Il Tirreno

Pisa

serie B 

Baldieri gioca in anteprima la “sua” partita: sfida a scacchi che sarà decisa a centrocampo

Andrea Chiavacci
Baldieri gioca in anteprima la “sua” partita: sfida a scacchi che sarà decisa a centrocampo

Il doppio ex vive e lavora a Lecce dove ha una gelateria: se il Pisa prende due rinforzi a gennaio può puntare alla serie A

4 MINUTI DI LETTURA





Andrea Chiavacci

PISA. Contro il Lecce realizzò il suo primo gol all’Arena in maglia nerazzurra da giovanissimo, in età più matura ha giocato in Salento per quattro stagioni e ancora oggi vive e lavora nella città pugliese dove è titolare di una gelateria in pieno centro. Pisa-Lecce è senza ombra di dubbio la partita di Paolo Baldieri, che segue ancora con passione entrambe le sue due ex squadre e spera di esser presente all’Arena sabato pomeriggio.

Baldieri, che partita si aspetta?

«Sono già in tensione e sono molto contento di vederle ai primi due posti della classifica. Il Pisa era partito per una salvezza tranquilla, ma se dopo sedici giornate è sempre lì significa che è una squadra forte. Il Lecce era una delle favorite e per me possiede l’organico più forte del campionato. Sarà una sfida apertissima. Quasi una partita a scacchi che si deciderà a centrocampo».

Da una parte la difesa più forte del campionato, dall’altra l’attacco che segna di più: chi la spunterà?

«Il Pisa subisce pochi gol, ma non ha un atteggiamento difensivista. È merito del lavoro in fase di non possesso che fanno anche i centrocampisti e gli attaccanti. Restano sempre corti. È difficile aggirare i difensori alle spalle. Leverbe mi piace tantissimo anche per come imposta. Il Lecce fa un bel gioco e possiede attaccanti che ti possono far male in ogni momento. Pesante l’assenza di Coda, non so se Di Mariano sarà della partita. Sicuramente è una squadra che ha tante soluzioni, basti vedere che il capocannoniere della B è Strefezza. Non mi aspettavo tanti gol da lui, ma in B può fare la differenza».

Chi sta meglio?

«Entrambe le squadre arrivano bene all’appuntamento. Il Pisa mi è piaciuto molto a Brescia per il piglio e la personalità messa sul campo di una grande squadra. Vincere con il Lecce potrebbe portare ad una consapevolezza definitiva della propria forza. Il Lecce ha perso solo alla prima giornata e sta crescendo l’entusiasmo intorno alla squadra di Baroni, che in estate era visto con un po’ di scetticismo. Sta lavorando bene, così come D’Angelo».

Come può uscire Lucca da un digiuno di otto partite?

«Lucca sta vivendo un periodo non brillantissimo e soffre la marcatura stretta dei difensori che gli stanno prendendo un po’ le misure. Inoltre può pagare la sovraesposizione mediatica. Ha un potenziale enorme e l’allenatore deve metterlo nelle condizioni migliori per poterlo esprimere al meglio lavorando in modo specifico con lui. Liedholm alla Roma mi faceva tirare le punizioni anche dopo l’allenamento».

Che clima si respira a Lecce?

«Ottimo. La squadra viene spesso qui in gelateria. Sono un bel gruppo e si parla di tutto tranne che di calcio. Anche perché a Lecce si vive davvero bene ed i tifosi sono sempre pronti a sostenere una squadra che oltre ad esser forte non manca mai sotto il profilo dell’impegno. Anch’io quando giocavo ero così, bisogna staccare un po’ fuori dal campo».

Possono andare in A entrambe?

«Sicuramente se la giocheranno con altre 5-6 squadre. Il Lecce è già piuttosto completo, mentre se il Pisa a gennaio inserisce un paio di giocatori per dare qualche alternativa in più rispetto ai titolari diventa un brutto cliente per tutti».

Si ricorda il suo primo gol all’Arena?

«Come no, una splendida rovesciata proprio contro il Lecce dopo due minuti. Il cameraman della Rai era andato a prendere un caffè e si è visto solo il pallone che entrava in rete. Che peccato, non sono riuscito mai a rivederlo. In quella stagione Pisa e Lecce andarono a braccetto in A, speriamo che la storia si ripeta».

Ma non ha segnato solo quella volta contro i salentini...

«Effettivamente ce l’avevo un po’ con il Lecce. In serie A nel 1985-86 segnai sia all’andata che al ritorno, ma poi ho fatto gol anche al Pisa con la maglia giallorossa».

Per chi farà il tifo?

«Lecce è come una seconda casa, ma il Pisa è sempre il Pisa. Sarei felice anche con un pareggio, ma i nerazzurri per me vengono prima di tutte le altre squadre».

Sarà presente allo stadio?

«Non lo so ancora, ma farò di tutto per esserci. Sono tre anni che non vengo all’Arena e questa potrebbe essere una splendida occasione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani