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Riflessioni in nerazzurro

Il Pisa è fuori dalla “selva oscura”, ma il cammino non è finito

di David Biuzzi
Il Pisa è fuori dalla “selva oscura”, ma il cammino non è finito

Il viaggio. Da Dante a Calvino per continuare a crescere: la metafora letteraria che fotografa la stagione dei nerazzurri

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A un terzo del cammin di nostra vita... Ok, non era esattamente così, l’immortale verso iniziale della Divina Commedia, e certo il pallone era quanto di più lontano si possa immaginare dai pensieri di Dante Alighieri quando ha creato il suo capolavoro. Però anche il viaggio nella Serie B 2022/2023 e la nuova sosta del campionato, che arriva appena superato un terzo del percorso, è il momento giusto per pensare a quello che è stato e a quello che sarà.

Il Pisa, tanto per restare dentro la metafora, è uscito dalla “selva oscura” in cui si era smarrito con un avvio tanto complicato quanto pericoloso. È stata cosa dura, proprio come direbbe il padre della lingua italiana. Ma la sensazione è che ora la “selva selvaggia che nel pensier rinnova la paura” sia alle spalle. I (freddi) numeri della classifica, in realtà, dicono che ancora non è così. O almeno non del tutto. Il margine dalla zona a rischio è ancora risicato, ma il passo che i nerazzurri stanno mantenendo dopo il ribaltone in panchina è decisamente confortante. Forse non abbastanza (per ora) per arrivare alle gioie celesti, ma visto il punto di partenza l’avvenuto (e certificato) passaggio alle pene purgatoriali è già un traguardo considerevole. Decisivo, in questo senso, aver ritrovato la solida e sicura guida di Luca D’Angelo, una sorta di Virgilio che indica “la retta via” ai nerazzurri, anche se ovviamente scaricare tutte le responsabilità sulle (seppur larghe) spalle di Rolando Maran sarebbe ingiusto e pure sbagliato.

Resta il dato di fatto che il ritorno del condottiero di Pescara ha permesso di passare dal “volgare” (appena 2 punti racimolati nelle prime 6 giornate di campionato) al “Dolce stil novo” (13 nelle successive 7). Non ha risolto tutti i problemi di un gruppo che continua a concedere e incassare qualcosa di troppo (19 le reti incassate, solo Perugia, Venezia, Cosenza e Como hanno fatto peggio) ma che è tornato a produrre e segnare (21 gol come il Bari, solo la Reggina ha fatto meglio e ben poche sono le squadre con un saldo attivo tra realizzati e subiti). Al di là dei dati (che comunque raccontano molto), è come se finora i campionati del Pisa fossero stati due. L’inferno e il purgatorio, insomma. Con la fondata speranza, ora, di compiere anche l’ultimo passo avanti e ritrovarsi, presto, di nuovo a lottare per le zone di vertice.

Non è lontanissimo, un posto al sole. E il tempo per arrivarci non manca. Per riuscirci, però, è necessario anche fare un balzo epocale nella storia della letteratura italiana e passare da Dante Alighieri a Italo Calvino: il camminare, diceva, presuppone che a ogni passo il mondo cambi in qualche suo aspetto e anche che qualcosa cambi in noi. I primi sono stati mossi nella giusta direzione, ora non resta che proseguire.

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