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Pisa, storia di una passione che “brucia” da 113 anni

Pisa, storia di una passione che “brucia” da 113 anni

Dal 1909 a oggi in 12 imperdibili schede, curate dall'associazione Cento,  in omaggio con Il Tirreno a partire da martedì 5 aprile

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PISA. Un viaggio nella passione, un viaggio nel sogno di una ventina di ragazzi capeggiati da Ferruccio Giovannini, che dal 1909 coinvolge e infiamma una città. Non avrebbero potuto sperare futuro migliore, i 21 fondatori del Pisa Sporting Club, per la loro giovane squadra.

Lo Sporting non ha mai vinto scudetti, una volta c’è andato vicino, ha conquistato un solo titolo nazionale e due Mitropa Cup. Al cospetto di molti altri club, non esiste confronto, ma qui, a Pisa, la passione non conosce fine e il calcio anima ed esalta la città, da quasi 113 anni. Dopo la fondazione, il primo vero spartiacque è quella che è passata alla storia come la “partita della vita o della morte”, una gara secca contro l’Alfea, anch’essa squadra pisana, disputata nel 1912 e vinta dallo Sporting per 2 a 1, che consegna ai nerazzurri l’onere e l’onore di rappresentare la città nelle competizioni nazionali. Una pietra miliare.

Nel 1921, poi, il primo vero allenatore Jozsef Ging. Un ungherese che parla poco italiano ma, se si tratta di calcio, sa farsi capire benissimo e il Pisa arriva a un passo dal Titolo Nazionale (Scudetto), sfornando giovani campioncini che avrebbero conosciuto presto la ribalta delle cronache nazionali. Negli anni della Seconda Guerra Mondiale i campionati si fermano ma, dove e quando si può, si gioca. Gioca il giovane Enzo Loni, rapida e ficcante ala sinistra, al quale la guerra ha impedito l’esordio in nerazzurro, ma che comunque riesce a giocare, anche se lontano dalla sua Pisa. Una volta terminato il conflitto, riuscirà finalmente a debuttare con la maglia nerazzurra, divenendone punta di diamante, capitano, bandiera e goleador assoluto di tutti i tempi. Poi, a metà anni ’60, la presidenza di un altro storico personaggio: il commendatore Giuseppe Donati. Negli anni ’70 il Pisa staziona stabilmente in Serie C. Sono anni di ristrettezze economiche, di ritiri fatti in San Rossore, ma che vedono crescere numerosi calciatori del vivaio. Uno di questi, un certo Marco Tardelli, secondo alcuni potrebbe fare strada. A fine anni ‘70, il Pisa si trova in liquidazione. Prende le redini lo sconosciuto Anconetani, che di lì a poco diverrà, per tutti, semplicemente Romeo, e porterà il Pisa a frequentare stabilmente gli ambienti di quello che viene definito il campionato più bello del mondo. Anni fantastici, incredibili, in cui calcano il terreno dell’Arena campioni come Maradona, Baggio, Platini, Falcao, Van Basten. Con Anconetani arrivano anche due Mitropa Cup, ma al termine della stagione 1993/94, con la retrocessione in C maturata con la sconfitta nello spareggio di Salerno contro l’Acireale, il Pisa fallisce e si ritrova in un baleno sui campi sportivi dell’Eccellenza. Una batosta, ma che vede i tifosi serrare le fila e, in alcuni casi, trascinare la squadra alla vittoria e verso la risalita, che si compie per larga parte sotto la gestione Gerbi-Posarelli. Quindi quelle Mian-Gentili, Covarelli, Pomponi e nel 2009, l’anno del centenario, un nuovo fallimento. Il Pisa riparte dal Cnd, la Società è nelle mani di Carlo Battini. Una calda assemblea d’agosto dà a Lucchesi, un tempo direttore sportivo, mandato per rilevare il Pisa, con lui arriva Gattuso e una stagione che riporta il Pisa in B ma non fuori dai guai. Si passa da Lucchesi a Petroni, si sfiora il grottesco e il Pisa rischia di sparire. Giuseppe Corrado può quindi piazzare il suo affondo e rilevare il Pisa, trasformando il Natale 2016 in uno dei più avvincenti di sempre. Comincia una nuova era, quella che ci porta fino ad oggi, dove siamo in corsa per la Serie A con il magnate Alexander Knaster al timone. Ed è lecito sognare. La passione, o come diceva Ferruccio Giovannini, passionaccia, non è mai venuta meno e dal 1909 divampa inarrestabile.

Da rivivere da martedì 5 aprile, per 4 settimane: con Il Tirreno usciranno un totale di 12 inserti col giornale (martedì, mercoledì, giovedì), alla fine collezionabili in un unico cofanetto. Una raccolta, in episodi molto sintetici, della storia del Pisa Sporting Club. I testi e le immagini, molte delle quali inedite, sono a cura dell’Associazione Cento.

Senio Calvetti
Associazione Cento
 

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