fallimento di Maran. Poi il ritorno di D’Angelo e una squadra che ora viaggia a ritmo Serie A

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PISA. Dalle lacrime di una sera di maggio alla gioia di un pomeriggio di Santo Stefano. Il 2022 che il Pisa si lascia alle spalle si può sintetizzare nei sentimenti di queste due giornate: la delusione, per una Serie A sfumata in casa nel più crudele dei modi, e la speranza, quella di continuare sulla strada tracciata negli ultimi tre mesi. È stato un anno vissuto sulle montagne russe ma che ha riportato il Pisa ad assaporare emozioni incredibili.

I numeri
Nell’anno solare il Pisa ha conquistato 58 punti in 39 partite di campionato. Di questi punti, 56 li ha conquistati Luca D’Angelo e due, in sei partite, Rolando Maran. Nella classifica del 2022 il Pisa chiude al quarto posto alle spalle di Frosinone (69), Ascoli (64), e Reggina (59), che precede di una lunghezza i nerazzurri. La media totale a partita è di 1,48 ma è decisamente inflazionata dalla falsa partenza con Maran. D’Angelo tiene una media di 1,69 nelle sue 33 partite del 2022, ma nelle ultime tredici il tecnico si è superato. Ben 27 punti, media 2,08 a partita e un ritmo che fa ben sperare in vista del girone di ritorno. Con 52 gol fatti il Pisa è il terzo attacco dell'anno, al pari del Parma, e alle spalle di Frosinone e Ascoli (58 e 54). Il bomber nerazzurro del 2022 è Ernesto Torregrossa che ha realizzato 13 gol tra campionato e playoff, quello nella maledetta finale con il Monza, nonostante i tanti guai fisici. In campionato ha realizzato ben 12 reti in 1.555 minuti. Praticamente un gol ogni 129 minuti. Nei prossimi giorni sapremo qualcosa in più sui tempi di recupero dopo l’infortunio muscolare subito nella gara di Ferrara. Anche se il ritorno del numero 10 nerazzurro non sembra essere imminente. Nel girone di andata del nuovo campionato il bomber è Ettore Gliozzi, 7 gol, arrivato quasi in sordina dal Como e impostosi come leader del reparto offensivo.

Protagonisti fino alla fine

Un anno solare iniziato al primo posto, eredità del titolo di campione d’inverno ottenuto con una giornata d’anticipo, ma segnato dalla prima e unica sconfitta interna dello scorso campionato, il 3-1 con il Frosinone, e seguita da quattro pareggi di fila. Un mercato invernale che porta a Pisa Benali, Torregrossa e Puscas ( 8 gol in cinque mesi) e con Lucca ormai con le valigie in mano. Destinazione Sassuolo. Ci pensa il patron Alexander Knaster a non farlo partire proprio l’ultimo giorno di mercato. Il ritmo non è quello dell'andata ma il Pisa è sempre lì nonostante il processo sul caso plusvalenze (la procura ha chiesto la riapertura e se ne parlerà il prossimo 19 gennaio) dal quale il club nerazzurro è uscito con l’assoluzione piena. Il caso però ha tenuto banco soprattutto in una settimana chiave, la prima del mese di aprile, dove tra Benevento, Brescia e Perugia il Pisa ha racimolato appena due punti. Nella giornata conclusiva il Pisa passa 2-1 a Frosinone, ma la Cremonese vince a Como e vola in A con il Lecce che alla terzultima aveva sconfitto i nerazzurri nello scontro diretto del Via del Mare. Alla fine arriva il terzo posto a pari merito con il Monza che sarà l’avversario nella finale playoff dopo che i ragazzi di D’Angelo hanno fatto fuori il Benevento. Il 29 maggio il popolo dell’Arena Garibaldi vive più partite in una sola. I supplementari però sono fatali. Il Monza, dopo il 2-1 dell'andata con gol speranza di Berra, passa per 4-3 probabilmente grazie a una qualità maggiore dei cambi in panchina. Resta un torneo stupendo, le lacrime di calciatori e tifosi e una panoramica dello stadio da brividi che fa il giro del mondo grazie alle immagini televisive.

La discesa e la risalita

La sconfitta con il Monza, come ammesso più volte anche dall’amministratore Giovanni Corrado, ha sicuramente pesato anche per i mesi successivi. L’estate porta una rivoluzione negli assetti della squadra. Finisce, temporaneamente, l’era D’Angelo e in panchina arriva Rolando Maran. Samuele Birindelli, il “bimbo” di casa, passa proprio al Monza. Non senza polemiche. Parte, tra gli altri, anche Lorenzo Lucca, in prestito all'Ajax per un’operazione di respiro internazionale, ma arrivano giocatori di grande prospettiva. Tra gli altri il romeno Morutan – che il Pisa vuol riscattare dal Galatasaray visto che è in prestito con obbligo di riscatto –, il portoghese Esteves e i fratelli Matteo e Lisandru Tramoni.

Maran, che fatica!
Due punti in sei giornate e arriva l’esonero per l’ex tecnico di Genoa, Cagliari e Chievo. Dopo 95 giorni Luca D’Angelo torna a Pisa. La musica cambia. L'omone rilancia alcuni uomini chiave, Touré su tutti, e riesce a creare la miscela giusta tra vecchi e nuovi. Attacco super, il migliore del girone d’andata assieme a Bari e Reggina con 30 reti, e difesa di nuovo blindata. La squadra non subisce gol da 535 minuti. In tre mesi si passa dall’ultimo al quinto posto. Quattordici risultati utili di fila contando anche l’ultima partita di Maran.

L’anno nuovo
La sensazione è che questa rosa sia ancora più forte di quella dell’anno passato. C’è la volontà di tenere i pezzi da novanta nel mercato che inizia proprio oggi – terminerà il 31 gennaio – e di consolidare ancora di più il valore della squadra e la forza della società. In primavera dovrebbe esaurirsi l’iter in consiglio comunale per la variante urbanistica del centro sportivo a Gagno. Il passo successivo è la partenza dei lavori. Una struttura fondamentale per la crescita della squadra e di un settore giovanile che sta intraprendendo un percorso importante. Come dimostra il primo posto in classifica della Primavera. Una volta completato il centro sportivo gli sforzi saranno concentrati sul restyling dello stadio. Il patron Alexander Knaster ha investito oltre 37,5 milioni – attraverso l’Ak calcio Holdings united – dal 20 gennaio 2021, giorno dell’acquisto delle quote di maggioranza del club nerazzurro da parte del magnate anglo-americano. Knaster, notizia riportata dall’Equipe e da Bloomberg a fine anno, ha anche acquisito il 19% delle quote del Lione attraverso la Join venture Iconic sports Acquisition Corporation fondata e quotata in borsa, dal 2021, da lui e da Jamie Dinam.


 

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