Piova e Baldieri: «Ottime le chiamate nelle nazionali»
Entrambi arrivarono in azzurro con Romeo, ma senza giocare. Da tutti e due un giudizio positivo su D’Angelo e sulle prospettive
PISA. Sette nazionali convocati in un colpo solo è davvero una bella impresa per un club di serie B. Il Pisa poi neppure ai tempi di Romeo Anconetani mandava così tanti giocatori in giro per l’Europa e per il mondo. Manca però la ciliegina di mandare un calciatore nella nazionale italiana dei grandi. C’era andato vicino un anno fa Lorenzo Lucca, attualmente in prestito all’Ajax e tornato nel giro dell’Under 21.
Gli ultimi azzurri
Lamberto Piovanelli e Paolo Baldieri sono gli ultimi due giocatori del Pisa convocati in azzurro. Senza però scendere in campo. Piovanelli il 22 dicembre 1990 è rimasto in panchina a Cipro, nella gara vinta 4-0 dall’Italia di Azeglio Vicini, una settimana prima dell’infortunio con la Lazio dopo un fallo di Domini. Baldieri invece il 16 novembre 1985 non scese in campo a Chorzow nell’amichevole persa dalla nazionale campione del mondo in carica di Enzo Bearzot per 1-0 con la Polonia. Dopo la partita però Baldieri prese il primo aereo per venire a Pisa e giocare il secondo tempo della finale di Mitropa Cup vinta 2-0 con il Debrecen nel frigorifero dell’Arena. Altri tempi, altro calcio dove i voli internazionali non erano visti come un impiccio e la voglia di giocare era tanta. I due grandi ex attaccanti ci parlano del Pisa di oggi e dell’importanza del ritorno di D’Angelo. E anche del prestigio di avere tanti nazionali, segno del valore di una rosa che non può essere da zona bassa della classifica.
Paolo Baldieri
«Il ritorno di D’Angelo è stato fondamentale – spiega Baldieri. – La musica è cambiata fin da subito. Nelle prime partite la squadra era un po’scoraggiata ed ero molto preoccupato. Con D’Angelo il Pisa è tornata a far punti e ad essere molto tosta. Attacca e difende con tanti giocatori. D’Angelo fa un calcio moderno ed è bravo nell’aggredire gli avversari».
Le carte in regola per far bene ci sono, ma visto che la situazione era davvero complicata secondo Baldieri bisogna fare un passo alla volta anche perché è vero che D’Angelo si è già messo sotto sei squadre ma il vantaggio sulla zona playout è di un solo punto. «Prima di tutto bisogna garantirsi la tranquillità e poi vedremo. Se ci sono tanti nazionali significa che hai un bagaglio tecnico superiore ma in certe situazioni bisogna prima di tutto trovare equilibrio e tranquillità, restando comunque ambiziosi. Serve un po’ di pazienza, lasciamo in pace la squadra senza fare tante pressioni. Tanti giocatori giovani hanno un margine di crescita importante. Se c’è serenità il Pisa può dar fastidio a tutti e diventare una mina vagante».
Baldieri indica il giocatore che può prendere per mano la squadra. «Mi aspetto tanto da Torregrossa che viene da un infortunio ma quando tornerà dalla nazionale può fare la differenza perché sente la porta e può fare anche il rifinitore».
Sulla sorpresa e le certezze nessun dubbio. «Non mi aspettavo questo impatto così importante da parte di Gliozzi in zona gol. Il centrocampo secondo me è una garanzia. La vecchia guardia non tradisce, a cominciare da Touré che con D’Angelo è tornato ai livelli dell’anno scorso».
Lamberto Piovanelli
Anche per Piovanelli i meriti di D’Angelo sono evidenti ma la squadra può lottare per obiettivi più importanti. «Giusto pensare per prima cosa a mettersi al riparo da cattive sorprese perché la B è un campionato difficile e abbiamo passato momenti bui e tristi. Dobbiamo essere però consapevoli del valore della rosa e della società che ha reagito bene a una brutta partenza. Giusto richiamare D’Angelo. Mancano sempre tante giornate alla fine e la squadra non deve porsi dei limiti».
L’importante per Piova-gol è ritrovare una certa quadratura nella fase difensiva: «La forza di una squadra prima di tutto viene dalla difesa, che purtroppo è il reparto che ha subito maggiori cambiamenti a cominciare dalla partenza di Birindelli. A causa dell’infortunio manca terribilmente l’esperienza e il carisma di un giocatore come Caracciolo. Il capitano però può diventare il miglior acquisto in prospettiva del mercato di gennaio».
Piovanelli esalta proprio l’importanza di Caracciolo non solo nella bravura ma anche nei movimenti difensivi. « Se torna subito ad alti livelli è in grado di guidare al meglio i compagni. Come ha fatto lo scorso anno con Leverbe. Un po’ come faceva, fatte le dovute proporzioni, Baresi con Costacurta che poi è diventato fortissimo anche lui. Stavolta potrebbe essere Barba a beneficiarne maggiormente».
Per Piovanelli le tante convocazioni devono essere prese come un punto d’orgoglio. «Tutti i grandi club hanno tanti giocatori in nazionale. Il Pisa comunque non ha giocatori che partecipano al Mondiale quindi all’inizio della prossima settimana sono tutti a San Piero. Sbagliato parlare di stanchezza o fatica per i voli internazionali. La fatica vera la fa chi si sveglia alle cinque del mattino per andare in fabbrica».
Anzi per Piovanelli la Nazionale può essere un toccasana: «Sono convinto ad esempio che Torregrossa tornerà con il morale alto dopo il gol segnato nell’amichevole con il Venezuela e possa segnare gol a raffica anche in nerazzurro».
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