Maran: «Io in bilico? Qui conta il Pisa»
Maran dice di sentire l’appoggio di tutti e non le voci sul possibile avvicendamento. «In discussione mi ci metto ogni giorno, situazione difficile ma ci basta una scintilla»
PISA. Rolando Maran parte per Venezia con la convinzione, oltre ovviamente alla speranza, che il suo Pisa possa uscire da questa situazione. Il treno che parte stamani per il Veneto potrebbe essere quello decisivo per il tecnico nerazzurro. Decisivo per salvare la sua panchina e rilanciare una squadra in cui crede. Ma che deve dimostrare tutto il suo valore a cominciare da quello che al momento è uno scontro salvezza.
Classifica stampata
Pisa ultimo con un punto, Venezia quart'ultimo con 4 a pari merito con il Perugia: la classifica attuale parla chiaro. «Non so se dopo cinque giornate sia giusto parlare di scontro salvezza – esordisce Maran – lo dirà solo il tempo. La classifica però me la sono anche fotografata e la guardo spesso. Questo perché mi deve dare la rabbia giusta per arrivare alla partita di Venezia con ancora maggiori stimoli». Maran vuole vedere la giusta mentalità da una squadra che finora ha perso fiducia dopo ogni episodio contrario. «Questa è una partita in cui probabilmente bisogna tirare fuori lo spirito di una squadra che deve aggrapparsi a qualsiasi episodio per portare a casa il risultato. Nel momento in cui subisci poco ma paghi tanto devi fare ancora meglio. Non dobbiamo sperare nella fortuna, ma avere la capacità di portare gli episodi dalla nostra parte». Anche la squadra guarda la classifica? »Sì, anche loro guardano. C'è un po' di ansia da prestazione ma anche la consapevolezza di andare oltre la classifica senza dimenticarcela. Abbiamo visto nei campionati precedenti che le cose si ribaltano con grande facilità. In questo gruppo non vedo voci fuori dal coro».
La scintilla
Maran nel suo mezzogiorno di fuoco, anche se domani si gioca alle 14, vuol trovare quella scintilla per far esplodere, in senso positivo, la squadra. «Sono straconvinto che nel momento in cui usciremo da questa situazione, perché ne usciremo, saremo ancora più forti. La cosa che per me conta maggiormente in questo momento è quello che vedo negli allenamenti. La speranza è che tutto questo lavoro si trasformi in un grande risultato in partita. È un momento particolare ma mi sento forte perché i ragazzi stanno dando il massimo». Maran ribadisce più volte che sente la vicinanza della squadra e anche della società che è sempre presente a San Piero a Grado. «Ciò che vedo da parte dei ragazzi è grande attaccamento. Qualcosa dal punto di vista psicologico però ci tormenta. L'aspetto mentale ci sta frenando. Serve una scintilla che possa aiutare la squadra ad uscire da una situazione che sta rendendo tristi tutti quanti». Qualcuno fa notare che una scintilla con la Reggina c'era stata. «Il gol di Masucci poteva essere la svolta, ma la mancata concessione del gol è stata una mazzata ulteriore per noi. Dobbiamo essere più forti anche di questo».
Ripagare i tifosi
Domani a Venezia ci saranno oltre 500 tifosi al seguito e proprio a loro Maran vorrebbe finalmente dare una soddisfazione. «Avrei voluto che tutti i tifosi fossero venuti in questi giorni agli allenamenti proprio per fargli vedere con quanta determinazione ci stiamo allenando e di come stiamo remando tutti dalla stessa parte. Siamo scocciati e avvelenati per questa situazione – aggiunge – soprattutto per la gente che ci segue ovunque. Sono convinto che prima o poi verremmo ripagati da tutto questo attaccamento. Dobbiamo e vogliamo assolutamente restituirgli qualcosa. Nel calcio si passano dei momenti così complicati, difficili ma tutte le componenti interne ed esterne stanno facendo di tutto per uscire in fretta da questo momento. Quanto manca un leader come Caracciolo? Qui dobbiamo sentirci tutti quanti leader, io per primo».
Senza pressioni
Alla domanda se si sente in discussione Maran risponde cercando di togliere pressione ai suoi.«Io mi metto in discussione alla fine di ogni giornata di lavoro – ammette – è la mia coscienza che me lo fa fare. Tutte le voci che sento non mi toccano. Non devo trasmettere ai giocatori ansie ma positività e pensare solo al loro bene. Partita decisiva per me? Il fatto personale è l’ultimo dei miei pensieri, ciò che conta è il Pisa e la vittoria. In questo momento dobbiamo parlar poco e lasciarlo fare ai fatti». E il Venezia? «Ora non è l'avversario che dobbiamo temere, dobbiamo temere per primi noi stessi».
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