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Calcio: Serie B

“Tano la trottola” esalta Pisa: ecco perché a 38 anni Masucci è devastante

di Andrea Chiavacci

	Masucci segna contro il Cosenza (Foto di Fabio Muzzi)
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Masucci segna contro il Cosenza (Foto di Fabio Muzzi)

Va a mille all’ora, da “piccoletto” combatte pure coi giganti, segna e fa segnare. L’agente Caravello: «È testardo e professionale. Rinnovo? Appuntamento a primavera»

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PISA. Passa il tempo, cambiano gli allenatori, cambia anche il calcio ma lui è sempre lì. A fare il suo mestiere. Quello dell'attaccante con licenza di segnare e rompere le scatole agli avversari. Un po' come “Gigi la trottola”, protagonista di un cartoon anni Ottanta che saltava tutti e andava a canestro, Gaetano (“Tano”) Masucci a dispetto dell'età, 38 anni appena compiuti, e di un fisico atipico per un centravanti continua a mettere in crisi le difese della Serie B.
Ci sono anche attaccanti meno alti di 173 centimetri, la statura di Masucci, ma in generale davvero in pochi staccano di testa come lui e hanno il suo impatto anche a livello fisico sulla partita. Come con il Cosenza, sabato 5 novembre. Nel suo calcio, quindi, non ci sono solo assist, corsa, serpentine e fantasia ma anche il gioco aereo e quello di sponda. E scusate se è poco. Impressionante il gol segnato 15 mesi fa a in Coppa Italia proprio in casa del Cagliari, prossimo avversario del Pisa, quando di testa sovrastò la difesa sarda e anticipò addirittura un colosso come Idrissa Touré. Quella della Unipol domus fu la prima rete dopo l'infortunio che lo aveva tenuto lontano dal campo per tanti mesi mettendolo di fronte alla scelta se andare avanti o smettere. Tano non ha mollato ed eccolo qui a esaltare e trascinare ancora il Pisa. Segna con Maran, contro Brescia in Coppa Italia e a Cittadella alla prima di campionato, segna con D'Angelo. E stavolta sono gol decisivi per le vittorie su Modena e Cosenza.
Ma qual è il segreto? Prova a spiegarcelo il suo procuratore e amico, Danilo Caravello. «È semplice – spiega l’agente di Tano – è un professionista esemplare, ha grandissimo carattere e determinazione. Per questo riesce sempre ad ottenere quello che si mette in testa. Anche uno stile di vita corretto gli permette ancora di essere determinante».
Caravello parla anche del momento difficile dopo l'infortunio del gennaio 2021: «Se ha deciso di continuare è perché probabilmente nella sua testa è scattata la molla di non lasciare le cose a metà. Vuole uscire da protagonista. Durante il corso dell'anno deciderà cosa fare ma al momento è molto concentrato sul presente perché sta bene e ha ancora tanto da dare. Eventuale rinnovo? Ne parleremo più avanti , in primavera, ma con il Pisa non ci sono mai stati problemi. Valuteremo se andare avanti in campo o eventualmente in un altro ruolo ma senza fretta».
Con D'Angelo un grande feeling? «Gaetano si è trovato bene con tutti gli allenatori. Tutti gli hanno dato spazio, compreso Maran. E lui ha sempre fatto bene con tutti. Ovvio che D'Angelo lo conosce da anni ed è un tecnico che qui ha fatto cose eccellenti. Un pregio e difetto di Masucci? È testardo e questo può essere sia un pregio che un difetto. Forse è fin troppo umile e taciturno, questo gli ha fatto raccogliere meno di quanto meritava. È un anti-personaggio ma nonostante questo si fa volere bene da tutti. Chi lo conosce può solo apprezzarlo perché è una persona seria e un uomo vero».
Figura rara, quella di Masucci, nel mondo del calcio. Per molti a Pisa è ormai un simbolo della città. Nei bar del centro in questi giorni si sente spesso dire "Bravo Morutan, però quel Masucci lì andrebbe clonato". Quanto meno teniamocelo stretto fin quando non deciderà di appendere le scarpe al chiodo. 

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