Il Pisa sogna un altro sorpasso: D’Angelo pensa a una “sorpresina” per il Brescia
All’Arena arrivano le Rondinelle e la sfida vale almeno una notte sulla quinta piazza. L’avviso del tecnico: «Non dobbiamo fare l’errore di pensare che sia facile»
PISA. Il campionato del Pisa da quando è tornato Luca D'Angelo in panchina sembra un gran premio di Formula uno in cui il pilota partito dall'ultima fila può effettuare un sorpasso a ogni giro. Pardon, ad ogni giornata. E sabato 17 dicembre all'Arena, per la 18ª di andata, il Pisa entra negli specchietti retrovisori del Brescia (fischio d'inizio ore 18). In caso di vittoria i nerazzurri possono scavalcare le rondinelle che al momento sono al 7° posto con un punto di vantaggio, 24 a 23, e portarsi almeno per una notte nella top five, cioé al 5° posto assieme a Parma e Ternana.
Brescia pericoloso
D'Angelo, però, sa bene che alla minima distrazione si rischia sempre un testa coda imprevisto. A maggior ragione quando devi affrontare una squadra in crisi di risultati, una vittoria nelle ultime 11 gare, e con l'allenatore Pep Clotet a forte rischio ma che dispone di un potenziale di primo livello. «Il Brescia è una squadra forte che è partita molto bene anche se adesso ha qualche difficoltà – esordisce D'Angelo alla vigilia di quello che è a tutti gli effetti uno scontro playoff – resta una squadra molto insidiosa. Sia per la forza dei singoli che per il collettivo». Il tecnico nerazzurro, accostato un anno e mezzo fa proprio al Brescia, non teme che le rondinelle faranno calcoli particolari. «Credo che se la giocheranno a viso aperto, senza fare le barricate. Abbiamo visto la partita con il Parma e nonostante la sconfitta sono stati pericolosi. Il Brescia ha pareggiato molto nell'ultimo periodo ma anche su campi difficili come quello di Genova. Non faremo certo l'errore di pensare che sarà tutto facile».
Campo pesante
Il maltempo degli ultimi giorni porta al Pisa un’insidia ulteriore per la sfida dell’Arena. D'Angelo afferma che non si farà condizionare dal possibile campo pesante al momento di scegliere la formazione. «È stata una settimana particolare a causa dei campi pesanti. Non è semplicissimo allenarsi ma siamo consapevoli di poter giocare una partita di alto livello visto che siamo praticamente al completo. Le scelte non saranno condizionate dal terreno pesante anche perché l'Arena ha un ottimo drenaggio».
Gioia Canestrelli
Tra i vari motivi che inducono all'ottimismo una squadra reduce da 12 risultati utili di fila c'è anche quello di consegnare, seppur in uno stage, un giocatore alla nazionale maggiore 32 anni dopo Lamberto Piovanelli. Infatti Simone Canestrelli martedì 20 e mercoledì 21 sarà a Coverciano a lavorare con il commissario tecnico Roberto Mancini. D'Angelo applaude: «La convocazione di Canestrelli è un giusto premio perché si tratta di un ottimo giocatore e di un grande professionista. Non sta trovando molto spazio perché ci sono giocatori forti quanto lui ma ha la totale stima mia e della società».
Possibile sorpresa
D'Angelo torna a parlare di Lisandru Tramoni, che si è messo in evidenza nelle partitelle a San Piero a Grado. Sarà lui la possibile sorpresa con con il Brescia? «Sì, perché ha tutto per giocare titolare. La formazione la decido al momento della rifinitura. Chi sta meglio e chi è più adatto al tipo di partita partirà titolare».
Tra casa e trasferta
In casa la squadra sta segnando a raffica, 12 gol e 4 vittorie nelle ultime 4 gare, ma in trasferta fa più fatica. D'Angelo non si nasconde: «Qualcosa dobbiamo aggiustare dal punto di vista offensivo nelle partite esterne. Fuori casa siamo più preoccupati di far bene a livello tattico. In casa, forse anche per la spinta del pubblico, mettiamo in luce maggiormente la genialità dei singoli».
Il Pisa del collettivo
Non sente che questo è il Pisa di Luca D'Angelo? «Mi fa piacere ma non è vero. I protagonisti assoluti sono gli atleti. Lo pensavo anche da giocatore quando osannavano i miei allenatori, non perché ce l'avessi con loro». Per rafforzare il concetto D'Angelo usa una metafora legata all'ippica e in particolare al trotto. «Se invece di Varenne in campo ci fosse stato un asino fai maggior fatica a vincere. La forza di un allenatore è determinata dalla vita che ti fa fare la società. E questo viene sempre sottolineato troppo poco. Quando sono tornato a Pisa eravamo ultimi ma non ho visto un gruppo spaesato o impaurito. Significa che la società ha saputo tranquillizzare i giocatori in un momento duro». Infine una domanda secca su chi vince il Mondiale. «Tifo Argentina perché la Francia non mi sta troppo simpatica».
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