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L'analisi

È la difesa la priorità del Pisa

Andrea Chiavacci
È la difesa la priorità del Pisa

C’era una volta una super retroguardia, ma quella attuale ha incassato 10 gol in 3 partite. Con tante novità servirebbe tempo, però dietro l’angolo c’è il Genoa del bomber Coda

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PISA. L'invincibilità sta nella difesa, se ti difendi sei più forte. Lo teorizzava, circa 2.500 anni fa, il filosofo e generale cinese Sun Tzu. Applicando la teoria al Pisa di oggi possiamo dire che il primo problema da risolvere in questo avvio di stagione, fatto di tanti cambiamenti, è proprio quello di una retroguardia che ha incassato 10 gol in 3 partite ufficiali.

Rolando Maran si è trovato una difesa da assemblare e da rimodellare al suo impatto con questa nuova avventura. L'allenatore trentino non ha potuto ereditare quella che per tre quarti della stagione scorsa è stata la miglior difesa della B a causa di alcune partenze eccellenti. Samuele Birindelli è passato al Monza, Maxime Leverbe è andato alla Sampdoria e inoltre l'uomo che aveva in pugno l'intero reparto è ancora fermo per infortunio e ritornerà abile e arruolato solo alla fine dell'anno solare. Sì, perché capitan Antonio Caracciolo, oltre ad essere eccellente in marcatura e negli anticipi, aveva in mano i codici di tutta la difesa. Con lui al suo fianco sono state esaltate anche le doti di Leverbe. Ma ormai, come più volte ha ribadito Maran, bisogna fare di necessità virtù e lavorare sodo per dare una giusta identità alla squadra e in particolare a questo reparto.

Contro il Como erano presenti tre reduci della scorsa stagione, Hjortur Hermannsson, Alessandro De Vitis e Pietro Beruatto, ma solo quest'ultimo era da considerarsi inamovibile con Luca D'Angelo. L'islandese era spesso dirottato sulla fascia, perché al centro non aveva spazio, e De Vitis, centrocampista da tempo adattato come centrale, ha sofferto nel duello fisico con Cerri e in generale non può garantire un ampio minutaggio a causa dei continui acciacchi. Beruatto è invece apparso ancora lontano dalla migliore condizione fisica. Facendo una valutazione complessiva quello che salta all'occhio è che appena manca un po' di filtro a centrocampo la linea a quattro appare troppo lenta nell'andare a chiudere sugli inserimenti degli avversari. Il primo gol del Como deve diventare il manifesto di cosa non si deve fare.

Tra i centrali di ruolo per ora Maran non ha dato troppo spazio in campionato a Simone Canestrelli, preso in prestito dall'Empoli, che è andato in gol da subentrato a Cittadella ma è stato incerto sia in Coppa con il Brescia che nella mezz'ora con il Como. Senza contare che il nazionale romeno Adrian Rus, reduce da un infortunio, non si è ancora visto in campo e potrebbe essere la new entry contro il Genoa. Tra i nuovi Arturo Calabresi a destra non sembra aver avuto problemi ad inserirsi. Su quella fascia c'è anche il 20enne arrivato in prestito dal Porto Tomas Esteves, a cui va dato il tempo di crescere. Ma è proprio il tempo a essere poco. Restano dieci giorni di mercato: un difensore centrale con una certa esperienza serve come il pane proprio per dare qualche certezza in più a una macchina in fase di rodaggio. A sinistra potrebbe essere utile anche un vice Beruatto perché il croato Roko Jureskin è molto più offensivo. Intanto c'è da pensare a come neutralizzare Massimo Coda, capocannoniere dell’ultima Serie B ma ancora a secco in questo campionato (e forse pure l’ex George Puscas, ora vicino ai liguri) e a cancellare subito gli errori gratuiti, vedi il disimpegno di Marius Marin sul gol di Blanco, perché in Serie B certi errori non puoi permetterteli.


 

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