Ecco i piccoli giganti del Pisa: Olimpiu e Mattéo volano come farfalle e pungono come api
Morutan e Tramoni alla Muhammad Ali: D’Angelo ha trovato la formula per “accenderli” ma può battere anche altre strade
PISA. Sembra quasi la storia di “Haikyu, l’asso del volley”, manga scritto e designato da Haruichi Furudate e poi diventato un cartoon trasmesso anche in Italia. Già, quasi. Perché qui si parla di calcio, calcio giocato, e perché i piccoli giganti sono ben due. Nel fumetto dopo aver assistito a una partita di pallavolo, il giovane Shoyo Hinata si pone come personale obbiettivo di diventare “Il piccolo gigante”, soprannome dato ad un basso ma tenace giocatore della squadra del liceo Karasuno. Nella versione a tinte nerazzurre e decisamente più reale, i protagonisti sono Olimpiu Morutan e Matteo Tramoni.
Banda bassotti
Già, perché piccoli lo sono di statura ma quando la palla inizia a rotolare sul campo sanno trasformarsi in giganti. Lo hanno fatto sabato scorso, affossando la Ternana a suon di scatti, dribbling, giocate, assist e gol. Sono la banda bassotti di Luca D’Angelo e i loro colpi stanno andando sempre più spesso a segno. Quando riescono a farlo insieme, poi, per gli avversari sono davvero dolori. Come hanno sperimentato gli umbri, spediti al tappeto in 45 minuti giocati a mille all’ora. Eppure sono pesi leggeri, forse piuma. Il romeno di Cluj-Napoca, Morutan, di chili ne porta sul campo 71 e di centimetri 172; il corso di Ajaccio arriva a 175 centimetri ma si ferma a 70 chilogrammi, Però sanno volare come farfalle e pungere come api, seguendo la linea dettata da Muhammad Ali prima del leggendario incontro (sul ring) con Sonny Liston del 1964. D’altra parte, entrambi, sono praticamente due concentrati di tecnica e rapidità.
Ben utilizzati
Armi improprie nel calcio di oggi, in cui saltare l’uomo significa creare la superiorità numerica quando si attacca e, dunque, la possibilità di affondare il colpo. Per riuscirci, però, bisogna anche e soprattutto saperli utilizzare. E in questo senso Luca D’Angelo si sta dimostrando un maestro. Intanto per come li ha gestiti, cioè inserendoli passo dopo passo senza rischiare di “bruciarli” accelerando i tempi, poi per il meccanismo che ha creato intorno ai suoi piccoli giganti. A metterci chili a centimetri, infatti, ci pensa la prima punta, il riferimento avanzato dal 4-3-2-1. Ovvero Ernesto Torregrossa ed Ettore Gliozzi, che diventano quasi registi offensivi. Come ha fatto in maniera quasi eccelsa sabato scorso l’ex di Brescia e Sampdoria. Non solo. Alle spalle dei due ci sono i muscoli e i centimetri di Idrissa Touré, ma anche la gamba e la combattività di Adam Nagy, Marius Marin, Giuseppe Mastinu, Alessandro De Vitis. Il meccanismo, insomma, funziona.
Altre strade
Di sicuro ha funzionato benissimo con la Ternana e potrebbe risultare determinante, visto che negli spazi sono devastanti, anche contro il Bari. Ma, ovviamente, il Pisa ha anche altri armi per colpire. Se l’allenatore sceglierà altre strade, infatti, è in grado di offendere con l’attacco pesante (o almeno più pesante) con i due centravanti insieme (basterebbe passare al 4-3-1-2) , insistere sullo stesso copione sfruttando anche l’altro piccoletto terribile della compagnia, “Tano la trottola” Masucci, o anche la via di mezzo con Giuseppe Sibilli. Il Pisa vola coi suoi piccoli giganti, insomma, ma può farlo in più modi.
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