Il presidio
Il “gioco delle coppie”: così D'Angelo ha fatto rinascere il Pisa
Il tecnico abruzzese sta combinando le carte a disposizione cercando la formula giusta per affrontare ogni squadra. E i risultati si vedono
PISA. Dal “gioco delle coppie” al coinvolgimento di tutta la rosa, combinando le carte a disposizione alla ricerca della formula giusta per affrontare ogni squadra. Ecco come Luca D’Angelo è riuscito a riattaccare immediatamente i cocci di un Pisa inchiodato sul fondo della classifica, riprendendo l’andatura della scorsa stagione. Al netto dell’indiscutibile vantaggio di conoscere già una buona porzione della rosa, il tecnico abruzzese fin dalla gara del suo secondo esordio non si è mai affidato esclusivamente ai suoi fedelissimi, coinvolgendo da subito anche i calciatori ingaggiati in sua assenza. Per ridurre i tempi di assimilazione del gioco, di fatto ha diviso l’organico in coppie L’allenatore pescarese precisa spesso che tutti i giocatori si allenano con tutti nel lavoro tattico, ma è comprensibile che alcuni binomi si siano rodati prima di altri, garantendo maggiore affidabilità nella ristrettezza del tempo a disposizione.
Difesa
Per tre gare consecutive (anzi quattro, considerando Venezia – Pisa sotto la gestione Maran) è stata data fiducia a Canestrelli e Barba, al centro di una retroguardia rimasta inviolata con il Parma, ma perforata tre volte dal Palermo. Poi il testimone è passato per due partite al duo Rus-Hermannsson, protagonista nello 0-0 a Benevento, ma più incerto al cospetto del Modena. Il rientro di Barba ha rimescolato le carte: l’ex Benevento è stato schierato accanto ad Hermannsson contro il Cosenza e a fianco di Rus a Cagliari. In entrambi i casi la retroguardia ha concesso qualcosa. Il gol incassato in Sardegna, con Lapadula libero di incornare fra tre difensori nerazzurri, è sintomatico dell’attuale mancanza di leadership nel reparto arretrato, al di là del valore dei singoli. Un pronto e completo recupero di Antonio Caracciolo basterebbe per risolvere il problema. Sulle fasce la coppia fissa è Calabresi-Beruatto, ma Esteves è già intrufolato come terzo incomodo, dal primo minuto contro il Cosenza.
Attacco
Anche Gliozzi e Sibilli hanno legato i propri destini a doppio filo, giocando da titolari per una sequenza di partite (l’ultima di Maran e le prime 5 del “secondo D’Angelo”). I gol del numero 9 e le prestazioni del numero 17 (meno appariscente ma più a servizio del collettivo) hanno avvalorato questa scelta. In Pisa – Cosenza l’attacco è stato consegnato al tandem Torregrossa-Masucci, già schierato con successo a gara in corso (soprattutto nel confronto interno con il Modena). A Cagliari per la prima volta Torregrossa è stato supportato da Tramoni e Morutan, che fino a quel momento si erano alterati fra loro e con Ionita per la maglia di trequartista. Morutan ha già calato il proprio talento nei compiti richiesti dall’allenatore, Tramoni deve ancora completare il medesimo percorso.
Linea mediana
A centrocampo il lavoro di D’Angelo è stato senz’altro più facile, trattandosi di un reparto confermato quasi in blocco. Più che ad una coppia, il mister abruzzese si è affidato spesso ad un terzetto, Tourè-Nagy-Marin, trasferito pari pari, con i pregi e i difetti, dalla scorsa stagione. Mastinu e Ionita hanno fornito valide alternative.
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