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Pisa, sta nascendo un sogno: i numeri che accendono il popolo nerazzurro
La gestione da 2 punti a partita di D’Angelo ha spazzato via nubi e paure. Il Natale ai playoff è realtà e dal passato emergono precedenti incoraggianti
PISA. Alzi la mano chi tre mesi fa, quando Luca D'Angelo venne richiamato sulla panchina nerazzurra dopo l'interregno di Rolando Maran, avrebbe scommesso qualche euro su un Pisa in zona playoff entro Natale. Quello che sembrava un sogno, il Pisa era ultimo con appena due punti, adesso è una solida, solidissima realtà.
Il ritmo
Il Pisa attuale ha già raccolto più punti nel girone d'andata rispetto a quello del 2019/2020, 24, e quello del 2020/2021. Il tutto con una giornata d'anticipo. Solo il Pisa campione d'inverno dell'anno scorso, 38 punti al giro di boa, fece meglio di quello attuale. Ma la media punti da quando è tornato il tecnico pescarese è identica a quella della passata stagione. Con 24 punti in 12 gare il condottiero viaggia alla media di 2 punti a partita proprio come 12 mesi fa. Purtroppo la media totale del Pisa odierno è di 1,44. Ma quello che si chiedono i tifosi pisani è dove può arrivare questo Pisa. Tenendo il passo (di 2 punti a partita) si può chiudere a 66 punti, uno in meno della passata stagione chiusa al terzo posto a 2 lunghezze dalla promozione diretta. Se consideriamo che la Reggina, attualmente seconda con 33 punti (+7 sui nerazzurri) viaggia a 1,83 punti a gara, non è utopia pensare di lottare per la promozione diretta. A patto, appunto, di continuare con questo passo.
Numeri da capogiro
Tra gli altri dati confortanti c'è la quadratura della fase difensiva, da quattro partite Livieri non subisce gol, e la perfetta media inglese. Da Palermo in poi la squadra alterna sistematicamente il pari in trasferta alla vittoria in casa. Con 5 vittorie di fila, successive allo 0-0 con il Parma, D'Angelo si conferma micidiale nelle gare casalinghe. Nel finale di stagione 2019/2020 il Pisa è riuscito a mettere insieme 6 vittorie di fila sfiorando i playoff. Non capitava dal 1986/87 con Gigi Simoni allenatore. E fu Serie A. Nel 2020/2021 la squadra ha perso solo 2 volte in casa (con Cittadella e Lecce) mentre nella passata stagione solo il Frosinone ha vinto all'Arena nella stagione regolare. Maran invece ha perso le uniche due partite in casa, per 1-0 contro Genoa e Reggina, dell'attuale stagione.
Chi imitare
Ci sono due modelli in particolare da seguire se si vuol raggiungere la serie A. Il primo è quello del Messina 2003/2004. I giallorossi avevano conquistato appena 3 punti dopo 6 giornate e il club aveva deciso di esonerare Vincenzo Patania per puntare su Bortolo Mutti. Stessa giornata in cui il Pisa esonera Maran. La prima vittoria Mutti la conquistò all'ottava giornata in casa dell'Avellino. Il Pisa ha ottenuto il primo successo alla settima in casa del Perugia per 3-1 nel giorno del ritorno di D'Angelo. Il Messina chiuse l'andata al quarto posto con 37 punti, la B era a 24 squadre e non a 20 come oggi, e alla fine fu promosso direttamente in A ottenendo il 3° posto assieme al Livorno con 79 punti. Nel 2019/2020 lo Spezia di Vincenzo Italiano aveva conquistato appena 4 punti alla sesta giornata. Dopo la sconfitta per 3-2 alla dodicesima proprio a Pisa il club ligure decise di proseguire con Italiano che infilò una serie utile di 13 risultati di fila, come il Pisa attuale( qui gli scongiuri sono d'obbligo), prima di perdere in casa della capolista Benevento. Poco male perché lo Spezia, sconfitto anche al ritorno dal Pisa, andrà in A attraverso i playoff affrontati sull'onda del 3° posto ottenuto in rimonta con 61 punti. In quello Spezia giocava Giuseppe Mastinu. Che quindi sa come si fa.
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