Il presidio
Pisa, vincere a Venezia per non affondare ancora
I veneti hanno altrettanta fame di riscatto dopo un avvio negativo. Dubbi di Maran sul modulo in una gara che vale come una finale
PISA. Correre e onorare la maglia come vogliono i tifosi nerazzurri per una partita importante quasi quanto una finale. Gli oltre 600 che saranno presenti oggi pomeriggio allo stadio Penzo si aspettano dalla squadra una reazione convincente dopo un inizio da incubo e l’ultimo posto in classifica. Venezia-Pisa forse non sarà ancora una sfida salvezza, come ha detto Rolando Maran prima di partire per il Veneto, ma la classifica al momento dice tutt’altro. Parliamo di uno scontro cruciale per due formazioni partite con ben altre ambizioni e che devono fare i conti con una rivoluzione estiva. È un primo punto di svolta proprio alla vigilia della sosta per gli impegni delle Nazionali.
Tra l’altro, addirittura sei nerazzurri sono stati convocati proprio per gli impegni di Nations League: l’ungherese Nagy, il moldavo Ionita, l’islandese Hermannsson e i romeni Marin, Morutan e Rus.
Intanto a Pisa è tornato ad allenarsi Robert Gucher, l’austriaco ha pubblicato una storia sui social, ma resta comunque fuori dalla lista della prima squadra. Non è tra i convocati per Venezia, così come Cohen che sta per tornare al Maccabi Tel Aviv. Manca solo l’ufficialità.
La gara di oggi però è troppo più importante dei riconoscimenti ai singoli e delle scelte fatte già da tempo su alcuni giocatori. Maran deve vincere per salvare la panchina, ma anche Ivan Javorcic non può sbagliare. Se la passa leggermente meglio il Venezia, 4 punti a 1, ma solo per la classifica. I lagunari hanno perso per 2-0 le ultime due partite, subiscono leggermente meno del Pisa, 8 gol presi contro 10, ma hanno ancora più problemi sotto porta rispetto ai nerazzurri (4 gol fatti a 6) e in casa non vincono dalla passata stagione quando piegarono 4-3 il Bologna l’8 maggio. Il Pisa in trasferta non vince, e non ottiene punti, dal 6 maggio quando si impose 2-1 a Frosinone. Ma stiamo parlando di due squadre molto diverse da quelle attuali.
Entrambe però devono uscire dal tunnel di una crisi che non è solo nei numeri ma anche nel gioco. Venezia e Pisa devono calarsi nello spirito battagliero di chi lotta con il coltello tra i denti per conquistare la salvezza. Spirito che finora si è visto poco. Altrimenti saranno guai anche se il tasso tecnico complessivo non è ultimi posti. In questi casi di solito vince chi ha più fame, non chi si guarda allo specchio.
Il Pisa cerca l’aggancio agli arancioneroverdi ritrovando al centro dell’attacco Gliozzi dopo la febbre che lo aveva bloccato contro la Reggina. Morutan e Matteo Tramoni sono i favoriti per giocare in appoggio all’ex Como. Torna tra i convocati Esteves e recuperano anche Masucci e De Vitis. Al massimo però saranno pronti per la panchina. Maran ne ha portati 25 quindi due giocatori finiranno in tribuna.
Dopo l’allenamento di ieri mattina all’Arena e la partenza per il Veneto il tecnico trentino si porta comunque dietro qualche dubbio. Modulo compreso. Non è da scartare il 4-2-3-1 anche se sulla carta il Pisa dovrebbe tornare al 4-3-2-1 iniziale. In difesa Barba sicuro di un posto al centro, mentre Hermannsson è favorito per partire di nuovo tra i titolari. Dalle fasce si attendono finalmente i cross di Calabresi e Beruatto, che finora non si sono visti, mentre a centrocampo è molto probabile il rientro di Nagy nella linea a tre con Ionita e Marin. Servirà però un filtro maggiore per non prendere le infilate con troppa facilità come in questi primi incontri. Soprattutto sui lanci da lontano degli avversari. Errori da non ripetere, specialmente oggi che conta solo vincere per lasciare una posizione di classifica troppo scomoda.
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