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Pisa

L'analisi

Pisa nel segno di Torregrossa

Massimo Berutto
Torregrossa
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Torregrossa

Veloce e pesante il gol rifilato al Como e ora per lui c’è un “quasi derby” alle porte. Non è ancora al top, ma con lui Maran potrebbe anche scegliere di passare al 4-3-1-2

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PISA. Un impatto devastante nei confronti del Como, quasi come quello sulla finale playoff Pisa-Monza, in ordine di tempo l’ultima gara che aveva giocato coi nerazzurri, ed esattamente alla pari con la sfida contro la Cremonese. Ernesto Torregrossa a segno dopo 9 minuti in campo, stesso numero di giri effettuati dalla lancetta nel big match con i grigiorossi, con l'unica differenza che allora si cominciò a contare dal fischio di inizio, mentre stavolta l'attaccante è subentrato a 10 minuti dal 90'.

Niente a che vedere con il colpo-lampo (già al 1') che stordì momentaneamente il Monza. Curiosamente tutte squadre lombarde quelle perforate dal numero 10 quasi subito dopo il suo ingresso. Per un uomo del sud forse è una soddisfazione aggiuntiva. Stavolta non era in palio il salto in serie A e neppure i punti di un delicato scontro al vertice, ma muovere finalmente la classifica, evitando il secondo stop consecutivo (il terzo, considerando l'eliminazione dalla Coppa Italia), è stato altrettanto importante per rpovare a raddrizzare subito un complicato avvio di annata.

Uno shock salutare soprattutto sul morale. Il sorriso di Torregrossa è una ventata di ottimismo per ripartire a caccia del primo successo stagionale. Nono gol in nerazzurro per la punta siciliana, che, a dispetto dei ripetuti acciacchi e di un intervento chirurgico (ernia) a cuio si è sottoposto alla fine della passata stagione, è quindi già ad un passo dalla doppia cifra nel bilancio complessivo da febbraio ad oggi. Il calciatore di Caltanissetta si conferma rapace dell'area di rigore. Tocchi apparentemente semplici, ma solo per chi ha l'istinto di trovarsi nel punto giusto dove passa il pallone, leggendo alla perfezione l'evoluzione dell'azione.

Nella posizione a ridosso della porta avversaria si può essere decisivi anche in un minuscolo scampolo di gara e con pochi allenamenti nelle gambe. Si conferma la giustezza dell'intuizione di Luca D'Angelo, evidentemente sposata anche da Rolando Maran, di avanzare un calciatore che, per sua natura, tenderebbe ad abbassarsi sulla trequarti per giocare la palla. Quale sarà dunque la collocazione definitiva nel Pisa di Maran? Nel 4-3-2-1 proposto finora dal primo minuto, Torregrossa potrebbe operare sia da prima punta che fra i due rifinitori. Duro però il ruolo di unico terminale (chiamato, come toccato a Masucci, anche ad addomesticare palloni spalle alla porta) e forse un po' lontana dalla zona-gol, il settore che al momento sembra quello di principale competenza dei due trequartisti. L'episodio della rete del 2-2 ha dimostrato l'importanza di avere due punte in mezzo all'area (in questo caso Cissè accanto a Torregrossa) per valorizzare al meglio i traversoni, godendo anche di una seconda chance per depositare il pallone in rete.

Chissà che Maran non torni al 4-3-1-2, armando due attaccanti centrali con i colpi offerti dal talentuoso Morutan. La prima occasione utile è la prossima gara, quella di domenica sera all’Arena contro un’annunciata big del campionato come il Genoa. Che per un ex doriano come Torregrossa è praticamente un derby.

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