Il Tirreno

Pisa

Gioco, sacrificio e tanto Lucca applausi alla sinfonia del Pisa

David Biuzzi

Un’autorete di Cionek e lo squillo del bomber mantengono in orbita una squadra che sembra una grande orchestra

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David Biuzzi

PISA. Per realizzare la sinfonia perfetta non basta avere un ottimo primo violino. No, alle sue spalle deve esserci un’orchestra che suona bene e che sappia farlo insieme. E, ovviamente, un direttore in grado di muovere la bacchette nei modi e nei tempi giusti. Ecco. Il Pisa di oggi, il Pisa capolista non per caso, somiglia maledettamente a questa ottima filarmonica. Che ha un repertorio ampio, dalla classica al rock e che in ogni modo strappa consensi e successi.

In quello con la Reggina, che conferma e consolida la leadership, le componenti ci sono tutte. La star, ovviamente, è sempre Lorenzo Lucca ma chi suona insieme a lui, i compagni, ci mettono il resto (e non è poco) e Luca D’Angelo prepara lo spartito a meraviglia. Ancora una volta, insomma, i nerazzurri vincono da squadra e di squadra. Esponendo il miglior giovane attaccante della categoria e non solo, visto che in tribuna a vederlo dal vivo c’era anche lo “007” della Nazionale Mauro Sandreani, ma anche il gioco (soprattutto nella fase iniziale) e la capacità non banale di saper soffrire (per altri tratti della gara).

L’avvio, come accennato, è eccellente. Merito, in questo caso, del tecnico. Che sceglie di difendersi attaccando, con due terzini di spinta come Birindelli e Beruatto, variando il tema di base, cioè il 4-3-1-2, in un 4-2-3-1 a specchio con quello dei calabresi. E siccome la fortuna aiuta sempre (e da sempre) gli audaci, l’episodio apri-gara si materializza in un amen. Al 6’, cioè, quando Nagy spedisce Lucca in fascia, il bomber protegge e appoggia per Birindelli che crossa nel cuore dell’area dove Cionek, intimorito da Cohen, tocca male e spedisce in fondo al suo sacco. Il gol non placa la fame dei nerazzurri, che almeno per metà frazione dominano la scena con il piccolo play ungherese che giganteggia in mezzo. Poi, però, fatalmente l’intensità cala e la brigata di Aglietti, non per niente finora imbattuta, cresce sorretta dal baby Cortinovis (questo, vivaio Atalanta, è forte davvero). Nicolas con un mezzo prodigio (e dopo un suo mezzo errore) gli dice di no al 28’, ma fino al riposo (nonostante acuto di Gucher al 40’) sono gli ospiti a lasciarsi preferire.

Dagli spogliatoi, per, il Pisa torna senza il capitano (guai alla caviglia, dentro Sibilli) ma con una ritrovata scorta di energie. La Reggina resta dentro la partita (al 12’ Laribi alza la mira da due passi), ma dopo i primi cambi (dentro Marsura per un Cohen così così, dentro Piccinini per un Touré più spreciso del solio) ci pensa Lucca a mettere tutti d’accordo. Al limite, infatti, riceve un’imbucata di Birindelli, è ancora spalle alle porta con la sua forza devastante trascina dentro la palla finché Regini non gli si aggrappa addosso a lo abbatte. È rigore Micai perde la testa colpendo proprio Birindelli e viene espulso. Dal dischetto proprio Lucca impallina il subentrante Turati e di fatto, al 23’, la contesa è chiusa. L’ultimo spicchio non è banale, tra qualche concessione di troppo fatta e occasioni per il tris (palo di Beruatto e non solo) sprecate. Lucca esce (per Masucci) e i 4.100 dell’Arena (i restanti 400 erano gli ospiti) si alza in piedi ad osannarlo. E, alla fine, sono (meritati) applausi per tutti: bene, bravi, bis.

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