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Calcio: Serie B

Il Pisa come dentro una favola

di David Biuzzi
Pauroso scontro tra Bonfanti e il portiere Nicolas: sarà l’attaccante ad avere la peggio (foto Muzzi)
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Pauroso scontro tra Bonfanti e il portiere Nicolas: sarà l’attaccante ad avere la peggio (foto Muzzi)

La maledizione delle partite interne spazzata via dal principe nerazzurro Torregrossa. Dall’ultimo posto all’uscita dalla zona playout interrompendo un digiuno di 155 giorni

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PISA. Centociquantacinque. Sì, 155, perché coi numeri rende meglio l’idea del tempo trascorso. Quello, cioè, consumato senza gioie all’Arena, senza vittorie interne. Era il 21 maggio, il Pisa superava il Benevento (1-0 firmato Benali) nella semifinale di ritorno dei playoff (in campionato, invece, bisogna tornerà ancora più indietro, al 3-1 sul Como del 18 aprile). C’è un’estate di mezzo, è vero, ma calcisticamente parlando è un’eternità. Ma ora, finalmente, è il passato. Il Pisa, infatti, ce la fa. Spezza la maledizione come succede solo nelle favole e vince davanti al suo popolo.

Lo fa rifilando 4 sberle al Modena. Ma essendoci di mezzo una maledizione, ovviamente, deve battersi e sbattersi per rompere il digiuno. Ci riesce non con pieno e assoluto merito, sia chiaro. Solo che di mezzo succede di tutto. Ovviamente, come nelle favole, a mettere le cose a posto ci pensa un principe azzurro. Pardon, in questo caso un principe nerazzurro. Si chiama Ernesto Torregrossa e come spesso gli capita lascia la sua impronta sul match abbattendo il Modena a suon di gol, assist e giocate nei 39 minuti (mica un’eternità) che gioca.

Al pronti via, infatti, il “bimbo che fa gol” non c’è. D’Angelo se lo tiene vicino, in panchina, mentre sgancia una nuova coppia di difensori centrali (Rus ed Hermannsson) e rimpiazza un mediano (Marin) con un fantasista (Matteo Tramoni). È ancora un 4-3-1-2, quello nerazzurro, coi tre là davanti che, come al solito, si spartiscono spazi, posizioni e compiti. Gli emiliani, invece, confermano il 4-3-2-1 delle ultime 3 vittorie consecutive con Bonfanti al posto dello squalificato Diaw. Ma soprattutto c’è in agguato la maledizione, che materializza in una manciata di secondi. Quelli che passano tra il minuto 18 e il 19. Cioè tra il lob di Gliozzi che si stampa sul palo e il rimpallo che libera Bonfanti davanti a Nicolas per il più facile dei gol. Ovvero dal possibile 1-0 al reale 0-1 in un amen.

Potrebbe essere un colpo mortale. Il Pisa, però, inizia proprio qui a costruire l’impresa perché non barcolla Soffre il buon giro-palla degli ospiti, è vero, ma spingere con tante uomini e tante soluzioni. Infatti, allo scadere, è un cross di Beruatto finire sul braccio di Coppolaro. L’arbitro Gariglio dice rigore: sul dischetto va Gliozzi, Gagno replica con una prodezza ma quando parte il tiro non ha più contatto con la linea di porta. È da ripetere e il bis vale il primo squillo interno di Gliozzi e il momentaneo 1-1.

Si riparte così, pari. Con l’ex Marsura per Bonfanti e con i ritmi che crollano. Il Pisa, però, il successo lo vuole. Ad ogni costo. Così D’Angelo prima (16’) sgancia Mastinu (per Ionita) e l’attesissimo Torregrossa (per Matteo Tramoni), poi completa la rivoluzione dell’attacco (27’) con Masucci (per Gliozzi) e Morutan (per Sibilli). Scacco matto. I nerazzurri, infatti, ritrovano slancio e intensità in avanti. E anche un giocatore fuori categoria, Torregrossa, che al 29’ inizia il suo show girando in rete un cross dalla bandierina di Morutan alzato dalla spalla di Coppolaro e che al 37’ esagera danzando in mezzo a tre avversari e spedendo Masucci a firmare il tris. Finita? Macché Dopo pochi istanti Mannino la riapre e nel finale succede di tutto. Prima c’è un rigore (Silvestri su Torregrossa) assegnato dall’arbitro ma (giustamente) tolto dal Var (c’è Pezzuto) al 43’, poi uno non concesso ancora a Torregrossa (fallo di Gagno in uscita) al 49’ che ancora il Var inverte. Il penalty è vero, stavolta, e il principe nerazzurro lo trasforma al 54’. Al 55’, finalmente, finisce. E finisce con la maledizione spazzata via e il Pisa che si era svegliato ultimo della classe e si sveglia fuori dalla zona playout. Già, proprio come in una favola.


 

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